L'Italia Mensile

Il popolo del dissenso può salvare l’Italia…

di Giuliano Castellino

Spesso attaccato, a volte trattato con superficialità, da tutti alla fine corteggiato ed utilizzato…

È il popolo del dissenso che da oltre tre anni resiste al golpe globale del Grande Reset.

Le sistemiche del Regime ed il mainstream lo hanno criminalizzato, ridicolizzarlo, tentato di dividerlo utilizzando agenti permanenti della strategia della tensione, rispolverando le teoretiche degli opposti estremismi al fine di controllarlo e incanalarlo nel recinto del sistema.

Dopo il 9 ottobre… arresti, processi e condanne hanno falciato la sua prima linea…
È stato facile, pertanto, per i Rizzo, i Toscano, gli Aleamanno attaccare la preda per completarne lo smembramento.

Capi e capetti del dissenso si sono immediatamente piegati, chi alla narrazione del mainstream, chi ai pifferai magici del sistema.

Ma c’è un’altra verità!

Milioni sono gli italiani che continuano a resistere…

Non hanno creduto alla narrazione terrorista del Covid, non si sono vaccinati e hanno combattuto contro l’apartheid del Green Pass.

E continuano la loro battaglia… su altri fronti…

Oggi il mondo del dissenso, è l’unico ad opporsi alla folle guerra della Nato e a tutta l’Agenda di Davos!

Green, Gender e Smart City sono le tre offensive messe in campo in questi e nei prossimi mesi dai globalisti.

Ztl, Città a 15 minuti, telecamere, identità digitale ed intelligenza artificiale sono dietro l’angolo.

Il Piemonte è partito, a Milano già attivi, a novembre tocca a Roma.

Chi dovrebbe opporsi a questo golpe globale?

Il “cinese” Rizzo che scrive libri su Xi Ping?

Alemanno che difende il libro di Vannacci che è un’esaltazione alla società del controllo?

Già al Governo la Signora Pinochet!

Chi intende utilizzare il dissenso per fare la stampella della sinistra o della destra?

Chi si scopre – oggi e solo oggi – dissidente dopo essere stato cacciato dai palazzi del potere e utilizza la resistenza per rientrarci?

Solo Noi possiamo resistere davvero.

Come abbiamo fatto dal 7 marzo 2020 al 9 ottobre 2021…

Arresti e repressione hanno tentato di fermare quell’onda anomale controcorrente di un popolo unito oltre gli steccati che ha fatto tremare l’establishment!

Populismo?
E Populismo sia!

Solo quel fronte di liberazione nazional-popolare può fermare il globalismo.

Dunque!
Urge ripartire dall’unità nella pluralità.
Senza “anti e veti”…
Superando ogni incomprensione, litigate, questioni passate… così come facemmo quel 9 ottobre!

Quelle furono per davvero le piazze del popolo libero senza confini…

Dall’urlo di Serena a Torino al Bandierone Tricolore di Roma, dalle donne napoletane ai cortei milanesi, dalle folle di Trento al porto di Trieste…
Dai cantieri di Genova ai blocchi pugliesi…

Forza militante, aggregazione popolare, radicamento territoriale e offensiva culturale per un grande movimento di lotta e mobilitazione…

Questo siamo stati, questo possiamo tornare ad essere.
E lo dobbiamo in nome della libertà!
Quell’Arca che tutti accoglie e tutti unisce in nome delle libertà fondamentali e della giustizia sociale.

In nome del popolo e della Patria.

Camerati, nazional-popolari, Mamme, Nonne, Famiglie, Avvocati, Medici, Ingegneri, Partite Iva, Lavoratori, Operai e Impiegati, Professori, Maestri, uniti contro il sistema.
Oltre la destra e la sinistra per la TERZA POSIZIONE.

Uniti saremo imbattibili.

“Sicuri avanti tra chi colpisce ai fianchi, pugnalato alle spalle, ma noi non siamo stanchi…”

C’è una rivoluzione in corso…
La rivoluzione è come il vento!
E il vento non si ferma con le mani!
Che sia chiaro ed inequivoco… O con il dissenso, o contro il popolo!

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