Gli Stati Uniti tornano a bombardare l’Iraq e la Siria.

di Fabio C. Maguire

Come annunciato dalla Casa Bianca all’inizio della settimana, Washington ha risposto agli attacchi contro le proprie basi militari in Giordania e Siria.
Il Dipartimento di Stato ha dichiarato che l’esercito statunitense ha colpito alcuni obbiettivi ostili con potenti attacchi aerei in Medio Oriente.

I raid sono stati lanciati contro i gruppi iraniani Al Quds e le loro milizie affiliate in Iraq e in Siria.
Sono stati colpiti complessivamente 85 obbiettivi, ritenuti centri operativi della Resistenza islamica vicina a Teheran.
I bombardieri americani B-1 hanno sganciato oltre 125 ordigni a guida di precisione in un arco temporale brevissimo.
Il Dipartimento della Difesa ha informato che la decisione è stata presa direttamente dall’amministrazione presidenziale e ha asserito anche che la stima dei danni è in corso di valutazione.

Un attento studio e un accurata e scrupolosa indagine da parte dell’intelligence americana ha portato all’individuazione di diverse strutture nevralgiche delle Guardie rivoluzionarie iraniane, in particolare tre in Iraq e quattro in Siria.
I raid hanno provocato alcune decine di morti, ma il corrispondente di Al Mayadeen in Siria ha riferito che gli obbiettivi bombardati dagli americani erano stati precedentemente evacuati e quindi i danni inflitti alle capacità militari della Resistenza dovrebbero essere esigui e irrilevanti.

Contemporaneamente ai raid statunitensi, in Siria è stata bersagliata la base americana sita in prossimità dei giacimenti di gas a est di Deir Ezzor.
Gli Stati Uniti hanno chiarito che non intendono aumentare il livello di tensione nella regione, nonostante le loro azioni suggeriscano il contrario.
Il Presidente Biden ha dichiarato che “la Casa Bianca non cerca il conflitto in Medio Oriente ma non tollererà le molestie nei confronti delle forze americane.”

Teheran ha spiegato, per inverso, che l’unica strada da seguire per poter porre fine all’escalation è bloccare l’aggressione israeliana su Gaza.
L’Iran ha ribadito che finché continueranno gli attacchi contro il popolo palestinese, ogni base americana è un bersaglio legittimo da parte della Resistenza.

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