Sulla Morte Della Professione Forense

di Nicola Trisciuoglio

Più di ogni altra… la professione forense avea in se il carattere del sacro e conseguente ad esso quello etico… ricollegandosi dall’alba della civiltà ai riti religiosi…compiuti dai sacerdoti… che nei pressi del tempio amministravano la giustizia in nome degli Dei… con ciò sovvenendo ai bisogni di chi si rivolgeva loro per vincere le condizioni di disagio nelle quali versava… 

L’origine mistica della professione forense è stata per lungo tempo indiscussa… e di essa ne ritroviamo residuali tracce nei lessici giuridici… via via desueti nelle giovani generazioni… che ne disconoscono non unicamente il significato, ma più gravemente, l’origine e la funzione…

Il processo era ed è ancora indicato, talvolta, con il termine “rito”… nel quale la difesa era definita come “ministero”…

Ancora taluno parla di “celebrazione” del processo…

Ma sono oramai mere formule deprivate di ogni sostanzialità concettuale e reale…

In quanto “sacra” la professione forense era volta a sostanziare la giustizia superiore che si ritrovava nella legge naturale e nel divino…

Nella degenerata evoluzione della odierna civiltà della decadenza la professione forense si è affrancata dal suo carattere sacro per cedere all’imperante squallida logica mercantile e liberale… di guisa che essa, ad appannaggio esclusivo delle classi e delle caste ricche ed abbienti, ha perso la sua naturale funzione sociale misticamente tesa ad affermare – nell’armoniosa cornice della legge di natura – l’interesse degli “ultimi” e dei “colpiti da ingiustizia” che “chiamavano a propria difesa” l’advocatus… come si usava dire nel latinoimperiale…

Quella che sopravvive oggi nei Tribunali di questa italica terra di sventura che fu di immensa tradizione giuridica è la feccia umana dissacrante il più sommo dei “ministeri” che la civiltà ebbe a donarci…

[nella foto – Cicerone accusa Catilina in Senato -affresco del 1880 di Cesare Maccari (Siena, 9 maggio 1840 – Roma, 7 agosto 1919). L’opera è conservata, insieme ad altre di Maccari, nella “Sala Maccari” del Salone d’Onore, situato all’interno di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica Italiana, a Roma]

Un commento su “Sulla Morte Della Professione Forense

  1. Dobbiamo trovare “conforto” nell’unica figura spirituale rimasta all’intera umanita’ Mons. Carlo Maria Vigano’ e dobbiamo sentirci fortunati,poiche’ le altre realta “religiose” hanno Tutte abdicato alla narrazione in favore dei “mutanti”.Lo dico da non-cattolico,siamo fortunati ad avere il supporto di una abile teologo che racchiude in se’ il seme della sacralita’.Siamo fortunati a poter seguire le sue indicazioni sulla “conversione”,appartengo a quell’umanita’ che si nutre di sogni ed entusiasmo,non ci faremo indicare la strada dagli usurai,ne’ di “destra” ne’ di “sinistra”,daremo loro una lezione di “consapevolezza” che frantumera’ qualsiasi certezza “artificiale”.

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