Il Tradimento Dei Lavoratori E Del Lavoro

IL TRADIMENTO DEI LAVORATORI E DEL LAVORO HA ANCHE UN NOME E UN COGNOME

Nella ignominiosa posizione assunta da subito dai Sindacati a favore del “green pass” ma contro i lavoratori, quella di Maurizio Landini ha finito con lo spiccare su quelle dei suoi altrettanto squallidi colleghi delle RSU 

di Pamela Testa

Voglio subito sgombrare il campo da eventuali strumentalizzazioni ed incomprensioni giacché la mia attuale posizione processuale è nota a tutti, mentre quel che non tutti sanno è che provengo da una famiglia proletaria con una mamma ex operaia di fabbrica nonché attivista sindacale.

Fatta questa opportuna premessa, voglio anch’io esprimere il mio pensiero su chi ritengo essere tra i primi traditori del lavoro e dei lavoratori italiani, ovvero su quel Maurizio Landini attuale segretario generale della Cgil e del quale mi rammarico per non averlo potuto guardare negli occhi durante i noti fatti accaduti a margine della manifestazione del 9 Ottobre 2021, dove noi tutti ne avevamo reclamato a  gran voce la presenza per dar conto dell’infamia che sarebbe stata perpetrata di lì a poco con l’introduzione del c.d. “green pass”.

Ad onor del vero in questa davvero poco onorevole storia il primo nome da citare è quello del capo della Cisl, quel Luigi Sbarra che già a luglio di un anno fa non si fece scrupolo alcuno nel dichiarare come il suo Sindacato chiedesse al premier Draghi di introdurre – ed anche al più presto – l’obbligo vaccinale per TUTTI i lavoratori, un’autentica aberrazione rispetto a quel che (furono) quei principi che portarono a garanzie come la legge 300 del 1970, comunemente definita come “Statuto dei Lavoratori”. 

Una legge che, detto per inciso, tra le sue lungimiranti disposizioni vieta espressamente di sorvegliare i dipendenti attraverso telecamere, figurarsi perciò l’assoggettarli all’esibizione di una tessera che ne attesti un trattamento medico sperimentale in nome di una “pandemia” che – come oggi i dati tragicamente ci confermano – andava contrastata e curata con tutt’altri trattamenti medici, oltre che con tutt’altra responsabile risposta da parte della classe medica.

Ma se Sbarra che per primo mostrò l’ormai lampante collusione dei tre maggiori Sindacati (RSU) con gli attuali interessi globalisti, nonché disgustoso asservimento al nuovo “padrone” dell’Italia, è stato poi Landini a riprenderne in toto i concetti facendoli presto suoi, tanto che nei suoi stessi comizi, quelli sempre ricchi di bandiere e palloncini che poi entrano anch’essi nel computo dei partecipanti vista la sempre maggior assenza dei lavoratori alle loro “adunate”, il capo della Cgil ha apertamente e sfacciatamente parlato di introduzione del “nuovo ordine mondiale” alla stregua di un tecnocrate d’assalto, in un chiaro messaggio che ai lavoratori deve più o meno suonare così: siete perciò in qualsiasi momento etnicamente, tecnologicamente ed economicamente sostituibili.

Il tutto contornato da un’enfasi oratoria abilmente artefatta, ma che poi lo ha mostrato solo come tragicomica controfigura di un Giuseppe Di Vittorio o di Giovanni Lama dei quale (molto indegnamente) ne occupa oggi il ruolo.

Che dire poi di come Landini abbia saputo sfruttare ad arte l’assist fornitogli dagli evitabilissimi disordini avvenuti in viale del Muro Torto?

Figurarsi, già in quei minuti avevo immaginato i titoloni dei giornali del giorno dopo, fandonie assolute sul tipo “Assalto fascista alla Cgil”, cosa che poi è immancabilmente avvenuta e della quale il personaggio di cui sopra si è fatto sdegnato denunciante verso la “società civile”, mentre lui e tutti quelli come lui si sono ben guardati dal porsi quantomeno una domanda sul perché una sede di Sindacato sia stata temporaneamente invasa da alcuni arrabbiati, a ben un secolo di distanza da quel 1921 di sanguinosi tumulti sociali che avvenirono in un’Italia totalmente differente rispetto a quella di oggi.

Eh sì, perché se una responsabilità va ascritta a quei fatti non bisogna confinarla ai soli meri “esecutori” (che hanno sicuramente quella materiale), bensì va ricercata anche in quella politica poiché lo sanno tutti che con la ferma opposizione delle RSU l’infame tessera verde sarebbe nata e poi morta in appena un quarto d’ora d’insulsa esistenza.

Ma loro no, non ci hanno neppure pensato a tutelare finanche i loro stessi tesserati, è così è avvenuto che il Covid ha comunque continuato a disseminare contagi in numero impressionante quanto imbarazzante in tutti i posti di lavoro, mentre a migliaia e migliaia di padri e madri di famiglia è stato tolto lo stipendio ed addirittura provocato il licenziamento, nel più sfacciato dispregio delle tutele costituzionalmente garantite.

Da notare poi come nella settimana seguente ai fatti di cui sopra, i Cobas e gli altri lavoratori che fanno capo alla FISI abbiano fatto sentire la propria voce in diverse parti d’Italia contro il “green pass”, salvo poi essere materialmente aggrediti da alcune “squadracce” non meglio identificate (Digos dov’eri!?) che li hanno spintonati in malo modo e che hanno loro strappato persinocartelli e striscioni. 

Difficile credere che il Sig. Landini non immaginasse chi fossero costoro, ma per non sbagliare ha comunque preferito smarcarsi dalla scomoda circostanza senza nemmeno profferire una mezza parola di condanna, e tant’è stato nel mutismo corrotto e colpevole del mainstream di regime.

Sul quanto poi sia remunerato un tradimento di tali proporzioni all’ineffabile Segretario Generale di cui sopra neppure mi esprimo, perché già basta lo scandaloso aumento stipendiale che un suo altrettanto ineffabile collega si era intestato presso la Cisl (oltre 366.000 euro per il solo 2011), a fronte di salari di comuni cittadini che sono però in perenne ritardo rispetto al costo della vita e con un potere d’acquisto che, dunque, si riduce a vista d’occhio e di tasca.

La crisi ideologica (oltre che di iscritti) che sta percuotendo tutte le RSU è però oltremodo palpabile, e non basta più gettare l’amo su cui è infilzata la classica esca di risibili aumenti salariali quando dietro la politica sindacale italiana si sono già mostrate le più terrificanti ombre del potere tecnocratico-globalista.

Per questo tale Segretario Generale si sarà sicuramente predisposto un “piano B” che in futuro lo poterà probabilmente sugli scranni del Parlamento, rigorosamente in area PD per conto del quale ha fatto sinora il lavoro sporco unitamente ai vergognosi Ordini di categoria che si sono invece occupati dei professionisti. 

Come appartenente al Popolo e come lavoratrice, per gente come Landini non posso perciò che provare il più profondo disprezzo; un disprezzo che le seguenti parole scritte dal sommo Dante Alighieri meglio di tutti ne possono apostrofare l’essere: 

“Omai, diss’io, non vuò che più favelle, malvagio traditor, ch’ha la tua onta io poterò vere novelle”.

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