L'Italia Mensile

A KIEV SI BRUCIANO I LIBRI RUSSI

I libri e i documenti di lingua russa vengono bruciati pubblicamente nelle piazze di Kiev.

La guerra che l’esercito ucraino – comandato dal terrorista Zeleskij e finanziato dagli oligarchi occidentali – sta combattendo contro la Federazione Russa, non è solo militare, bensì anche culturale e intellettuale.

Le librerie e le biblioteche della capitale ucraina sono state assediate, devastate e saccheggiate, alla ricerca di opere che facessero “propaganda russa.”

L’obbiettivo primo di questa vile e infame guerra imperialista è quello di eliminare e cancellare le radici, la storia ed un modello politico, economico ed antropologico di un popolo.

L’atto di bruciare opere e libri è un gesto squallido e ignobile che si giustifica con la volontà di seppellire e sopprimere una cultura per imporne un’altra, in nome del globalismo e del capitalismo 4.0!

L’operato delle milizie di Kiev – al soldo di Washington e Bruxelles e armate anche dell’Italia – è quello di favorire e sostenere l’instaurazione della cultura globalista e del pensiero unico dominante.

Mezzo fondamentale per il controllo delle masse è l’informazione e l’istruzione.

Le conclusioni che si possono desumere è che la millantata e ostentata lotta per la libertà e la democrazia è solo una farsa.

La condotta Azov e company è analoga a quella della Germania nazista che, durante il secondo conflitto mondiale, si rese responsabile del rogo di numerosi testi e libri critici verso il regime.

Qualsiasi opera che professi una filosofa e una politica antitetica e opposta a quella dominante deve essere cancellata e arsa.
L’intenzione delle elites occidentali è quella di imporre una sola verità e un solo modo di pensare e ragionare, un solo modo di vivere, un solo modello economico e politico.

Il criticismo, lo scetticismo e le pluralità culturali e intellettuali non sono ammessi nel nuovo ordine globale costituito.

di Fabio C. Maguire

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