L'Italia Mensile

Odysseus

Roberto Bianchini

Una comunità si ritrova un giorno a Roma sotto il segno di Darya Dugina.

Non é stato un incontro come tanti… é stato un evento che – rispetto ad altri che hanno contraddistinto un percorso comunitario – ha indicato una nuova rotta.

Rotta nel senso di direzione, cammino da seguire, orizzonte da raggiungere… e indimenticabili sono state per tutto il pomeriggio le parole di Francesco Guccini e del suo Odysseus, che hanno accompagnato l’evento.

Quale migliore brano? Dopotutto, cosa siamo noi se non navigatori nel caos di un mare in tempesta che cercano disperatamente una direzione verso una Luce finale come destinazione, una nostra Itaca?

Finalmente la simbolica.
Finalmente arriva tra la gente di una Comunità che cerca una via, la Simbolica.

E arriva attraverso le parole del relatore Rainaldo Graziani, che usa spesso il termine “frequenza”.

“Non parlate a tutti, parlate a chi é sulla vostra stessa frequenza”, che è lo stesso di chi cristianamente ci diceva “non date perle ai porci”, o per dirla come il nostro Dante “Voi che c havete l intelletti sani, mirate la dottrina che s’asconde dietro il velame de li versi strani”.

I presenti sabato 13 aprile a Roma si sono ritrovati per provare ad avvicinarsi ad un linguaggio… il linguaggio dei filosofi, sulla strada illuminata della conoscenza, della Sophia, ma soprattutto di una martire che in maniera Ancestrale viene ad indicare nuove rotte.

Darya Dugina é oggi Beatrice, Bea-trix, colei che rende Beati, é Penelope, é Arianna che stende il suo filo per aiutare Teseo, é la Fata di Pinocchio, colei che guida lo spirito dell’umano ad uscire dalla sua prigione di legno, lo stesso legno che inchioda il corpo di un uomo ad una croce senza poterne imprigionare lo Spirito, perché quell’Uomo é il Kristos, l’Adam Khadmon superiore, colui che può elevarsi oltre l umano.

Ed è proprio lei, Darya, attraverso le parole di Graziani, “traduttore italiano di Aleksandr Dugin”, che viene tra noi a reclamare il posto che spetta alla figura della donna Salvifica, la guida, la Dispensatrice di vita… se sapremo cogliere i messaggi che stanno arrivando.

La pandemia è stata per tutti uno spartiacque, ha segnato vaccinati e non vaccinati, illuminati e ciechi.

La gente si ritrova oggi in un incontro mistico, di qualsiasi ceto sociale, ognuno con trascorsi diversi e con bagagli culturali diversi, ma con una certezza: avere oggi la stessa frequenza.

E quella frequenza è la chiave, la chiave per una realtà vibrazionale alla quale ogni uomo dovrebbe aspirare per avvicinarsi all’infinita eco di Dio, all’Ein Soph primordiale che è anche presente e futuro, è l’Eternità dalla quale ci parla Darya Dugina.

Sempre Guccini, in un altra sua perla cantava “Sentinella, quanto dura ancora la notte?” ….Shomer ma mi Llaila……
Non lo sappiamo, sappiamo che comunque dobbiamo attraversarla, tanto vale proseguire come fece Dante nella Selva.

Guardiamo avanti tutti, ognuno con i propri dubbi e con le proprie certezze, qualsiasi cosa riservi il futuro, non esiste notte senza un alba, e come recita nel linguaggio esoterico la legge del V.I.T.R.I.O.L., solo scendendo nelle tue oscure terre interiori, potrai trovare la pietra dei filosofi.

Come nel Mito della caverna di Platone…

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