L’Eterna Lotta Tra Il Bene E Il Male. Discorso Contro L’Umanesimo

di Nicola Trisciuoglio

Ciò che Dio ha diviso l’uomo non deve unire…

 “Inimicitias ponam inter te et mulierem, et semen tuum et semen illius” … (Gn. 3, 15)

Siamo di fronte alla eterna lotta fra il bene e il male…

La lotta contro la scristianizzazione

Una fase di questa lotta è quella che si svolge dal Rinascimento giungendo ai nostri giorni… i giorni dell’era blasfema e degenerata della decadenza…

Intendiamo stigmatizzare da subito che tra le cause prime, dirette ed efficienti della decadenza del mondo contemporaneo in agonia vi è la scristianizzazione della civiltà…

Riteniamo, infatti, che senza Cristo gli uomini si siano persi nell’ozio, nel malcostume e nel vizio di questa società che rappresenta, a nostro avviso, il male assoluto.

Noi assistiamo alla più grande manifestazione storica di orgoglio e di sensualità che una civiltà abbia mai conosciuto…

La liberalizzazione del divorzio, dell’aborto, della eutanasia, che creano morte, del  comunismo che ha creato falsi quanto finti egualitarismi, del liberismo e del capitalismo sfrenati fonti di povertà e di emarginazione, della droga, della omosessualità e della pornografia che generano perversione, del modernismo, del progressismo che inculcano falsi miti ed idoli di cartapesta…

Nelle sue “ultime conquiste” la decadenza ha svelato sempre più la sua natura intimamente satanica.

Non si può negare ormai che ci troviamo di fronte ad un processo universale logico, unico, totale, assoluto e dominante di scristianizzazione e di abbruttimento del mondo… quello che si continua a distruggere è l’Ordine cristiano fondamenta della civiltà…

Nell’enciclica “Immortale Dei” Leone XIII descrisse la Cristianità non come un ordine qualsiasi, ma come l’unico vero Ordine fra gli uomini, cioè la Civiltà Cristiana…

Ci fu un tempo in cui la filosofia del Vangelo governava gli stati”…

Oggi ci siamo come smarriti di fronte l’incalzare delle forze del male…

Allora il nostro interrogarci su quanto stà accadendo è indispensabile perché unicamente attraverso la conoscenza di questo fenomeno e, dunque, acquistando la consapevolezza del male, saremo capaci di predisporre un processo di opposizione alla lenta agonia di questa civiltà morente…

Come si è potuto… come è stato possibile… passare – attraverso questo mostruoso e perverso processo involutivo – dalla Civiltà Cristiana ai nostri giorni ?

L’itinerario logico della Fede è conoscere Dio attraverso l’oggettività della realtà sensibile… ”ad invisibilia per visibilia”… sottomettersi alla Sua Rivelazione, a Nostro Signore Gesù Cristo, accettando la Chiesa da Lui fondata, vivendo della vita soprannaturale attraverso il “credo”… i Sacramenti e la preghiera.

La scristianizzazione, noi la constatiamo nella quotidianità, è il processo logico contrario che ha condotto inesorabilmente all’attuale agonia della civiltà.

Le tenebre d’oggi… l’oscurità aberrante e perversa di questo XX secolo dal quale traiamo origine noi ultimi figli di una frontiera divenuta trincea… non sono il frutto di forze cieche o casuali, ma il frutto del lento lavorio di disgregazione spirituale sortito dall’umanesimo paganizzante, dal libero esame, dal filosofismo fumoso del XVIII secolo, dall’idealismo e dal positivismo del XIX secolo, dalla libertà economica senza freni e dal liberismo amorale ed immorale di questo oggi che ereditiamo.

Noi individuiamo il male assoluto nell’umanesimo…  nei confronti del quale emettiamo una condanna senza appello… l’umanesimo è il punto di partenza del disgregarsi della civiltà…

Con l’umanesimo l’uomo si è sottratto alla sottomissione a Dio ed ha rifiutato ciò che era più facile rifiutare… la fervente vita soprannaturale, ovvero il superamento del proprio stato verso l’anelito al divino.

È in questo stato d’animo naturalista che è contenuta parte della decadenza di una civiltà che giunge fino al comunismo ed alla socializzazione del satanismo.

È agli albori della civiltà della decadenza che la Santa Vergine ha donato a Sant’Ignazio di Loyola il rimedio per contrastare il male… il rimedio per redimersi… rinascere come “Uomo organico”… un rimedio che Noi intendiamo fare totalmente nostro attraverso un processo di redenzione e  ricostruzione dell’Uomo…

Ci riferiamo alla riconquista di una spiritualità oramai persa… alla cura dello spirito… alla ricostruzione dell’anima… e più la decadenza avanza come portatrice di morte di ogni valore etico e morale più occorre imporre ed anteporre lo spirito alla materia… e soprattutto incarnare uno “stile di vita” diventa indispensabile.

Nel corso di questi ultimi secoli si è tentata la disgregazione intellettuale, morale e sociale dell’unità nell’organismo misterioso di Cristo.

Si è voluta la natura senza la grazia… la ragione senza la fede… la libertà senza l’autorità.

E infine il grido empio… Dio è morto!

Ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo su fondamenti che Noi non esitiamo a qualificare come i principali responsabili della definitiva minaccia che pesa incessantemente sull’umanità… un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio …

Questo è un itinerario logico, totale di scristianizzazione “scientificamente” operato da forze intelligenti che vanno compiutamente identificate al fine di combatterle… e la loro compiuta identificazione ed il dar battaglia ferocemente rientra nei compiti delle schiere dell’Uomo Nuovo.

Contro i falsi principi di libertà, uguaglianza e fraternità

L’introduzione dei principi rivoluzionari di libertà, uguaglianza e fraternità, rappresenta principalmente il risultato della reintroduzione, fatta dagli umanisti, di una concezione di vita secondo la quale la vita è fatta per godere o per essere goduta …

Concezione questa esattamente opposta a quella del Cattolicesimo, che ci insegna che questa vita è fatta per meritare la vita futura… militando…

La vita è milizia” (Giobbe, 7,1)

La crescita storica del desiderio di godere la vita o dell’esplosione e progressione storica dell’orgoglio e della sensualità, passioni che corrispondono ai principi della decadenza che sono quelli di uguaglianza e libertà assoluta sono i risultati del processo di agonia che caratterizza l’attuale civiltà.

L’orgoglio e l’egualitarismo significano autonomia dell’uomo da Dio…

La sensualità ed il liberismo rappresentano il disprezzo dello spirito religioso, della penitenza, della mortificazione che porta alla “Nuova Vita”, che redime e ci lascia liberi di “ri-nascere” e “ri-costruirci” come Uomini, dello spirito di sacrificio, della esaltazione della natura senza Dio.

La sensualità rappresenta la tendenza alla soppressione del celibato ecclesiastico, l’istigazione perfettamente riuscita alla accettazione ed alla introduzione del divorzio, dell’aborto, dell’eutanasia.

In questo caos disorganico l’egualitarismo è stato elevato a principio dottrinale quando si afferma in base al relativismo cartesiano che la Verità non esiste… a principio civile quando si afferma, in nome di un esasperato democratismo, che tutte le idee sono uguali… a principio culturale quando si perpetua la caduta della qualità generale della cultura e dei costumi ove la licenza è elevata a principio di libertà senza limiti che permette di accettare il diritto di esprimere e praticare pubblicamente tutto ciò che le passioni sfrenate domandano.

L’egualitarismo ha finito con il permettere il livellamento in tutti gli aspetti finanche esteriori della vita… negli abiti, nei comportamenti, nei gusti…

L’egualitarismo ha finito con il permettere la socializzazione del pensiero e della volontà ed infine anche dei corpi. Si pensi alla esaltazione sociale del libero amore e di tutte le perversioni ad esso conseguenti… dalla omosessualità alla pedofilia …

Si è di fatto instaurato il primato delle reazioni spontanee senza controllo senza partecipazione effettiva della volontà.

La televisione ed i mass-media hanno ingenerato il primato dell´immagine sul ragionamento … generando l’uomo e la società “tele-guidati” ove ogni “calore umano” è stato spento.

Lo spirito di tolleranza ha favorito questo egualitarismo e la libertà di coscienza, principi che corrispondono alla manifestazione progressiva dell’orgoglio che non tollera di essere sottomesso a Dio ed al Suo Ordine sociale.

Lo spirito di tolleranza ha favorito l’affermazione della sensualità come passione umana che rifiuta ogni limite in vista di una libertà progressiva ed assoluta e sempre maggiore libera da ogni freno inibitorio.

Lo spirito di tolleranza è riuscito ad eliminare progressivamente l’intolleranza cattolica per l’errore ed il vizio.

Questi sono principi di morte… principi di disgregazione che hanno demolito la società civile…

La decadenza impera con l’agonia della civiltà…

Non occorrono né rivoluzioni… né reazioni… ma occorre la lotta…

Ma non possiamo farci alcuna illusione… gli anni a venire saranno quelli del combattimento o al più del nostro tradimento con l’adeguamento dell’uomo alla civiltà della decadenza.

Contro questa agonia potranno esserci unicamente le schiere dell’UOMO NUOVO.

Una sola Chiesa unita ci guidi

“Nuove anime” al servizio di Cristo

Una sola comunità cattolica e cristiana, una sola Chiesa come guida sarà autentica forza antitetica all’agonia della civiltà…

La necessità per ognuno di noi che crede possa invertirsi questo processo di agonia è ritrovare nei valori di unità della Chiesa lo spirito di guida da infondere nella ri-nascita…

Non possono esistere le Chiese ma unicamente la Chiesa!

Nelle parole dei grandi pontefici ritroviamo il nostro credo e questa esigenza che umilmente intendiamo gridare con forza…

«… Gesù Cristo non ha concepito né istituito una Chiesa formata da più comunità, simili per alcuni tratti generali, ma distinte e non collegate fra di esse con quei vincoli che formano una sola ed indivisibile Chiesa, a quel modo che, nel recitare il simbolo della Fede, noi diciamo: Credo nell’unica Chiesa…» [LEONE XIII, “Satis cognitum”]

«…E a questo punto sarà opportuno esporre e respingere una certa opinione falsa che sta alla radice della questione e di quel complesso movimento, per mezzo del quale i non-cattolici si sforzano di realizzare l’unione delle Chiese cristiane. Coloro che sostengono tale opinione citano costantemente le parole di Cristo “Affinché siano una cosa sola… E vi sarà un solo gregge e un solo pastore” (Giovanni 17,21 –10,16), e intendono che Cristo abbia semplicemente espresso un desiderio o una preghiera che ancora non sarebbe stata esaudita: Essi reputano infatti, che l’unità di fede e di governo, che è una delle note dell’unica vera Chiesa di Cristo, non sia finora quasi mai esistita e non esista oggi» [PIO XI, “Mortalium animos”]

«…Si allontanano dalla verità divina quelli che si immaginano la Chiesa come se non si potesse né raggiungere né vedere, quasi fosse pneumatica – come dicono – per la quale molte comunità di cristiani, benché vicendevolmente separate per fede, tuttavia sarebbero congiunte fra loro con un vincolo invisibile» [PIO XII, “Mystici Corporis”]

«…La Fede ci obbliga a credere e a professare Una Chiesa, Santa, Cattolica e Apostolica… Fuori di essa non c’è né salvezza né perdono dei peccati» [BONIFACIO VIII, “Unam Sanctam”]

Oggi viviamo tempi in cui anche l’unità della Chiesa è minacciata dalla decadenza.

Infatti è bastato togliere l’ostilità del clero verso il mondo moderno e in seguito entusiasmarlo per i “vantaggi” di questi principi nella società temporale per accelerare il processo di decadenza anche nella Chiesa …

Un clero liberale, modernista, democratico, entusiasta di simili vantaggi nella società civile, ha cominciato a desiderare gli stessi “vantaggi” per la Società Ecclesiastica… la Chiesa.

Il clero e lui solo, poteva introdurre come è oramai inesorabilmente in atto… il “fumo di Satana” nel Tempio di Dio.

Ecco perché non ci piace quella parte di clero entusiasta per la cultura e la civiltà moderna.

O l’uomo della contemplazione modifica il mondo alla luce delle Verità Eterne, o il mondo paganizza e laicizza l’uomo della contemplazione; da qui, l’importanza della società temporale, della Regalità Sociale.

Non si toccano i diritti di Nostro Signore Gesù Cristo sulla civiltà!

Noi non conosciamo nuove dottrine sociali.

Il mondo deve adattarsi alla Verità eterna, non il contrario.

A coloro che sostengono l’evoluzione della Verità, rispondiamo che non vale la pena di cambiare oggi quello che domani cambierà di nuovo.

Se non si vive come si pensa, si finirà a pensare come si vive”…

Per evitare ciò è l’ora di contemplare la Creazione, di meditare sull’esistenza di Dio, sulla Sua presenza, sulla gerarchia e la sacralità del mondo invisibile, e poi “contemplata aliis tradere”… modellare la terra ad immagine del Cielo, e non fare il contrario, né restare neutrali, ma passare alle conseguenze liturgiche, sociali, politiche, economiche della contemplazione.

La decadenza nelle tendenze, nelle idee e nei fatti ovvero “il capolavoro” dell’umanesimo

Il cambiamento di mentalità fu dunque il capolavoro degli umanisti, cambiamento condotto senza fare subito della teoria, ma trasformando i costumi, le tendenze dell’anima nell’arte, nella letteratura, nella musica…

Costoro non hanno lavorato direttamente sulla dottrina, ma su tutto il resto, in tutti i modi extra-speculativi attraverso i quali si distruggono o si edificano le convinzioni degli uomini… ed è  qui che ci si accorge della importanza delle tendenze.

Come è successo?

La decadenza è un processo fatto per tappe…

La prima, e, certamente, la più profonda, consiste in una crisi delle tendenze.

Queste tendenze disordinate, che per loro propria natura lottano per realizzarsi, cominciano a modificare la mentalità, i modi di essere, le espressioni artistiche e i costumi, senza incidere subito in modo diretto sulle idee…

Da questi strati profondi, la crisi passa, quindi, al terreno ideologico…  

Bisogna vivere come si pensa, altrimenti, prima o poi, si finisce col pensare come si è vissuto…

E dalla sregolatezza delle tendenze profonde spuntano dottrine nuove. Esse cercano talora, all’inizio, un “modus vivendi” con quelle antiche… che normalmente non tarda a sfociare in lotta dichiarata…

Questa trasformazione delle idee si estende, a sua volta, al terreno dei fatti, e perciò passa ad operare, con mezzi cruenti o incruenti, la trasformazione delle istituzioni, delle leggi e dei costumi, tanto nella sfera religiosa quanto nella società temporale…

Oggi i popoli stanno cambiando più per l’influenza della cultura che della dottrina.

Il cambio culturale, cioè il cambio di mentalità, genera, al fine, il cambio dottrinale.

Questa analisi ci indica però due preziosi rimedi …

  • La lotta deve essere condotta non solo contro le idee, ma anche contro le tendenze decadentiste.
  • Occorre sforzarsi già fin da oggi di vivere a tutti i livelli secondo una spiritualità animistica, e oggi, non domani.

Un cristiano che ami in tutto la Civiltà cristiana, si sforza di far sopravvivere a tutti i livelli questa civiltà e rifiuta costantemente ed in tutto il nuovo ordine.

Un cristiano che conserva la fede, ma non attua una rivoluzione animistica e spirituale contro il materialismo, è inevitabilmente vittima della vita moderna.

Antonio Gramsci “acutamente” osservava … “le mentalità sono penetrate di cristianesimo… noi non dobbiamo invadere le città con i carri armati e i soldati, ma cambiare l’uomo nel suo interiore, allora non sarà necessario ne il fucile ne il sangue, tutto si farà con dolcezza e conforme ai costumi del Paese, in nome dei diritti dell’uomo e della sua dignità. Si devono cambiare le anime dal loro interno senza oppressioni come in Russia, perché questa esperienza finì male. L’intellettuale comunista deve fare come il prete; deve sommergere i popoli con la cultura, perché non è sufficiente fare un colpo di stato o installare il socialismo, giacché le catene finiscono sempre per rompersi. In conclusione la violenza serve solo per prendere il potere, ma non per mantenersi in esso, al contrario l’educazione, le arti, la riforma dei costumi e delle istituzioni sono più efficaci”.

I cristiani non perdono forse la loro fede più per il clima culturale e i modelli di comportamento eterodossi che per l’effetto delle dottrine nemiche?

Quanti per esempio sono vittime dei modelli di comportamento liberale che ci impone vittoriosamente la colonizzazione culturale U.S.A.?

L’inganno che è già riuscito con gli antimaterialisti che ci hanno preceduto, resta il pericolo per quelli che rimangono.

Essi cadono nell’errore quando cominciano a credere che Nostro Signore Gesù Cristo ha bisogno della cultura e della “civiltà” moderna.

Il tempo stringe, scriveva Blanc de Saint Bonnet, ciò nonostante i buoni … non lasciano nessuna occasione per perdersi, volendo adattarsi all’errore. La verità ai loro occhi è un’esagerazione, e l’errore, alleato ai principi cattolici, sembra loro una sapienza superiore”.

Concludendo possiamo affermare che la difesa, la vitalità e il trionfo della cultura e dei modelli della tradizione cattolica, sono la vita della nostra Civiltà; mentre l’infiltrazione dei modelli culturali USA o islamici sono la morte della nostra identità.

L’Antidoto Ignaziano per la preparazione dell’Uomo alla rinascita spirituale

Dagli Esercizi Spirituali (n. 23) … “L’uomo è creato per lodare riverire e servire Dio Nostro Signore e mediante questo salvare la sua anima. E le altre creature … sono create affinché lo aiutino nel conseguimento del fine … tanto le deve usare quanto lo aiutano e tanto deve astenersene quanto lo impediscono … Per questo è necessario renderci indifferenti a tutto … alla salute piuttosto che all’infermità, alle ricchezze piuttosto che alla povertà, alla vita lunga piuttosto che breve … scegliendo unicamente ciò che ci conduce più sicuramente al fine per il quale siamo stati creati” … “… perché non è il molto sapere che sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e il gustare le cose internamente”.

 “La persona che si esercita … si abituerà non solo a resistere all’avversario, ma anche ad abbatterlo”.

La concezione umanista dell’uomo nella civiltà della decadenza è antitesi della organicità della nostra visione … la concezione umanista dell’uomo è l’avversario da abbattere.

Tutto della concezione umanista è contro la nostra visione organica dell’Uomo Nuovo.

Infatti … nella concezione umanista …

Il fine dell’uomo è lui stesso.

La vita è fatta per godere. Noi siamo creati per questa vita.

Lorenzo dè Medici scriveva …  “Giovinezza giovinezza, che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, che del doman non v’è certezza” … Il “Carpe diem” ci sembra risuonare più forte che mai nell’era della civiltà della decadenza …

Il fine della vita è come nel paganesimo precristiano il piacere e il godimento.

Il mezzo per questo “fine” della vita si riduce alle ricchezze.

Risuonano come tetri rintocchi di campane le parole del Campanella: “Tutto ci annuncia il rinnovamento del mondo. Niente ferma la libertà dell’uomo. Come si potrebbe fermare il mondo e il progresso del genere umano?

La esaltazione della letteratura e delle scienze umaniste individua l’uomo empiamente al centro dell’universo.

Lo spirito di orgoglio si oppone ad ogni superiorità spirituale.

Eccita il desiderio dei beni apparenti di questa terra.

Pio XI ricordava “S. Ignazio ritiratosi nella grotta di Manresa, ammaestrato dalla stessa Madre di Dio nell’arte di combattere le battaglie del Signore, ricevette come dalle sue mani quel perfetto codice… di cui deve far uso ogni buon soldato di Gesù Cristo” (Meditandibus nobis 03.12.1922)

La prima condizione da opporre alla società figlia della decadenza diviene una autentica e sincera riforma personale verso l’Uomo Nuovo … null’altro occorre per sconfiggere il nemico …

E tanto vale anche per gli uomini di Chiesa che dovranno essere da esempio …

Luigi de Blois (+ 1566) scriveva … “Oh quanti uomini e donne s’ingannano miseramente, i quali, avendo vestito monastico, pronunciato i voti di religione, pensano così poco o nulla alla perfezione! Essi sono attaccati tenacemente alle creature, cercano in esse il godimento in modo disordinato; desiderano molto avidamente le consolazioni esteriori, si lasciano andare esteriormente senza timore: vaghi di spirito, scorretti nei costumi, senza sorveglianza sui sensi, chiacchieroni e vani nei loro discorsi; essi perseverano nelle loro negligenze e nei loro vizi fino alla morte” (Purrat, La Spiritualité Chretienne, vol III – cap I )

La società della decadenza rappresenta il male assoluto nel quale vige oramai lo spirito di indipendenza rispetto a Dio, la Vita disordinata, la dissipazione, il cattivo spirito che impregna, attraverso l’umanismo, i pensieri, le parole e le azioni.

L’umanesimo mette l’uomo al di sopra di ogni cosa.

L’umanesimo esalta l’uomo.

L’umanesimo spinge alla superficialità.

L’umanesimo introduce la separazione fra la dottrina cattolica e la vita quotidiana.

Il neo-paganesimo umanista, senza negare apertamente Nostro Signore Gesù Cristo, lo minimizza.

Lo spirito umanista è pacifista lì dove per pacifismo si intende la mera acquiescenza allo status quo vigente …

Ecco perché occorre per forgiare l’UOMO… “ la separazione dal mondo … per meditare … raccoglimento e silenzio per concentrarsi sull’essenziale”.

LA GRANDE LEZIONE

“Omnia per Ipsum” e “sine Me nihil”

Blanc de St. Bonnet diceva … “Gli uomini vogliono salvarsi senza Dio, in ciò hanno messo il loro punto d’onore. Allora, Dio, li lascerà assaporare a sazietà tutte le lezioni che gli avvenimenti contengono”.

La cristianizzazione del mondo è stata voluta dalla Provvidenza e la sua scristianizzazione è stata permessa, per dare la prova e la controprova che c’è una sola Via, Verità e Vita, Nostro Signore Gesù Cristo e la Sua Opera … la Santa Chiesa Romana e la sua Civiltà.

Gli uomini del XV secolo non hanno saputo conservare il desiderio della vita futura e il disprezzo del mondo?

La Provvidenza ha allora permesso l’inizio della decadenza con il naturalismo neo-pagano dell’Umanesimo.

Gli uomini del XVI secolo non hanno capito la lezione?

Dio ha permesso la Decadenza religiosa: il Protestantesimo.

Gli uomini del XVIII secolo non hanno voluto comprendere?

Dio ha permesso la decadenza politica e sociale, detta “francese”, con i suoi principi di morte quali la Liberté, Egalité, Fraternité.

Ma l’intelletto e il cuore degli uomini, si sono induriti? Non vogliono tornare a Dio?

Bene, Dio ha permesso nel XX secolo l’esplosione della decadenza nell’economia con il comunismo, i suoi stermini, i Muri di Berlino, i profughi, il divorzio, l’aborto, la pornografia, la droga, l’omosessualità …

Uomini, non volete ancora comprendere?

Non volete ritornare a Dio? Cercare i beni eterni e non i falsi beni di questa terra?

Allora è verosimile che noi ci castigheremo da noi stessi …

Guardiamo al futuro senza illusioni.

Se la decadenza è un processo logico, universale di scristianizzazione e satanizzazione, quali saranno le tappe presenti e future?

Le risposte le ritroviamo riguardando la triste attualità di questa società figlia della decadenza … l’eutanasia, la socializzazione del pensiero, della volontà, dei corpi, cioè la prostituzione collettiva obbligatoria e la demolizione di ciò che resta della Chiesa per mezzo delle comunità base guidate da “finti” profeti carismatici … 

Ai cattolici borghesi tutto ciò sembra esagerato …

Così pensavano nella loro mediocre banalità coloro che ci hanno preceduto … “No … l’aborto non avverrà mai…”.

Che fare?

Comprendere la grande lezione della storia!

E cominciare l’unico serio lavoro di conversione personale e sociale.

Forse Dio permette questa grande e tragica lezione, perché, se esisteranno futuri secoli cristiani, tutto ciò che oggi accade serva da spettacolo indimenticabile a quelle generazioni.

Se Dio vuole che la lezione sia terribile, indurirà ancor più il cuore degli uomini, come fece già con il Faraone, affinché sperimentasse le dieci piaghe d’Egitto. Parce Domine !

Noi speriamo il contrario con Giuseppe de Maistre, e speriamo che tutto rinascerà con l’UOMO NUOVO per un grandioso intervento della Misericordia di Dio …

“Alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà” …

L’UOMO NUOVO

Stà a noi adesso, con l’aiuto di Dio, prendere la decisione.

Se attendiamo ancora, anche la vittoria sarà ritardata … se non cominciamo subito la nostra lotta la contro-decadenza non sarà giammai possibile.

Fino ad oggi non si è ascoltato il Sillabo … la decadenza è passata dalla società temporale alla Società ecclesiastica.

Il disordine ci inghiotte.

Bisogna prepararsi alla più terribile persecuzione, la crisi non è alle spalle, ma è davanti a noi.

Se Dio non interverrà con la Sua misericordia, se l’Immacolata non interverrà, la lotta sarà sempre più dura … “Vita hominis militia super terram” (Giobbe, 7-1).

Fintanto che l’ulcera del Rinascimento e dell’Umanesimo che ha ingenerato la decadenza non sarà tolta dal corpo della cristianità, il Cielo ci rifiuterà la vittoria.

Chi sarà l’operaio della restaurazione?

Sarà l’Uomo Nuovo della meditazione, l’Uomo Nuovo dell’orazione, della contemplazione … Sacerdote, religioso o laico … già lo ha fatto una volta cristianizzando l’Europa.

“Omnia per Ipsum”, tutto attraverso Lui.

“Sine Me Nihil”, nulla senza di Me.

Solo N.S. Gesù Cristo è riuscito a incatenare ai piedi della Croce i mostri del paganesimo antico, l’idolatria, il satanismo, l’infanticidio, la schiavitù.

Chi ci guiderà in questa lotta?

Sarà un contemplativo degno di questo nome, l’UOMO NUOVO che contempla il Cielo e modella la realtà attorno a lui, senza mescolanza o concessioni; sarà il religioso che, convertendo se stesso, convertirà altri uomini, e così ricondurrà la società alla considerazione della vita futura.

E’ l’uomo della contemplazione, che per questo deve ritrovare la calma tipica della Società pre o post-industriale, come dice S. Bernardo … “ex hoc otio vires proveniunt” … citato da S. Alfonso nell’opera “Sacerdote, ascoltami”.

In questo momento di lotta frenetica è più che mai l’ora della contemplazione, dell’orazione; se si perde il contatto con il Modello, il Verbo, perderemo ogni lotta …

Il cambiamento avverrà per intervento divino, che occorre chiedere e di cui bisogna prepararsi a profittare.

Non si può negare che più la decadenza avanza, più si spegne in molti dei nostri la volontà di vincere, a causa “dell’horror difficultatis” (l’orrore della difficoltà) e del “labor certaminis” (la fatica del combattimento).

Quanti hanno rinunciato a volere vincere?

A questi scoraggiati senza storia, noi ricordiamo che Nostro Signore vuole ancora e sempre vincere.

E noi con Lui. Colui che ama poco, poco desidera la vittoria. Resteranno coloro che amano molto, “omnia instaurare in Christo”.

Abbandoniamo il metodo della diminuzione, dell’adattamento allo spirito moderno nella nostra condotta o modo di vivere, nella predicazione, nel culto: tutto questo oscura la verità cristiana.

Occorre perciò applicarsi a formare dell’élites profondamente impregnate del fuoco delle Verità eterne.

Dio, per la mediazione del Cuore Immacolato di Maria, coronerà i nostri sforzi, dandoci forse o sicuramente dei martiri… forse o sicuramente dei Santi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.