Il Regno Unito guiderà la NATO in Europa orientale

di Fabio C. Maguire

Nonostante la Guerra Fredda sia terminata da oltre tre decenni c’è chi ancora reputa essenziale l’esistenza stessa della NATO.
L’Organizzazione, creata nel 1949 come deterrente anti sovietico, continua a svolgere un ruolo preminente a livello globale, essendo spesso protagonista, e causa, di controversie e scontri che si stanno pericolosamente acutizzando in quest’ultimo periodo storico.

E a considerare imprescindibile la presenza della NATO è anche il Ministro della Difesa britannico, Grant Shapps, che ha descritto “il mondo come un posto sempre più pericoloso e per questo abbiamo assoluto bisogno della NATO, oggi più che mai.”
Queste dichiarazioni arrivano poco dopo la decisione di assegnare al Regno Unito la guida della Task Force dell’Alleanza in Europa orientale, schierata subito dopo l’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa nel 2014.

Londra avrà dunque la responsabilità di guidare il VJTF, l’elemento di massima prontezza della NATO che dovrà dare la prima reazione in caso di attacco della Russia.
Il Ministro inglese ha commentato affermando che “le FFAA britanniche sono pronte a difendere i nostri alleati e proteggere l’interesse nazionale britannico.”

Nel 2024 questo plotone comprenderà oltre 6.000 soldati e disporrà di unità terrestri, aeree e logistiche.
Il Regno Unito si impegnerà anche a dare un maggiore contributo in Estonia per rafforzare la regione del Baltico con circa 1.500 soldati.

Questo avviene poco dopo l’ufficializzazione dell’accordo militare sottoscritto da Washington e Helsinki che permetterà l’apertura di diverse basi americane in Finlandia a ridosso del confine russo.

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