Zelensky negli States per elemosinare nuovi aiuti.

di Fabio C. Maguire

Il Presidente dell’Ucraina, Vladimir Zelensky, ha visitato Washington dove ha parlato al Congresso dei Rappresentanti per cercare di vincere l’attuale riluttanza dei politici americani a concedere ulteriori prestiti a Kiev.
Infatti, la maggioranza repubblicana ha bloccato in plurime occasioni l’approvazione di disegni legge che prevedevano tra l’altro anche un ennesimo stanziamento di soldi per sostenere l’esercito ucraino impegnato in una lotta esistenziale contro la Russia.

Il Partito Repubblicano si è dichiarato assolutamente contrario a concedere altri fondi dei contribuenti americani al regime ucraino, questo a causa del decadente stato delle infrastrutture e dei servizi che vengono offerti ai cittadini e in particolare per il problema dell’immigrazione clandestina.
A tal proposito, i repubblicani hanno chiesto che la Casa Bianca si interessasse maggiormente alle problematiche interne, abbandonando l’Ucraina a se stessa o, peggio ancora, scaricando tutte le responsabilità sull’Unione Europea.

Il Presidente Zelensky ha dichiarato che senza il sostegno degli Stati Uniti, “l’Ucraina non sarà in grado di prepararsi per la controffensiva del 2024”, ciò darebbe una significativa vantaggio strategico alla Russia che potrebbe sfruttare le lacune in ambito militare dell’Ucraina per sbilanciare totalmente a proprio favore l’andamento dello scontro.
La Casa Bianca ha sostenuto il leader ucraino, con il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Jake Sullivan, che ha sottolineato che senza l’approvazione del Congresso, “a partire da gennaio non potranno più essere inviati a Kiev pacchetti per l’assistenza militare”.

Il Presidente ucraino incontrerà poi anche il Presidente della Camera, Mike Johnson, una persona saldamente legata alle sue idee che non coincidono pienamente con la visione politica del Presidente Biden e di Zelensky.

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