Se Attaccassimo Noi La Rete?

Di Alessia Rossini

Nell’articolo precedente, ho cercato di spiegare come la cabala sia riuscita nell’ultimo ventennio a trasferire l’economia dei governi in un circuito economico virtuale (algoritmico) nei server delle banche occidentali attraverso i convertitori economici, ovvero le multinazionali del commercio web, aziende della telecomunicazione, tv private eccetera, creando così debito ad ogni singolo Stato.

Vediamo quale potrebbe essere una contro offensiva da parte dei paesi orientali.

Creare un blackout di Internet, vorrebbe dire lo azzeramento dell’economia virtuale annientando cosi ai poteri forti di produrre nuovi armamentari ed investimenti bellici.

Non solo i server delle banche sarebbero inutili, ma un attacco agli impianti di rete internet porterebbero alla distruzione dell’economia virtuale ovvero di tutto quel quantitativo economico governativo assorbito in questi ultimi venti anni dalle banche private conducendo alla banca rotta i poteri forti dell’alta finanza.

Essendoci poca cartamoneta rimasta in circolazione, le banche centrali dovrebbero cominciare a stampare banconota che avrebbe un ridottissimo valore d’acquisto in tutta la sfera atlantista.

BCE e FED si sa che adottano lo stesso schema economico, un tale attacco alla rete e quindi all’economia virtuale

sarebbe una ipotetica contromossa che i paesi orientali potrebbero applicare per annientare ogni tipo di conflitto bellico sostenuto dai paesi atlantisti mettendoli in seria crisi economica.

Potrebbe essere il caso che ogni cittadino cominci a prelevare il proprio contante in previsione di una tale contro offensiva?

Quanto è inattaccabile o sicuro internet e la sua economia virtuale?

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