A dieci anni dalla morte di Costanzo Preve

di Riccardo Bianchi

Dieci anni fa moriva Costanzo Preve, filosofo, ma non solo. Fu uno dei maggiori teorici del comunitarismo filosofico, anche se non ebbe l’occasione di coniugarlo a livello politico.

Studioso di filosofia ai massimi livelli, attaccò la non-cultura dei centri sociali, “trattandosi di ghetti consentiti e foraggiati dalla Sinistra Politicamente Corretta (SPC), che li può sempre usare come potenziale guardia plebea antiberlusconiana a buon mercato”, come ebbe a scrivere.

Interpretò il presente, predicendo, per certi versi, il futuro. Ci ha permesso di comprendere come lo stordimento e la bestialità oggi abbiano allontanato tanti giovani in buona fede dalla politica reale, lasciandoli chiusi di fronte ai propri computer e cellulari, a scrivere ovvietà a buon mercato.

Grazie a Costanzo abbiamo potuto capire tutti i limiti della sinistra e della destra, comprendendo come sia inutile porsi in un razionale atteggiamento dialogico, che pure potrebbe teoricamente chiarire moltissimi equivoci. Ma il paranoico atteggiamento sinistro non permette loro di ascoltare qualunque argomento, visto sempre e solo come “un furbesco tentativo di infiltrazione”, come disse ai tempi del Campo Antimperialista..

Leggendolo, si palesa “il presupposto moralistico di superiorità morale, assolutamente inesistente anche se per ora del tutto inestirpabile”, con cui la maggior parte del mondo di sinistra ha sempre avuto modo di dominare la cultura politica, scolastica e culturale in Italia, dal ’45 in poi.

Oggi lo vediamo anche nel mondo del dissenso, in cui questo sentirsi superiori, intellettualmente e soprattutto moralmente, sembra che li faccia vivere di una comodissima “rendita di posizione”, proprio perché hanno un pedegree da dimostrare.

In assenza completa di fascismo, essi hanno bisogno dell’antifascismo, perché il loro essere soltanto anti è un alibi permanente alla loro vuotezza integrale di identità e di proposte. Nel 2009 Costanzo già scriveva di questa situazione, inquadrandola perfettamente. Oggi sarebbe inorridito di fronte alla stupidità umana di chi continua a dividere piuttosto di unire un fronte.

Costanzo ci ha sempre messo in guardia dall’ignoranza. Solo una buona cultura politica, votata all’azione, potrà tirarci fuori da questa situazione. Ma sicuramente manca una persona come Costanzo, che tanto ebbe ad insegnarci e continuerà a farlo, grazie alla sua opera. Manchi, Costanzo.

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