L'Italia Mensile

Il vicolo cieco dell’economia.
Sull’impossibilità di sorpassare a sinistra il capitalismo

di Jean-Claude Michéa
 
“Uno dei pochi intellettuali che vale davvero la pena di leggere.”
(Goffredo Fofi, Internazionale)

È inutile «mettere la freccia» se non si può sorpassare.
E il sorpasso «a sinistra» del capitalismo è impossibile se se ne condivide l’immaginario essenziale.

All’utopia liberista e alla società che essa genera inevitabilmente – una società in cui la ricchezza e il potere dei pochi hanno come necessaria condizione la povertà e l’impotenza dei molti – non può efficacemente opporsi una sinistra che si fonda sulla stessa logica e sullo stesso mito: le inflessibili leggi dell’economia e il miracoloso ruolo della tecnica.

Si impone dunque una rottura radicale con l’immaginario intellettuale della sinistra, che a partire dal XIX secolo ha funzionato soprattutto come «religione del progresso» e si è nutrito di «razionalità economica».

Ritrovare le radici filosofiche del socialismo – che come insegna George Orwell corrispondono a un senso ampiamente condiviso di giustizia sociale – serve a comprendere un secolo di fallimenti e sconfitte e a guardare in altre direzioni.

Ovvero a cambiare decisamente corsia.
Ma ancor più serve a esplorare l’ultima possibilità che forse ci resta per uscire dal vicolo cieco dell’economia in cui si è cacciata l’umanità. 
 
“L’alternativa proposta da Michéa, per la quale nutro la massima simpatia intellettuale, si ispira al socialismo «decenzialista» di Orwell”.
(Sebastiano Maffettone – Il Sole24Ore)

 
Autore
Jean-Claude Michéa insegna Filosofia a Montpellier e dirige una collana presso le edizioni Climats/Flammarion.

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