OBIETTIVO RAGGIUNTO. RADDOPPIATE LE 50OOO FIRME. NON UNA DI PIU.


Sconfitta la freddezza della Cei e dell’associazionismo da caveau. Abortiste messe a tacere. Il 20 dicembre una Messa di ringraziamento.
Di antonello Cavallotto
Comunque sarebbe andata a finire – ed è andata a finire benissimo, il solo fatto di aver riempito un Teatro a Roma insieme a tanti amici, amiche, sacerdoti (pochi all’epoca) per iniziare la campagna di raccolta firme – ci aveva fatto presagire un certo ottimismo. L’obiettivo delle 50mila firme certo appariva difficile, non dico un miraggio, ma difficile. La freddezza dei “Pastori” lasciava perplessi. Così come il disinteresse dell’associazionismo una volta pro life oggi da caveau o da barcone.
Superato il guado. Raddoppiate le firme. Sia chiaro, siamo contenti ma non ci soffermeremo troppo nella lettura di chi adesso nella rete, nelle sagrestie e nei media rilancia scoop o primogeniture sull’esito davvero incredibile.
Personalmente avevo fonti che potevamo permettermi di arrivare prima, fare come si dice in gergo, uno scoop. Ma non me la sono sentita. Qui non si tratta di arrivare prima, ma di condividere invece quella che deve restare una vittoria di tutti Noi. Anche di quelli che fisicamente non hanno potuto firmare o sostenerci come avrebbero voluto.
Ora l’appello è quello di non disperderci, non lasciare che quello nato qui sulla piazza di Roma e d’Italia, ossia il vero movimento pro-life- fusione di anime e associazionismo vero e concreto – non si sciolga come neve al sole. Non facciamo che singoli, mamme, papà, che le nostre associazioni ritornino ciascuna nei propri spazi ed ambiti fisici. O che i distinguo o la diffidenza prevalgano. Sarebbe un errore.
Per questo, ma non solo per questo, il 20 dicembre abbiamo deciso di ritrovarci per una Messa di ringraziamento a San Giuseppe a Capo le Case in via Francesco Crispi alle 19. Una Messa per ringraziare anche dell’appoggio che la Rettoria ha dato alla campagna e vieppiù per ringraziare Nostro Signore e sua Madre Maria Santissima. Perché noi non ci vergogniamo di pregarli. E’ la nostra fede. La nostra Tradizione. Non la svenderemo di certo per non offendere il nuovo Pantheon degli idoli dell’accoglienza o da chi si sente offeso dalla Croce o dal presepe. Non ce lo perdonerebbe un caro padre francescano conventuale, Antonio Coccia, che ricorderemo all’interno del rito.
L’iniziativa Cuore che Batte, ce lo insegna. La Buona Battaglia non è finita, è appena all’inizio. Allarghiamo i ranghi. Facciamo due file da 50mila. Ce lo possiamo permettere. Oggi possiamo festeggiare. Non sempre il Nemico vince.

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