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Celeste Impero. Un Cardinale In Tribunale

CELESTE IMPERO. UN CARDINALE IN TRIBUNALE. IMBARAZZO E SILENZIO.
RINVIATO A HONG KONG IL PROCESSO AL CARDINAL ZEN. FLASH MOB DI FEDELI DAVANTI SAN PIETRO. SARA’ SACRIFICATO ALLA RAGIONE DI STATO ? LA SANTA SEDE VERSO IL RINNOVO DELL’ACCORDO RELIGIOSO CON LA CINA IN MATERIA DI NOMINA DEI VESCOVI.

Doveva cominciare il 19 settembre 2022 e invece comincerà il 26 il processo “politico” versus Joseph Zen, 90 anni, oppositore del potere oppressivo comunista imperante a Hong Kong e rinviato per Covid. Arrestato, poi liberato su cauzione, il cardinale Zen verrà in ogni caso, processato per “cospirazione” in base alla legge sulla sicurezza nazionale vigente nell’ex protettore inglese dal 1997 ritornato sotto la “protezione” della Repubblica popolare cinese.

Il rinvio non sposta la tabellina di marcia del Celeste Impero che dopo il processo, annovera il mese successivo, il rinnovo dell’accordo “pastorale” tra Santa Sede e Cina, firmato proprio in ottobre dell’anno di grazia 2018, 4719 per il calendario cinese e riguardante non solo la “spinosa” nomina dei vescovi ma anche di 12 milioni di cattolici, divisi tra Chiesa clandestina e associazione patriottica (anch’essa denominata sic !, cattolica) di fatto filo-comunista, i quali, appunto vorrebbero avere l’ultima parola sulla “investitura” del pastori del gregge.

Tornando al Nostro. Il processo metterà in crisi questo accordo o rinnovo? A parte le classiche parole “rituali” diplomatiche di profonda preoccupazione, la Santa Sede continua a ripetere che il lavoro della Commissione bilaterale sino- vaticano deve procedere, ma con “ritocchi”. Capire la Cina – ha detto il Segretario di Stato: “è una cosa gigante”. Il che, fuori da linguaggi curiali e punte di stilo, lascia presagire l’abbandono al suo destino del porporato, salvo assoluzione e gioco al ribasso per la fazione cinese fedele a Pietro. Se condannato, resterebbe una macchia verso questo “leale figlio della Chiesa” come lo ha definito, una berretta rossa. Un attestato che rimane poco incisivo. Sempre meglio però del “mutismo” assoluto e correo dell’associazionismo cattolico – leggi Sant’Egidio – sempre pronto e in cammino per Assisi ma non per Zen.

Cosa resta, allora? Sicuramente l’umiliazione di una Chiesa perseguitata e impotente, come testimonia il Nicaragua o Cuba. Dall’impotenza diplomatica, segnali di riscossa. Il sito cronache cielo e terra, rende nota una iniziativa lodevole e, di questi tempi, coraggiosa. Un gruppo di cattolici ha rotto il muro dell’omertà ed ha voluto dimostrare affetto e vicinanza a Zen, esponendo uno striscione davanti a San Pietro con questo messaggio: “Cardinale Zen, il popolo di Dio è con te”. Chissà se Francesco, così sensibile alla parole Popolo, ne trarrà almeno qualche dubbio sulla scelta e bontà dello scellerato patto.

Antonello Cavallotto

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