Il rombo dei trattori contro il globalismo

Giuliano Castellino

I trattori che invadono le strade sono l’epifenomeno di un disagio socio-economico reale, che interroga sia la destra finto sovranista sia la sinistra ambientalista.
Uno schiaffo a tutto il globalismo, all’agenda di Davos, all’imperialismo della Nato e all’usura dell’Unione europea.

La protesta degli agricoltori a Bruxelles, è un doppio schiaffo in faccia alle ipocrisie della politica contemporanea.
Ormai lavoratori e popolo hanno compreso che destra e sinistra sono le due facce della stessa medaglia.

Allevatori e contadini, supportati dai cittadini, che invadono le strade coi trattori, mettono a ferro e fuoco la capitale belga, incendiano copertoni, abbattono le statue dei filantropi dell’800, tirano uova e rovesciano letame davanti al Parlamento, sono l’epifenomeno di un disagio socio-economico reale, che attacca tutto il sistema e supera definitivamente il 900!

Le uniche bandiere presenti sono quelle nazionali, come a fotografare uno scontro tra popoli e nazioni contro l’Ue.

Questa dei trattori non è solo una mobilitazione di categoria, ma è un fronte della resistenza antiglobalista che dal 2020 si oppone a tutta l’agenda di Davos e alle guerre occidentali.

Dal 2020 le piazze d’Italia e d’Europa sono in rivolta.
Prima contro la dittatura sanitaria, poi contro le guerre della Nato, poi per la Palestina, oggi contro Bruxelles e la tirannia green.

Il sistema trema.
Si innalzano le bandire delle patrie e dei popoli in lotta contro il globalismo!

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