L'Italia Mensile

OPERAZIONE ALLIED FORCE

Vista l’ attenzione che hanno avuto i post sul bombardamento delle centrali yugoslave nel 1999, riportiamo qualche altro articolo del tempo…

ATTENZIONE:  questo NON significa che io ritenga i bombardamenti russi delle centrali ucraine siano belli e nemmeno giusti. Significa contestualizzare, che è una delle operazioni indispensabili a comprendere un evento.
Washington Post, 4 maggio 1999: Per i cittadini di Belgrado e di altre città serbe, gli attacchi Nato alle principali centrali elettriche hanno fatto capire che d’ora in poi la battaglia per il Kosovo sarà vicina a loro visto che il frigorifero non funziona più, i rubinetti gocciolano appena, il forno che resta freddo, gli ascensori che non funzionano, i semafori si sono spenti e il pane arriva tardi dai panifici che non funzionano più tutta la notte.

(https://www.washingtonpost.com/wp-srv/inatl/longterm/balkans/stories/albania050499.htm)

La Repubblica, 4 maggio 1999 (citando l’ agenzia Tanjug): Le bombe alla grafite che nella notte tra domenica e lunedì hanno provocato il black out della città per sei interminabili ore hanno messo in pericolo 111 piccoli, nati prematuri, di appena due chilogrammi di peso.

(https://www.repubblica.it/online/fatti/grafite/bimbi/bimbi.html#:~:text=Le%20bombe%20alla%20grafite%20che,appena%20due%20chilogrammi%20di%20peso)

Washington Post, 3 maggio 1999: Gli attacchi aerei della NATO sulle principali centrali elettriche hanno oscurato Belgrado e vaste aree della Serbia stanotte, poche ore dopo che la Jugoslavia ha rilasciato tre soldati americani catturati in quello che ha definito un gesto di buona volontà.
(https://www.washingtonpost.com/wp-srv/inatl/longterm/balkans/stories/belgrade050399.htm)

Washington post, 25 maggio 1999: Il comandante supremo della NATO, il generale degli Stati Uniti Wesley K. Clark, ha insistito sul fatto che la sua massima priorità ora è distruggere la Terza Armata jugoslava o cacciarla dal Kosovo, ma alti funzionari militari alleati hanno riconosciuto che vogliono anche danneggiare la qualità della vita quotidiana in modo che i cittadini sofferenti comincino a mettere in discussione l’intransigenza della loro leadership politica.

(https://www.washingtonpost.com/wp-srv/inatl/longterm/balkans/stories/belgrade052599.htm)

Ci sono, ovviamente, anche differenze fra la campagna in Ucraina e quella in Yugoslavia, ovvero, come hanno fatto notare alcuni, il tipo di bombe usate dalla NATO era finalizzato a disabilitare temporaneamente, non a distruggere permanentemente, le strutture. Inoltre si trattava di attacchi portati a maggio, non a novembre, quando il clima più rigido rende più pesanti le sofferenze inflitte ai civili.

Tuttavia sono persuaso che  due episodi rimangano accomunati da un nucleo significativo di elementi, primo fra tutti la volontà di colpire strutture dual use per infliggere danni alla popolazione civile ottenendone un dividendo politico, e che quegli episodi del 1999 privino i paesi occidentali di molta autorità morale nel rendere credibili le condanne al comportamento russo di oggi, che forse è più grave nella scala, ma identico nella natura.

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