Kiev: carenza di munizioni e risultati insoddisfacenti nella controffensiva.

di Fabio C. Maguire

Kiev ha lamentato una carenza di munizioni e la superiorità dell’esercito russo.
Il portavoce del Presidente Zelensky ha riferito in un’intervista al Corriere della Sera la mancanza di equipaggiamenti e mezzi per affrontare adeguatamente la controffensiva.
Il consigliere capo Podolyak ha espresso la sua frustrazione in merito ai continui appelli a “intensificare l’offensiva”.

L’esercito ucraino, secondo l’ufficio del Presidente, non ha “sostanzialmente nulla con cui offendere”.
“Alcuni partner ci dicono di andare avanti e di combattere furiosamente, ma sono anche lenti a consegnare l’equipaggiamento e le armi di cui abbiamo bisogno.”
Kiev spiega la superiorità militare dell’esercito russo: mentre le forze ucraine soffrono di un’epidemica carenza di proiettili, missili di grosso calibro, capacità aeree limitate, i russi godono di una notevole quantità di rifornimenti e rinforzi.
Secondo la dirigenza ucraina per l’esercito sarà impossibile raggiungere risultati soddisfacenti.
Le Forza Armate russe hanno eretto tre linee difensive, scavato trincee, costruito bunker, sistemato l’artiglieria e le postazioni missilistiche.
L’esercito russo dall’inizio dell’operazione speciale ha conquistato circa 44.000 miglia di territorio.
L’esercito ucraino dall’inizio della controffensiva ha riconquistato solamente 4.000 miglia.
I combattimenti si stanno sviluppando nella cosiddetta zona grigia, ovvero un’area antecedente alla prima linea difensiva dove i russi hanno costruito avamposti, fortificazioni e avanguardie.

I successi ucraini sono circoscritti a queste porzioni di territorio, distanti circa 15 chilometri dalla prima linea difensiva.
La strategia scelta da Mosca sta risultando vincente.

L’attuale scontro si è tradotto in una guerra di logoramento stile prima guerra mondiale.
Lo studioso americano John Mearsheimer ha scritto in un suo articolo che in battaglie di logoramento la conquista del territorio è insignificante.
Quel che conta in questo tipo di conflitti è saper riuscire a infliggere il maggior numero di perdite alla controparte.
La vittoria si otterrebbe con l’annientamento dello risorse del nemico.
In questo scenario bellico a fare da protagonista è l’artiglieria.
Secondo lo studioso, nella guerra di logoramento, l’artiglieria è l’arma più importante sul campo di battaglia perché è la principale responsabile dell’uccisione o del ferimento dei soldati in combattimento.

I dati mostrano che i russi hanno un vantaggio nell’artiglieria compreso tra 5:1 e 10:1, il che pone l’esercito ucraino in una condizione di svantaggio significativo.
Si potrebbe pensare che l’Occidente possa pareggiare questo vantaggio ma questo non accadrà presto.
L’Ucraina non è in grado di produrre armi mentre Stati Uniti ed Europa non posso aumentare la loro capacità industriale rapidamente.

La soluzione migliore sarebbe di mantenere l’attuale squilibrio tra Russia e Ucraina ma, avverte Mearsheimer, anche questo sarà un compito difficile.
L’esercito ucraino sta sistematicamente lanciando attacchi frontali verso le linee nemiche senza la copertura dell’artiglieria e dell’aviazione, esponendo i gruppi d’assalto all’incessante fuoco delle forze russe.
Nel corso del conflitto Kiev è stata privata anche dei suoi sistemi anti-aerei, permettendo così rapide e reiterate incursioni di caccia ed elicotteri da combattimento nelle retrovie.
La frustrazione di Kiev è comprensibile perché la disparità delle forze in campo è netta ed evidente.
Con un potenziale militare ed umano illimitato, Mosca è la prima favorita alla vittoria finale, epilogo che, ad avviso dello studioso, ridurrebbe significativamente il rischio di una crisi nucleare.

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