L'Italia Mensile

L’INTERVISTA A GIULIANO CASTELLINO, CAPO POLITICO DI ITALIA LIBERA, DIRETTORE DE L’ITALIA MENSILE

Nel seguente dialogo, si esprime, con entusiasmo e nettezza, Giuliano Castellino, esponente politico del nuovo movimento “Italia libera”, che presenta in questi giorni a Roma (previsto per l’occasione anche un concerto del cantante Povia), assieme al suo avvocato Carlo Taormina. Un nuovo partito all’insegna del socialismo comunitarista, aperto ai valori cristiani, a favore di un forte Stato Sociale, contro gli eccessi globalisti del capitalismo e per un’Italia indipendente dalla NATO e non bellicista.

Da tempo giornalista, noto anche per essere stato protagonista di proteste contro l’imposizione del green pass, nel momento in cui il vaccino non era stato reso obbligatorio Castellino, assieme al famoso avvocato Carlo Taormina, protagonista a sua volte di mille battaglie di pensiero, guida un movimento improntato al garantismo, per superare sempre più il carcere, soprattutto ostativo, ed è favorevole a potenziare sempre più misure di giustizia riparativa. In politica estera, di notevole importanza, tra le altre cose, l’appoggio all’indipendenza nazionale dei popoli, tra cui quello palestinese, e le posizioni a favore della libertà di stampa: ad esempio, nella campagna a favore della liberazione del giornalista australiano Julian Assange, vero e proprio dissidente occidentale, considerato eroico, incarcerato con l’accusa di “spionaggio”, in realtà per avere detto la verità sulle bugie che avevano portato alla guerra illegale all’Iraq, del 2003.

a cura di Antonella Ricciardi

1) Stai presentando un movimento politico a favore di pace, lavoro e libertà, dalle forti coloriture sociali, oltre le ideologie di destra e di sinistra, e per l’uscita dell’Italia dalla NATO. Puoi esprimere le motivazioni principali di queste chiare posizioni?

Italia Libera vuole dare corpo politico e militante al grande cuore e alla grande anima della resistenza popolare che in questi quasi 3 anni non si è piegata alla narrazione criminale e terrorista del Covid ed è rimasta in piedi di fronte all’apartheid feroce del Green Pass.

Vogliamo costruire un Partito. Sì, un partito. Per spiegare il perché di questa scelta, per noi autenticamente rivoluzionaria, vogliamo usare le parole di Vladimir Majakovskij: “il Partito è un uragano denso di voci flebili e sottili. Alle sue raffiche crollano i fortilizi del nemico. La sciagura è sull’uomo solitario, la sciagura è nell’uomo quando è solo. L’uomo solo non è un invincibile guerriero. Di lui ha ragione il più forte anche da solo; hanno ragione i deboli se si mettono in due. Ma quando dentro il Partito si uniscono i deboli di tutta la terra arrenditi, nemico, muori e giaci. Il Partito è una mano che ha milioni di dita strette in un unico pugno. L’uomo ch’è solo è una facile preda, anche se vale non alzerà una semplice trave, nè tanto meno una casa a cinque piani. Ma il Partito è milioni di spalle, spalle vicine le une alle altre (…). Il Partito è la spina dorsale della classe operaia. Il Partito è l’immortalità del nostro lavoro. Il Partito è l’unica cosa che non tradisce (…)”.

Ovviamente noi vogliamo essere il Partito della Rivoluzione. Non un partito.
Il Partito che combatta destra e sinistra, il Partito della Lotta di Liberazione. Che finalmente metta insieme Fede, Patria e Socialismo.
Così come succede in ogni parte del mondo dove un popolo si ribella all’oppressore.

In Italia il regime ha appaltato la Fede, la cultura e la forza del cristianesimo al Centro. Il patriottismo ai fascisti e alle destre; il socialismo ai comunisti e alle sinistre. Tutte in conflitto tra loro, facendo il gioco del sistema.

Noi vogliamo essere cristiani, patrioti e socialisti.

E nella lotta tra la classe dei dominati contro i dominanti chiediamo in primis pace, lavoro e libertà.

I nostri pilastri sono: Indipendenza nazionale, quindi fuori dalla Nato, dalla UE, dall’Oms, dal Wef, dal WTO e dalle strutture sovranazionali che portano guerre, povertà e sfruttamento.

Sovranità popolare, perché la lotta degli oppressi torni ad essere il motore della storia.

Giustizia sociale per una società socialista, dove casa, lavoro, sanità e diritti sociali siano alla base delle comunità.

2) In un passato recente eri stato un attivista della “destra sociale extraparlamentare”, tanto da risultare coinvolto negli scontri dell’ottobre 2021 attorno alla sede della CGL, nelle proteste contro le sanzioni per coloro che non si adeguavano al Green pass: un passato che non abiuri, ma attualmente il tuo programma in parte si differenza, si definisce oltre la destra e la sinistra tradizionali, e per il socialismo: puoi esporre il perché di questa svolta e magari spiegare quali persone, punti di riferimento, ti abbiano ispirato al riguardo?

Premetto due cose fondamentali: dal 7 marzo del 2020, giorno degli arresti preventivi terapeutici di massa, quando 60 milioni di italiani vennero messi ai domiciliari, ho abbandonato ogni riferimento ideologico.
Da 3 anni la mia lotta e la mia militanza sono popolare e per la libertà, contro il golpe globale del Great Reset e la più grande operazione di educazione sociale avvenuta nella storia dell’umanità.

Di fronte all’agenda di Davos, alla quarta rivoluzione industriale e al Capitalismo 4.0 ho compreso, abbiamo compreso, che le ideologie del ‘900 erano superate.

Poi vorrei sottolineare che la parola “destra”, anche nelle sue varie declinazioni, non mi è mai nè piaciuta né appartenuta.
Nemmeno quando ero attivo in quell’area di riferimento.
Ho sempre preferito l’appellativo nazional-popolare.

Inoltre vorrei specificare che non ho fatto nessuna abiura, perché una cosa non posso che difendere e rilanciare, seppur non sul piano politico, il carattere che solo una certa militanza può forgiare!

Ovvio che oggi sono arrivato a conclusioni diverse rispetto al passato.

Non mi definisco fascista, né di destra. Credo che il neofascismo, al di là del valore di molti bravi militanti, sia stato un fallimento politico. Oggi il neofascismo ha quali eredi la Meloni Premier e il carnevale di Predappio.

Cose lontanissime dalla mia visione della lotta politica.

Oggi sono un socialista patriottico. Un comunitarista. Un dissidente che combatte contro il pensiero unico dominante e la dittatura globalista.

In questo percorso sono stati determinanti la filosofia di Costanzo Preve, la declinazione anti-globalista di Diego Fusaro, il messaggio cristiano di Monsignor Viganò, primo ad attaccare il Great Reset.

Grande influenza ha avuto in questo percorso la resistenza del popolo del Donbass, dove vedevamo sventolare insieme la bandiera col volto di nostro Signore Gesù Cristo, la bandiera nazionale tricolore e la bandiera rossa.
Sintesi di quella che potremmo definire nuova teoria della resistenza. Dove Fede religiosa, amor patrio e lotta socialista si abbracciano e lottano insieme contro il neo-colonialismo capitalista, come definito dallo stesso Putin.

Questi elementi sono spiccati in tutte le lotte di liberazione: dall’Irlanda alla Palestina, dal Venezuela all’Iran, dai Paesi Baschi ai Tupac Amaru ai popoli arabi e africani.

È giunta l’ora che anche in Italia Don Camillo e Peppone facciano pace.
È giusto, è la via maestra. Ce lo impone la sfida rivoluzionaria che stiamo affrontando.

Per quanto riguarda il 9 ottobre accostare quella Pentecoste di Libertà alla destra è stata un’operazione sporca del regime e del mainstream, che volevano reprimere e criminalizzare un movimento di popolo che nulla aveva – ed ha – a che fare con la destra e con la sinistra.

Quel 9 ottobre, così come in questi 3 anni, l’opposizione al globalismo è stata comunitarista! Patriota e socialista!

La destra è oggi al potere e da 30 anni si alterna alla sinistra. La destra ha bombardato Iraq, Afghanistan e Libia. Ha devastato il mondo del lavoro con il liberismo.
Ha represso il popolo anti-globalista al G8 di Genova senza pietà.

La sinistra ha fatto uguale. Prima di Genova, qualche mese prima a Napoli aveva fatto le prove generali. Così come ha
fatto la guerra in Serbia e ha venduto e massacrato i lavoratori italiani con le leggi Biagio-D’Antona e con l’abrogazione dell’articolo 18.

Destra e sinistra hanno svenduto l’Italia alla tecnocrazia con Monti, Conte e Draghi. Si sono piegati all’Oms e alla tirannia sanitaria.

Alternanza senza alternative, questo il popolo del dissenso, che da 3 anni resiste, lo ha capito benissimo.

3) Presenti “Italia Libera” assieme a Carlo Taormina, che è tuo avvocato nel procedimento sugli scontri presso la sede della CGL; il programma del partito riguardo la giustizia è particolarmente improntato al garantismo, alla difesa dello Stato di Diritto: puoi esporre più organicamente questo programma e le sue motivazioni?

Taormina è il Presidente di Italia Libera! Lui è il mio avvocato, ma oserei dire un vero fratello maggiore.
Lui è garanzia di partecipazione, democrazia e garantismo.

Taormina è un Uomo libero. Socialista da sempre, fuori gli schemi, genio nella sua professione, vanto nazionale e soprattutto persona di grande umanità e sensibilità popolare.

Italia Libera mette la libertà al centro!
In questi mesi abbiamo visto la tirannia tecno-sanitaria aggredire le libertà individuali e collettive, punta di un iceberg di un’oppressione globalista e liberal-capitalista che da decenni sta erodendo libertà e diritti sociali.

Noi siamo, oltre che per una riforma totale della giustizia, che preveda separazione delle carriere, responsabilità civile e penale delle toghe e giurie popolari, per uno Stato che torni ad essere di Diritto, su tutti i campi.

Siamo anche per l’abrogazione del carcere, in quanto il volto più feroce del capitalismo che reprime le devianze e le forme di ribellioni, solo perché scomode alla società del consumo e del Great Reset!

Noi siamo per rimettere il popolo al primo posto.

Politica di Popolo, Giustizia di Popolo, sovranità di Popolo, economia di Popolo!

I globalisti devono perdere questa guerra.
Saranno gli oppressi a fermare gli oppressori.

L’agenda 2020 – 2030 va combattuta senza frontiere.
Capitalismo terapeutico, sorveglianza totale, tirannia ambientalista e alimentare, identità digitale e post umanesimo sono forme di potere che porteranno alla morte di popoli e persone.
I piani criminali del nuovo ordine mondiale devono essere stoppati!

4) C’è qualche aspetto delle posizioni di “Italia Libera” sulla situazione attuale che non sia stato ancora abbastanza rimarcato sulla stampa, riguardo cui puoi approfondire qui la tua analisi?

Mi piacerebbe che stampa e TV permettessero a Italia Libera di parlare di idee, valori e principi.
Di fare lotta politica e non stare sempre a rispondere sul mio passato.
Anche perché Italia Libera non è solo Castellino.
Ma avvocati garantisti, intellettuali liberi, professionisti, dissidenti, compagni, ex redskin, anarchici, nazional popolari, migliaia di italiani che fino a tre anni fa non avevano mai fatto politica.

Una su tutte Pamela Testa, arrestata con me il 9 ottobre, guevarista convinta che ama il motto dannunziano “Boia chi molla!”. Mai stata fascista, lavoratrice, resistente, donna libera.

Italia Libera è anche il mio passato, che non è solo quello narrato dal mainstream, ma è lotte per il diritto alla casa, radicamento nelle periferie, da sempre in contatto con ogni antagonismo, che provò a fare “socialismo nazionale” già 20 anni fa, con il simbolo del Sol dell’avvenire Tricolore.
Oppure i libri scritti dieci anni fa, come “La sfida del Presente”, che nei fatti metteva i semi per un fronte cristiano, socialista e patriota.

Ecco mi piacerebbe che Italia Libera potesse crescere e lottare con le sue idee e non con quelle narrate da pennivendoli che vogliono liquidare questo enorme fenomeno, rivoluzionario, ad oggi unico nella storia d’Italia, come qualcosa che sia legato al passato.

Per concludere mi permetta di fare un saluto particolare a mio figlio Fabio. È il mio vanto e il mio orgoglio. Figlio d’Italia che non si è arreso. Averlo avuto al mio fianco è stato sì il sacrificio più grande, ma anche il legame di amore più vero e profondo che nei fatti lega la nostra lotta e resistenza. Di padre in figlio per la libertà e la giustizia sociale.

Introduzione e quesiti di Antonella Ricciardi, intervista ultimata il 12 dicembre 2022

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