L'Italia Mensile

COMITATO CENTRALE ITALIA LIBERA: OLTRE LA DESTRA E LA SINISTRA! COMUNITARISMO, ALTERNATIVA AL GLOBALISMO.

Nel corso del confronto proficuo e vivace che si è svolto sabato scorso, 6 maggio, durante la riunione del Comitato Centrale di Italia Libera, sono stati ribaditi alcuni punti fermi e precisi relativi alla linea del Movimento e alla consapevolezza del ruolo che deve continuare a svolgere.

Italia Libera è un esempio d’avanguardia di quello che tutto il cosiddetto fronte del dissenso e della resistenza dovrebbe essere: un blocco formato da soggetti dalla storia umana e politica spesso assai differente che – vivendo l’esperienza straordinaria degli ultimi tre anni con lo spirito di chi, libero, resiste a costo di perdere tutto – hanno imparato la lezione che il globalismo ha voluto impartire alle masse con la capacità di analisi, e la giusta dose di intuito visionario, che appartiene alle avanguardie.

Il continuo bombardamento pseudo emergenziale a cui assistiamo non è una mera appendice dell’era Covid, ma la prova di un avvenuto cambiamento paradigmatico di cui il turbo capitalismo globalista non nasconde affatto i fini: annullamento delle libertà fondamentali (quelle di movimento, vedi Ztl e auto green, e di proprietà privata tradizionale: casa, auto e/o veicoli di famiglia) e creazione ufficiale e certificata di un’élite di ricchi dominatori per la quale gli altri, tutti gli altri, devono esercitare esclusivamente il ruolo di schiavi narcotizzati dalla (dis) informazione e dall’intrattenimento circensi di Social e grandi e piccoli media.

Dopo la difesa della salute dei nonni, effettivamente falcidiati (dati Inps in arrivo, ma già se ne parla: l’ente previdenziale risparmierà in modo significativo) dalle cure e non dalle patologie, è ora al centro – insieme alla guerra sempre suscettibile di coinvolgimenti, questi sì, planetari – la salute del Pianeta.

Non è certo il momento di smobilitare, né quello di cercare la prima occasione utile per ribadire veti e riesumare schemi ideologici del secolo scorso, ciò che con l’esempio e le idee fa già Italia Libera, dalla posizione rivoluzionaria più avanzata che ha deciso di assumere, deve essere obiettivo comune di tutte le anime della resistenza: l’unità del fronte del dissenso.

Serve aderire all’idea che, per reagire efficacemente all’accelerazione liberticida decisa dall’alto, non è sufficiente ribaltare alcune delle narrazioni imposte, ma tutte quante.
Semplicemente perché ognuna di esse trova sponda su una delle altre, non escluse quelle dipendenti da determinate ermeneutiche della Storia del ‘900 con la quale è necessario chiudere.

Italia Libera vuole continuare in questa marcia verso il futuro, nel solco di questi ultimi anni, superando destra e sinistra per un grande movimento popolare, anti-capitalista e anti-globalista.
Che sappia coniugare Patria e lotta di classe.

E vuole farlo affinché tutti, non solo a parole, lo comprendano, questa è la ragione del dialogo che portiamo e porteremo avanti con Diego Fusaro, per noi filosofo e punto di riferimento e con quadri e militanti di Ancora Italia.
E con tutti i dissidenti ed i resistenti che vogliono creare una grande e plurale alleanza anti-globalista e un fronte anti-imperialista.

Nel mondo multipolare ormai di fatto vincente, quel mondo dai cui benefici i partiti, nessuno escluso, hanno il compito di tenerci lontani, il punto di riferimento per tutti non può che essere la Russia cristiana, socialista e patriottica dell’era Putin, ma, naturalmente, la sintesi italiana deve essere ancora definita.

Ciò potrà avvenire solo formando delle comunità resistenti consapevoli e, col tempo, autosufficienti che realizzino concretamente quei modelli di libertà che la storia dell’Italia dei mille campanili ci ha mostrato ripartendo dai differenti territori. Non un modello da replicare, ma uno stile da ritrovare e declinare.

Il popolo russo è oggi in prima linea e fornisce l’esempio, cosa che fa, e non è il solo, anche il popolo siriano, il nostro popolo, diviso e avvelenato dalle contrapposizioni ideologiche e/o dalla perversa ideologia della rassegnazione servile, deve ricostruire se stesso da una visione comunitarista.

COMUNITARISMO

Varie sono le anime di una comunità, varie ma non contrapposte. Queste anime devono ritrovare coesione e consapevolezza superiore per resistere e vincere, altrimenti il nostro popolo, i nostri costumi sono destinati ad estinguersi.

Indipendenza nazionale, sovranità popolare e giustizia sociale vanno coniugati; di fronte ad una nuova lotta di classe imposta dall’alto, Patriottismo e Socialismo devono intersecarsi per intelletto d’amore.

La Comunità contro il Capitale globale 4.0 e i suoi modelli sperimentali!

Ci vogliono lontani, divisi, distanziati, isolati… rispondiamo realizzando ciò che non vogliono, non un’ideologia preconfezionata, ma un’alternativa concreta ad esse: le Comunità contro ogni forma di oppressione atomizzante, schiavismo e sfruttamento.

Contro vecchie e nuove emergenze, contro la guerra (che non è contro la Russia, ma contro il consolidamento di un mondo sostanzialmente libero dai legacci novecenteschi), contro tagli e nuove povertà, contro la crisi spirituale e sociale, contro l’individualismo, autentica catena spacciata per ideale di Libertà.

Ancora una volta ci mettiamo in prima linea…

Ancora Italia… Libera e Popolare!

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