Le sfide di Biden

di Fabio C. Maguire

Il Presidente Joe Biden è attualmente in grande difficoltà.
La Casa Bianca dovrà affrontare delle prove decisive nelle prossime settimane che segneranno il destino degli Stati Uniti.

La guerra contro la Russia dovrà passare in secondo piano per il leader dei democratici, la cui popolarità sta progressivamente diminuendo nel paese.
Dal Texas al Medio Oriente, la partita di Washington si inasprisce.

La Resistenza islamica ha colpito diverse basi statunitensi in Iraq e Siria con droni di provenienza iraniana.
All’ennesimo attacco subito, la Casa Bianca ha informato che a breve ci sarà un dura reazione per rispondere alle reiterate aggressioni ai danni dei propri soldati in Medio Oriente.
Il Presidente della Camera dei Rappresentanti, Mike Johnson, ha suggerito al Presidente Biden di colpire immediatamente l’Iran, visto che la politica di deterrenza adottata in passato dagli Stati Uniti si è dimostrata poco efficiente.

Un piano in elaborazione quello contro Teheran che potrebbe articolarsi in una serie di attacchi coordinati contro le installazioni petrolifere iraniane e le batterie navali situate nel Golfo Persico.
Un attacco che segnerebbe irreversibilmente la transizione verso un nuovo scontro globale dalla portata disastrosa.
Teheran ha affermato che qualsiasi attacco contro la propria sovranità sarà considerato una dichiarazione di guerra.

Il Presidente Biden dovrà prendere delle decisioni importanti, tenendo sempre in considerazione la Cina che trarrebbe un grande vantaggio in caso di scontro tra Stati Uniti e Iran.
Infatti, la Casa Bianca, contro le proprie aspettative, si vede impegnata sia in Europa che in Medio Oriente, coinvolta in diversi conflitti che potrebbero garantire a Pechino di risolvere la questione Taiwan senza troppe preoccupazioni.

Inoltre, il Texas ha invocato la legge che consente al governatore di introdurre la legge marziale nello Stato, dichiarando contemporaneamente lo stato d’assedio.
L’impero americano sta implodendo, incapace di arrestare le ambizioni dei propri avversari, perde consenso e potere, lasciando spazio a nuovi attori globali.

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