Le Strane Morti Attorno Alla Strage Di Ustica

Ramstein Air Base or Ramstein AB is a United States Air Force base in Rhineland-Palatinate, a state in southwestern Germany. It serves as headquarters for the United States Air Forces in Europe – Air Forces Africa and also for NATO Allied Air Command.

Persero la vita il tenente colonnello Mario Naldini, il parigrado Ivo Nutarelli e il capitano Giorgio Alessio insieme a 67 civili che assistevano all’esibizione delle Frecce Tricolori. I feriti furono oltre 340.

LE STRANE MORTI ATTORNO ALLA STRAGE DI USTICA

Nella sciagura di Ustica non ci sono solo le 81 vittime del DC 9. C’è una serie di morti sospette e di testimoni scomparsi che lo stesso giudice Rosario Priore definisce: «Una casistica inquietante. Troppe morti improvvise». Vediamola questa lista che secondo il magistrato è di una decina di morti strane, ma forse sono di più.

3 agosto 1980 – In un incidente stradale perde la vita il colonnello Pierangelo Tedoldi che doveva assumere il comando dell’aeroporto di Grosseto.
9 maggio 1981 – Stroncato da un infarto muore il giovane capitano Maurizio Gari, capocontrollore della sala operativa della Difesa aerea a Poggio Ballone. Era di servizio la sera del disastro.
23 gennaio 1983 – In un incidente stradale perde la vita Giovanni Battista Finetti, sindaco di Grosseto. Aveva ripetutamente chiesto informazioni ai militari del centro radar di Poggio Ballone.
31 marzo 1987 – Viene trovato impiccato (la polizia scientifica dirà «In modo innaturale») il maresciallo Mario Alberto Dettori, in servizio a Poggio Ballone la sera del 27 giugno 1980. «Aveva commesso l’imprudenza di rivelare ai familiari di aver assistito a uno scenario di guerra», ha detto Priore.
12 agosto 1988 – Muore in un incidente stradale il maresciallo Ugo Zammarelli. Era in servizio presso il SIOS (Servizio segreto dell’aeronautica) di Cagliari.
28 agosto 1988 – Durante una esibizione delle Frecce Tricolori a Ramstein (Germania) entrano in collisione e precipitano sulla folla i colonnelli Mario Naldini e Ivo Nutarelli. Quest’ultimo due giorni dopo doveva essere interrogato da Priore. La sera del 27 giugno 1980 si erano alzati in volo da Grosseto e avevano lanciato l’allarme di emergenza generale. Perché? Cosa avevano visto? I comandi dell’aeronautica militare e la Nato non lo hanno mai rivelato.
1° febbraio 1991 – Viene assassinato il maresciallo Antonio Muzio. Era in servizio alla torre di controllo di Lamezia Terme quando sulla Sila precipitò il misterioso Mig libico.
13 novembre 1992 – In un incidente stradale muore il maresciallo Antonio Pagliara, in servizio alla base radar di Otranto.
12 gennaio 1993 – A Bruxelles viene assassinato il generale Roberto Boemio. La sua testimonianza sarebbe stata di grande utilità per la sciagura del DC 9 e per la caduta del Mig libico sulla Sila. La magistratura belga non ha mai fatto luce sull’omicidio.
21 dicembre 1995 – È trovato impiccato il maresciallo Franco Parisi. Era di turno la mattina del 18 luglio 1980 (data ufficiale della caduta del Mig libico sulla Sila) al centro radar di Otranto. Doveva essere ascoltato come testimone da Priore.

Non saranno i tribunali a restituire la verità sui fatti cui abbiamo assistito in questi due ultimi anni. La propaganda diffusa e ossessiva sui fatti legati alla pandemia è una propaganda di guerra, storicamente possiamo creare una allegoria ideale tra le menzogne ed i depistaggi della strage di USTICA, e le menzogne sulla pandemia. Una organizzazione così assidua, non può essere spontanea, agisce per coartazione.

Dovremmo avviare una ricerca storica, attraverso una composizione sui fatti oggettivi che sono desumibili seppure coperti [dal diluvio di informazioni] dagli atti ufficiali. Una versione storiografica dei fatti, una ricerca sistematica sugli eventi avversi letali. Una commissione di psicologi e avvocati e medici legali capaci di affiancarsi in meno di 12 ore alle famiglie che vengono travolte dai [sempre più frequenti ] lutti.

Dovremmo sfuggire principalmente dalle ricostruzioni stucchevoli, dalle idiozie e dalla voglia di sensazionalismo che contradistingue tantissimi canali di contro informazione. Il dato di ascolto attuale è incoraggiante, si è aperto uno “spazio” di grandissimo interesse proprio da parte di coloro si sono sottoposti all’obbligo vaccinale. Raggiungere questi ultimi con dati precisi e riscontrabili, senza indulgere alle ricostruzioni sensazionalistiche, significa mostrare rispetto e resposabilità. Vieppiù, attraverso questo canale stiamo ampliando la base di contrasto alla dittatura sanitaria.

Ing. Nico Liberati

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