L'Italia Mensile

MENO MALE CHE C’È LA MELONI…

L’ultima figurina è stata incollata nell’album

di Giuseppe Provenzale

Sono contento che al governo ci sia la truppa, sgangherata come quella ad essa speculare del centrosinistra, della signora Meloni.

I più vomitevoli atlantismo e filo europeismo vengono fuori così privi di veli ipocriti, e con essi esonda l’evidente, scontata metamorfosi che originando dalla forma di una fintaopposizione, nel pirandelliano gioco delle parti, si conclude in quella più che consueta ai nostri giorni di un governo di esecutori; non un ESECUTIVO, quindi, ma tutt’al più un modesto ESECUTORIO, che possiede la propria esclusiva ragione di vita nell’offrirsi quale vittima sacrificale, ruolo a cui sono ormai condannati i governi dalla nostra parte del mondo, al Moloch del potere per procura, l’unico che gli è concesso di esercitare.

Sono contento che a capo dell’esecutorio di cui sopra ci sia la Meloni, perché, forse non accadeva dai tempi dell’ormai dimenticato Di Pietro, così anche l’ultima carta (con effetto narcotico) esistente che la cupola globalista aveva con amore coccolato si trova nel bel mezzo del gioco e, dunque, ogni giorno che passa più vicina al suo fatale sacrificio.

L’ultima figurina è stata incollata nell’album.

Non c’è, però, e questo dà tempo alla cupola, che certamente non manca di risorse, per vagliare ogni possibile soluzione futura sintetizzabile all’interno del laboratorio del dottor Frankenstein, nessuna valida forte alternativa anti sistema: non esiste, ad oggi, né se ne scorge qualcheduna all’orizzonte.

Eppure, se si è in buona fede e se si è ben compresa la lezione che la Storia ci ha impartito in questi ultimi tre anni, nessun altra speranza è umanamente e patriotticamente alimentabile se non quella che risiede nell’unità, quanto meno post ideologica, tra forze che spesso praticano analisi analoghe e certamente compatibili, condividendo inoltre le, ormai quasi estinte, medesime modalità d’azione militante.

Forze disperse non certo per caso, che dovrebbero essere capaci di rappresentare adeguatamente un popolo, potenzialmente ben più numeroso rispetto a quel 3% di votanti che certifica l’esistenza in vita di una realtà politica in Italia.

Forze, e anche qualche singolo la cui (es)posizione potrebbe essere di grande aiuto, chiamate ad accelerare l’esito di ogni possibile controversia, superare i veti e, con al centro i territori, edificare!

Al di fuori e al di là dal proprio, più o meno ampio, recinto.

La ragione sostanziale della necessità che ho provato ad illustrare proviene, secondo il buon senso che informa ogni realismo politico ed ogni sincero patriottismo, dal quadro geopolitico che si fa sempre più chiaro ai nostri occhi: dal 24 febbraio del 2022, il mondo multipolare ha mostrato la sua potenza e dimostrato di essere mosso da interessi concreti e reali. Non solo, le voci provenienti dall’universo russo parlano ormai una lingua che milioni di occidentali pensanti ben comprendono, cosa che sempre meno avviene per quella ogni giorno più astratta che si balbetta nei circoli globalisti e nei canali mainstream.

Se l’Italia continuerà a seguire il carro arrugginito dell’Occidente a guida angloamericana farà parte ancora una volta della schiera degli sconfitti dalla Storia.

Per questo motivo, saremo, per decenni ancora, i vinti che stavano dalla parte sbagliata.

Un commento su “MENO MALE CHE C’È LA MELONI…

  1. Credo che l’aggregazione si faccia su fatti concreti,guarda Mattei uomo delle istituzioni “contro” la Guerra,che indice un referundum inutile,poiche’ e’ gia’ tutto scritto nella costituzione.Poi quando gli fai presente che l’unico Referendum Concreto sarebbe quello dell’uscita dell’Italia dalla Nato,”banna” qualsiasi strumento dialettico.Ecco credo che siano gli obbiettivi cio’ che mancano ai “partitini”,non si allontanano ne’ dall’antifascismo,ne’ dalla visione progressista di una societa’ che non c’e’ piu’,frutto della corruzione interiore piu’ che esteriore.Fatelo voi questo salto di qualita’,non si puo’ perdere tempo con il CLN e i suoi derivati di matrice Mondialista.Mattei e chi lo segue e’ una cosa disgustosa,va’ oltre la freccetta della garbatella.Indire un referendum per uscire dalla Nato,porterebbe all’ unita’ strategica le forze disperse,oltre la resistenza in funzione di una Reazione.

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