L’Esercizio Arbitrario Delle Proprie Ragioni

IO NON PAGO E POI?

La ratio degli articoli 392 e 393 c.p. (rispettivamente, Esercizio arbitrario delle proprie ragioni sulle cose e Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone), è quella di proteggere l’interesse dello Stato ad ostacolare che il privato cittadino agisca autonomamente, sostituendosi quindi alla funzione giurisdizionale dello Stato nell’ambito di una controversia, tanto è vero che in entrambe le norme il legislatore ha voluto sottolineare la possibilità del privato di ricorrere al giudice.

Nel caso specifico, la società fornitrice è tenuta ad inviare all’utente una diffida con raccomandata a.r. in cui lo informa del debito. Non è sufficiente la comunicazione dell’insoluto contenuta nella bolletta successiva, in quanto la stessa viene spedita tramite posta ordinaria e, quindi, non garantire la prova dell’avvenuto ricevimento della diffida stessa.

Nella diffida, la società deve garantire all’utente un termine entro cui pagare e sanare la morosità. In caso di inadempimento, la società è legittimata a sospendere l’erogazione del servizio.

La sospensione implica che, in caso di successivo pagamento, l’utenza viene ripristinata in automatico (di solito, entro 48 ore); non c’è quindi bisogno di stipulare un nuovo contratto

Dal Canale Telegram Io Non Pago

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