BLOCCO DELLA SIM PER CHI RIFIUTA L’IDENTITA’ DIGITALE

di Ramona Castellino

La Nigeria è il primo Paese al mondo a sperimentare l’eliminazione totale del contante con il passaggio al tanto decantato “portafoglio digitale”.
La sperimentazione parte proprio dallo Stato più popoloso dell’Africa non casualmente. I motivi sono di semplice comprensione.
La Nigeria è infatti lo stato più popoloso del continente Africano, dai numerosi problemi di natura interna e con una grave crisi di liquidità e con un uso di criptovalute più elevato di tutti gli altri stati a livello mondiale.
Dire che partire da lì è stato come un coltello nel burro.
E da una sperimentazione al ricatto il passo è stato brevissimo.
Dal 28 febbraio, dopo un accordo raggiunto tra lo stato nigeriano e le principali compagnie telefoniche, tutte le SIM non collegate con il numero di identificazione digitale saranno sospese.
Chiamarla espropriazione coercitiva è dir poco.
In più lo stato africano non è nuovo a queste forme di ricatto, già dal 2021 si era impegnato nella sperimentazione della moneta digitale (la Naira) gestita direttamente dalla banca centrale, non ottenendo però i risultati sperati.
Così a conclusione del 2023 lo stato nigeriano cambia passo e si arriva appunto alla sospensione della SIM per chi ancora si rifiuta di scaricare il portafoglio digitale.
Il clima è chiaramente molto teso e si preannunciano forti proteste, anche molto violente, come già successo in passato, con assalti alle banche e la richiesta a gran voce della reintroduzione della moneta cartacea.
Tutto questo deve far riflettere e seriamente.
In Italia è la provincia autonoma di Trento che sperimenterà il portafoglio digitale per l’Italia.
Ancora una volta saremo il paese pilota per un progetto che mira al totale controllo delle nostre vite, che saranno spegnibili in termini pratici con un clic.
Resistere è oggi ancora più importante.

3 commenti su “BLOCCO DELLA SIM PER CHI RIFIUTA L’IDENTITA’ DIGITALE

  1. si assolutamente…e passare da subito a forme di organizzazione della protesta che non può non contemplare azioni pratiche. Mi spiego ormai la” sperimentazione globale” in corso non ha più bisogno di nuove leggi e norme. Non ha più bisogno di passare dal Parlamento o dai Consigli. Essi sono stati totalmente esautorati e il loro” personale” da anni screditato. Dopo la “prova ” della pandemenza i poteri emergenti hanno sperimentato la docilità della massa e la loro assuefazione a decisioni avallate da sedicenti esigenze tecno-scientifiche. Concludo queste mie osservazioni a volo : inutile fare le tradizionali manifestazioni , esse vanno sicuramente fatte ma devono essere accompagnate da iniziative volte a colpire i meccanismi digitali ancora in fase di rodaggio . Quindi studiare forme di azione inattaccabili dal punto di vista legale ma efficaci come ritiro del contante dai conti correnti, restituzione delle carte di credito, pagamento in contante in bar , negozi , supermercati…etc….

      1. guarda anche io ho “parlato di azioni pratiche” perché ormai non c’è altra via di resistenza al Golpe Globale…. ma se ho capito bene tu parli di azioni che ci porterebbero sulla via della illegalità e comunque della violenza…..il che significherebbe ( se la storia degli anni 60 e 70 e anche quella più recente ci ha insegnato qualcosa) darla già in partenza vinta al SISTEMA……

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