L'Italia Mensile

LE PRIME CREPE DEL CAPITALISMO STATUNITENSE

Emanuele Fanesi

Nella terra del capitalismo selvaggio, dove i dominanti la fanno da padrone, in tutti i sensi, è accaduto qualcosa che in molti non ritenevano possibile. Se infatti conosciamo la rappresentazione hollywoodiana degli States (quella fatta di eroi, salvatori del mondo, della terra dalle mille possibilità), pochi pensano e sanno che sono milioni i poveri negli USA, e soprattutto nelle grandi metropoli, dove baraccapoli e senza tetto dilagano ormai dalle periferie verso il centro.

In questa terra, che fino a poco più di un anno fa dettava legge in tutto il globo, grazie alla visione unipolare e imperialista, è successo un fatto molto raro, nell’autunno dello scorso anno all’interno di una delle più grandi multinazionali nordamericane è nato contro ogni previsione il primo sindacato, denominato A.L.U. (Amazon Labor Union).

Negli USA la legge non è “amica” dei lavoratori, infatti per far sì che un sindacato possa entrare e/o nascere all’interno di un’azienda ci deve essere la maggioranza dei lavoratori che decide in tal senso. Ovviamente la pressione padronale, dei dominanti, è fortissima, affinché un sindacato non metta piede nell’azienda, e ancora è più grande nelle multinazionali tipo Amazon. Il neo-nato sindacato ALU è quasi un miracolo: fondato da un’ex lavoratore, Chris Smalls, un ex impiegato di Amazon licenziato in tronco a marzo del 2020 per aver organizzato una protesta.
In pochi credevano che il 32enne afroamericano sarebbe riuscito nella sua lotta, iniziata con pochi dollari raccolti sul sito Go Fund Me ad aprile dell’anno scorso.

Amazon ha fatto di tutto per ostacolare questo evento, anche perché è talmente potente e talmente ricca che se ne infischia di dover pagare una multa o di mettersi in cattiva luce agli occhi dell’opinione pubblica. Mai come dagli anni ‘50, le corporazioni americane hanno stabilito profitti da record come negli ultimi. Ma la realtà è che l’America corporativa non vuole cedere nessuno dei suoi profitti record ai suoi lavoratori. Se non può combattere i sindacati direttamente, lo farà indirettamente incolpando l’inflazione per gli aumenti salariali, e poi farà il tifo per la Fed mentre rallenta l’economia quanto basta per eliminare il nuovo potere contrattuale dei lavoratori americani.
Queste non sono ipotesi, ma la dura verità: nello specifico una multinazionale come Amazon è capofila per quanto riguarda il precariato e lo sfruttamento dei lavoratori, soprattutto afro-americani e ispanici, (turni massacranti, obbligati a fare i propri bisogni dentro una bottiglietta ed altri orrori del genere), e lo stesso dato degli infortuni sul lavoro è alle stelle:80%. A tutt’oggi in Italia è in atto un serrato confronto fra i sindacati nostrani e Amazon, ma ovviamente essendo una concertazione, pochi miglioramenti ne avranno i lavoratori italiani.

La nascita dell’ALU è stata “benedetta” da quelli che definisco, i bonzi della sinistra, anche di quella americana tipo Sanders: certo è un risultato storico, ma all’interno della strutturata e quasi impenetrabile fortezza capitalista, gli USA, è come vedere una zanzara su un elefante!

Tuttavia è un segnale positivo, che cozza giustamente contro i “falsi idoli” statunitensi dell’area cosiddetta dissidente che vanno da Trump a Sanders, per passare da Robert F. Kennedy Jr. che addirittura ha finanziato la Clinton nelle presidenziali del 2008 ed ora vorrebbe prendere il comando del Partito Democratico, correndo per le elezioni presidenziali!!!
L’area “dissidente” italiana dovrebbe scegliersi meglio i suoi “alleati tattici” e valorizzare e studiare un fenomeno come quello dell’ALU, che ovviamente è un fenomeno tutto nordamericano, ma fa vedere come anche la fortezza capitalista può celare il suo angolo morto che le può essere fatale, se utilizzato bene, ogni catena ha il suo anello debole, ma ciò va verificato in ogni settore del sistema capitalistico, e noi, in Italia, pecchiamo di o sopravvalutazione del nemico o di faciloneria: studiare e aggiornare la “cassetta degli attrezzi” a livello teorico per una nuova pratica rivoluzionaria, per una nuova lotta di classe.

Questo è il compito che noi Socialisti e Patrioti ci poniamo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *