Italia Libera: Fabio A Regina Coeli Dal 9 Ottobre… Ancora Prigioniero E Ostaggio Delle Toghe Del Regime

Fabio Corradetti… Recluso a Regina Coeli dal 9 ottobre…
L’ordinanza di rigetto dell’istanza per i domiciliari intervenuta oggi… è un atto meramente punitivo… al di fuori di ogni logica giuridica…

La sostanza giuridica di un atto non è concetto da immolare sull’altare della libertà con formule di stile cui sovente la Magistratura ricorre per “lavarsene le mani”…

Che marcisca in carcere in custodia cautelare un ragazzo di 21 anni se forse a pochi interessa a chi fa questo mestiere … l’avvocato… ed ai famigliari… interessa e come…

Soprattutto se il processo dal quale è balzata fuori dalle alchimie giuridiche precostituite una condanna a sei anni di reclusione è un processo con rito abbreviato… e nonostante che nel rito ordinario di analoga portata i fatti che hanno portato alla condanna siano già stati smentite dalle stesse prove offerte dall’accusa.

Forse pochi sanno, ma per i fatti del 9 ottobre 2021 di Roma, non ci sono i nomi noti che piacciono tanto al mainstream, ma anche “vittime collaterali” rinchiuse da 11 mesi.

È il caso di Fabio, colpevole forse di essere il “figlio” di Giuliano Castellino, recluso nel carcere romano di Regina Coeli da 300 giorni.

Primo caso in Italia di custodia cautelare massima per oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Uno sfregio sul viso allo Stato di Diritto giunto questa mattina per il tramite di laconica notifica di un rigetto affatto motivato e liquidato in venti righe di mere formule di stile.

Il Giudice ha rigettato l’istanza di arresti domiciliari, fuori comune (in Umbria) e a casa del legale.

Deve annotarsi a margine di quest’atto del tutto decontestualizzato da ogni realtà effettivamente giuridica… che Fabio è ancora in attesa di giudizio… eppure rimane in carcere.

Dove è finita la presunzione di innocenza?
Parliamo di un ragazzo di 21 anni, arrestato per una manifestazione.

Siamo all’accanimento ed all’uso politico della legge e della repressione.
Quel 9 ottobre a Roma non ci furono né devastazione, né devastatori, ma martiri della libertà.
La violenza non fu dei dissidenti, ma da parte di chi avrebbe dovuto garantire l’ordine pubblico.

Fabio libero!

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