La Strana Italietta Del 900… Il Circo Di Predappio, Dei Pennivendoli Ed I Rave Antifà A Modena…

Ieri è stata una strana Domenica.
Un fine settimana dove si sono incrociati il centenario della marcia su Roma e un ponte lungo, quello dei Santi, che da qualche anno si è trasformato nella satanica ed americana festa di Hallowen.

Queste strane coincidenze hanno fatto emergere le troppe e stucchevoli contraddizioni di una “italietta” davvero ancora strozzata dal 900 e dal fallimento culturale di una serie di generazioni che si sono consegnate ai social e all’effimero.

Generazioni senza Dio e Fede, senza amor patrio, appartenenza nazionale, senza coscienza popolare, sociale e di classe.

Insomma, senza più nulla per cui lottare, quando ci sarebbe invece da lottare per tante e troppe cose.

Così assistiamo da una parte al circo di Predappio, dove figuri mascherati scimmiottano marce e marcette, in fila e con il passo dell’oca, mentre acquistano fez, accendini del Duce, manganelli con scritte fascistissime e posate con il ritratto di sua Eccellenza. Qualcuno si compra anche parannanze e bottiglie di vino.
Insomma quasi più un carnevale, che arricchisce bottegai della nostalgia e professionisti della truffa politica.

La cosa drammatica è che questo teatro, invece di impietosire o far ridere, scatena un altro teatrino, anche più stucchevole e infame, perché crea falsi allarmi e sparge veleno, odio e divisione: parliamo del circo antifascista di un antifascismo in assenza di fascismo.
Pennivendoli, salotti televisivi e politicanti falliti, invece di farsi quattro grosse e grasse risate di fronte a parodie e “fascisti su Marte”, scrivono articoli e fanno analisi sociologiche… VERGOGNA!

Chi sono più ridicoli?
O ridicolizzati?

Ma se a “destra” stanno al dolce, da altre parti stanno al caffè.
Negli stessi giorni “predappiani”, a Modena, non molto distante dalla città natale di Mussolini, ecco migliaia di disperati e “fattoni” partecipare a un grande rave party.
Migliaia di giovani drogati e sbandati, figli del più schifoso imperialismo culturale, che si gettano a capofitto nel vizio e nella musica assordante, forse per spegnere e soffocare qualche sussulto di ribellione?

Giovani senza nessuna coscienza che buttano via ore, tempo e vita a sballarsi.
DEGRADO VERO!

Queste sono le facce di una generazione perduta, volutamente ammaestrata, partorita da un regime relativista, nichilista e capitalista, che ha trasformato tutto in effimero e consumo, anche idee, valori e giovinezze varie.

L’Italia, quella vera, non questo prodotto di questa infame società globalista e globalizzata, sta entrando in guerra, esce da una presunta pandemia, da anni di restrizioni e leggi liberticide, vive nella dittatura delle emergenze, senza futuro, lavoro e libertà, eppure i suoi giovani continuano a perdersi dietro le sirene del regime, recitando i ruoli prestabiliti dal padrone.

Stasera noi leggeremo un buon libro, magari Don Camillo e Peppone, sognando la rinascita di un’Italia migliore, dal sapore di un mondo cancellato dai nemici della nazione e del popolo, perché alla fine siamo certi che quell’Italia, cristiana e popolare, socialista e comunitaria, tornerà a marciare davvero verso il Sol dell’avvenire.

Giuliano Castellino

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