Il Natale di un padre e di un lavoratore

Dario Sponilli

La “sproporzione” di un azione non si può quantificare a freddo, va valutata secondo il clima di quel periodo.

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, ma mettici pure che la proporzionalità è scaturita da una sopportazione arrivata al limite, dove libertà e lavoro erano sul piatto della bilancia e dall’altra parte un green pass.

(Ovviamente parlo di chi ancora non si schiera con i combattenti della libertà del 9 ottobre)

Abbiamo passato le notti a guardare il soffitto e cercare la soluzione a qualcosa che ti metteva all angolo del ring, facendo crollare ogni sicurezza.

Quando i tuoi figli ti guardano, e con lo sguardo ti chiedono “e mo che succede? Che facciamo?”, ecco lì non sai cosa rispondere, perché quando il mainstream cerca di convincerti che un ipotetico virus ti colpisce dopo le 20,00 o se sei seduto piuttosto che in piedi, lì capisci che ti stanno prendendo in giro e stanno applicando con la forza un obbligo.

In quei giorni se qualcuno avesse avuto il coraggio di difendere i propri familiari, sarebbe sceso in strada a fare la rivoluzione, perché il motivo era valido.

Oggi non si può fare un analisi a freddo, non ci sono più i presupposti.

Ma io sto sempre con chi si è schierato e ha pagato!

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