Questa è la drammatica copertina del primo numero del New Yorker del 2024, dal titolo esemplare: Deadline.

Rappresenta una persona al lavoro davanti al computer, a casa, mentre il mondo fuori festeggia l’inizio dell’anno.

È il simbolo della condizione di chi si è sottomesso al sistema, di chi non riesce mai a fermarsi dal lavorare perché il sistema ti impone regole, niente socialità, scadenze da rispettare.

Perché così sei controllabile e non ti ribelli perché non ti confronti con altri e pensi sia giusto così.
Ed per questo che pubblicano questo articolo, così sembra tutto “nuova normalità”

Il tempo è diventato la più implacabile delle prigioni fisiche e mentali e ci deve spingere a riflettere sulla costante sfida:
equilibrare urgenza e significato nella tessitura delle nostre Vite.

E quindi vale sempre il mio motto:
Non conta quanti anni hai nella vita, ma quanta vita hai negli anni.

Splendido 2024, e non fatelo bastare.

Onore ai ribelli di tutte le età!

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