Una Sentenza Che Fa Tremare La Tirannia Sanitaria

UNA SENTENZA CHE FA TREMARE LA TIRANNIA SANITARIA

DAL TRIBUNALE ORDINARIO DI FIRENZE UN SUSSULTO DI GIUSTIZIA, CORAGGIO E LIBERTA’

di Ramona Castellino

E’ incredibile come una un qualcosa di assolutamente normale diventi una notizia scioccante.

Come diventi incredibile che diritti inviolabili, come il diritto al lavoro, vengano difesi dall’organo della Magistratura che si fa garante e punisce chi non li viola.

Non è che lo specchio di come le nostre vite siano cambiate negli ultimi due anni.

Eppure questi sentimenti di esultanza, di gioia, di riscatto ci pervadono e ci inducono a credere che la battaglia è sì ancora lunga, ma che uomini e donne di buona volontà possono ancora trionfare sulle ingiustizie, sulle odiose angherie di una dittatura che ormai permea in tutti gli strati sociali del nostro sistema.

L’accadimento è questo.

Il Tribunale Ordinario di Firenze ha dato ragione ad una psicologa sospesa dall’Ordine degli Psicologi della Toscana, per non aver adempiuto all’obbligo vaccinale.

Ciò che rende davvero straordinaria nella sua normalità questa sentenza sono le motivazioni che possiamo leggere nella stessa.

Il Giudice, la dottoressa Susanna Zanda, sottolinea come “la sospensione dall’esercizio della professione di psicologa rischia di compromettere beni primari dell’individuo, quale il diritto al proprio sostentamento e il diritto al lavoro come espressione della libertà della persona e della sua dignità”

Nella sentenza si ribadisce che “tale libertà e il diritto al lavoro sono acquisiti come diritti per nascita come è sancito dall’ art. 4 della Costituzione” e che per tanto non può essere negato da nessuno, né nessuno può arrogarsi il diritto di “Concederlo previa sottoposizione ad un trattamento iniettivo contro SARS COV 2”.

La cosa che ci rende basiti non sono le parole coraggiose di un Giudice che non ha fatto altro che rispettare ciò che la nostra Costituzione scrive a chiare lettere e senza nessuna forma di interpretazione, ma ciò che ci stupisce è poter leggere queste parole  dopo mesi di follia dilagante, dopo che Mattarella ha posto la sua firma sull’ infame ricatto sul lavoro e dopo quel famoso 9 Ottobre, dove lavoratrici e lavoratori si sono riuniti in piazza per gridare LAVORO e LIBERTA’.

Ci stupisce che questa sentenza sarebbe potuta essere scritta da ogni uomo o donna libero della nostra società, prima che il covid e la tirannia sanitaria portassero ad una disumanità senza precedenti, dove l’emarginazione e la cattiveria ha fatto da padrone e dove lo Stato accettava la discriminazione dei suoi cittadini che dovevano essere puniti per aver disobbedito.

Ci stupisce il silenzio di questa stessa magistratura che è stata fino a questa sentenza una delle braccia armate di questa dittatura sanitaria.

Ma la Dottoressa Zanda non si ferma qui, che già di per se sarebbe più che sufficiente se non lapalissiano, ma fa quello che i nostri medici non fanno e cioè dati alla mano, fa riferimento ai dati AIFA, ai report della Vigilanza europea, come ad esempio Euromomo e Eudravigilance, che testuali parole “riportano un fenomeno opposto a quello che si voleva raggiungere con la vaccinazione, ovvero un dilagare del contagio, con la formazione di molteplici varianti virali e il prevalere numerico delle infezioni e decessi tra i soggetti vaccinati con tre dosi”.

Il Giudice non fa quindi altro che leggere i dati, guardare oggi la situazione, dopo una campagna vaccinale di massa stracolma di promesse non mantenute e rincara la dose in quanto dopo questa, non vi è un beneficio per la collettività.

Va a toccare temi molto importanti e discussi, primo fra tutti i componenti dei sieri, il loro funzionamento, che sono coperti da segreto “militare”, ma che conosciuti sono le migliaia di sottostimati eventi avversi gravi.

Pone al centro della questione la PERSONA e la sua DIGNITA’, che non può essere lesa dallo Stato né da altri apparati periferici, che non sono permessi sperimentazioni sugli esseri umani e che non è assolutamente possibile discriminare in base allo stato vaccinale di un individuo.

Si spinge oltre definendo questo trattamento sperimentale talmente invasivo, da insinuarsi nel DNA, alterandolo irreversibilmente, con effetti ad oggi non prevedibili.

Con queste parole si distrugge una delle “leggi” emanate dal nostro Stato, che hanno causato dolore, malattie e morti tutte rimaste impunite in nome di un’emergenza divenuta ormai infinita.

Con queste parole la coraggiosa dottoressa Zanda si unisce a tutta quella schiera di medici, professori, liberi pensatori, scrittori e lavoratori che hanno cominciato a gridare LAVORO e LIBERTA’, chi dai propri studi medici, chi dalle proprie aule, chi da quelle Piazze d’Italia che per trenta mesi hanno fatto sentire la loro voce, culminata e poi repressa nella giornata del 9 ottobre.

Da oggi c’è una voce in più.     

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