Il tramonto dell’occidente

Diego Fusaro

L’occidente continua indefessamente a pensare, in modo tragico ma anche francamente ridicolo, di essere il centro del mondo.

Di più, che il mondo intero coincida con l’occidente, e che alla periferia esistano tutt’al più stati riottosi, non ancora annessi alla civiltà, quella che parla inglese e che si rapporta all’essente nella sua totalità sotto forma di merce disponibile.

Un bagno di umiltà e di realismo gioverebbe a tutti, non vi e dubbio.

Servirebbe oltretutto a comprendere meglio i fenomeni che innervano il nostro tumultuoso presente.

Nel silenzio generale, ad esempio, il Niger in questi giorni ha stretto una alleanza con la Russia di Putin.

Con la stessa risolutezza con cui ha respinto ogni ingerenza europea.

L’Africa sempre meno sta dalla parte dell’Occidente imperialistico, preferendo la Russia e la Cina. Per non parlare poi dei cosiddetti brics e di tutte quelle realtà che, sparse per il mondo, si stanno rapidamente allineando alle ragioni del mondo multipolare difese da Mosca e da Pechino.

Insomma, se solo l’occidente uscisse per una volta dal suo etnocentrismo esaltato e dal suo cattivo universalismo scoprirebbe che vi è una non trascurabile parte del mondo che si sta organizzando altrimenti, in difesa di un mondo multipolare, sottratto al dominio imperialistico di Washington e delle sue colonie.

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