L'Italia Mensile

MARCO COCHI. IN MEMORIAM

ANDREA MARCIGLIANO

Se ne è andato in poco più di tre mesi.
Come mi aveva detto in una delle nostre ultime telefonate “André, nun ce sta nulla da fa’. Me manca poco.”

Così, secco e asciutto, come era non solo nel fisico. E con quel suo modo di parlare romanesco, o meglio Testaccino, tutto particolare. Che noi, fra amici, definivamo il “cochese”.

Già, perché Marco Cochi era orgoglioso di essere romano de Roma da 7 (e più) generazioni. E, soprattutto, del Testaccio. Però, per paradosso, parlava un inglese impeccabile, con l’accento, colto e raffinato, di Oxbridge. Dove aveva fatto un master. Ed un’altro se l’era preso alla London of Economics’. Una, non la sola, delle ragioni per cui è stato uno dei pochissimi italiani chiamati a collaborare a “News Week”.

Titoli ed onori accademici rari. Una penna elegante, ed una conoscenza minuziosa e sterminata dell’Africa. La sua grande passione e il suo campo privilegiato di indagine.

Eppure il mondo accademico lo tenne sempre ai margini. Invidie, rancori di mediocri che temevano di venirne oscurati. E, non ultimo, l’ostracismo politico.

Perché Marco era stato un combattente. Deciso e duro in anni di uomini decisi e duri. Senza mai rinnegare, poi, il suo passato. Ma andando avanti, perché i paracarri restano fermi… gli uomini camminano.

Aveva pagato caro lo scotto di quegli anni. E ne portava addosso il peso, anche fisicamente. Ma non se ne lamentava. Era uomo di limpida coscienza e coerenza. Ideale e morale.

Ha dato molto agli studi e al giornalismo. Caporedattore de “Il giornale d’Italia” nelle sue ultime stagioni degne di essere ricordate. Corsivista di “Linea”. Cofondatore e uomo macchina della rivista “Imperi”, pioniere degli Studi geopolitici. E, poi, stretto collaboratore de “Il Nodo di Gordio”.

E non si contano i saggi e i libri pubblicati in Italia e all’estero.

Tuttavia una certa “destra” di potere non lo ha mai amato. Anzi, lo ha emarginato e osteggiato. Perdendo l’occasione di avvalersi del suo contributo di cultura e intelligenza. Unica eccezione la, breve, esperienza come consulente per l’Africa del Sindaco Alemanno.

Ora è uscito di scena. In silenzio e senza tante storie. Come era suo stile.

Lascia, a chi ebbe la fortuna di conoscerlo, un autentico patrimonio di conoscenze e di umanità.

A chi, come me, lo ebbe come amico, un vuoto incolmabile.

Ciao Marco.
A noi!

(https://electomagazine.it/marco-cochi-in-memoriam/)

Funerali di Marco Cochi oggi ore 15:00
Basilica Piazzale dei Santi Pietro e Paolo – Roma Eur (ndr)

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