• Giuliano Castellino

VIGANÒ CONTRO BERGOGLIO E L'ACCORDO CON LA CINA, IL VATICANO CONTRO POMPEO

VIGANÒ CONTRO BERGOGLIO E L'ACCORDO CON LA CINA, IL VATICANO CONTRO POMPEO


L'Arcivescovo Viganò contro l'accordo Santa Sede-Cina: "Tradisce la missione della Chiesa".

E sposa l'appello del Segretario di Stato Usa Mike Pompeo.

Dallo scandalo McCarrick all'enciclica "Fratelli tutti", Monsignore attacca papa Francesco.


di Giuliano Castellino


Il Vaticano chiude la porta a Pompeo e gela i rapporti tra Santa Sede e Stati Uniti: "Bene ha fatto il Segretario di Stato Pompeo a censurare il rinnovo dell'accordo segreto stipulato tra Bergoglio e Xi Jinping"', a parlare è Monsignor Carlo Maria Viganò, che ancora una volta lo fa senza peli sulla lingua.


L'ex Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, personalità di indubbio spessore della Chiesa e oggi considerato molto vicino a Trump, non nasconde il suo sdegno per i negoziati in corso fra Cina e Santa Sede, volti a rinnovare dopo due anni l'accordo sulle nomine dei vescovi, di fatto da "concordare" con il Partito Comunista Cinese.


Le parole di Viganò sono un vero e proprio endorsement alle parole di Mike Pompeo, che in un intervento sul sito conservatore First Things aveva condannato il rinnovo dell'accordo, lanciando un appello per annullarlo.


Pompeo era atteso a Roma domani, ma il Vaticano sembra aver annullato incontro e visita, di fatto schierandosi a difesa del rapporto con la Cina e gelando quello con gli Stati Uniti di Trump.


Questo il duro attacco di Viganò: "Aberrante l'atteggiamento vaticano, il tradimento della missione della Chiesa, l'abbandono della Comunità cattolica cinese per bieco calcolo politico, l’allineamento al pensiero unico".


Non è certo il primo "siluro" contro Bergoglio, l'Arcivescovo non ha mai nascosto profonde e radicali perplessità sul suo pontificato.


Negli ultimi due anni, infatti, dopo che nel 2018 ne aveva auspicato l'abdicazione pubblicando un dossier relativo alla condotta scandalosa dell'ex arcivescovo di Washington Dc Theodore McCarrick, accusato di abusi sessuali e ridotto allo stato laicale nel 2019, non gli ha mai fatto sconti.


Ecco le argomentazioni della sua ultima offensiva: "Se pensiamo che tra le personalità che si occuparono dell’elaborazione dell'accordo tra la Santa Sede e il Partito comunista cinese vi fu l'allora Cardinale McCarrick, su incarico di Bergoglio, si comprende anche il motivo per cui gli atti del processo canonico che ha portato alla riduzione allo stato laicale del potente prelato rimangano coperti dal segreto. In entrambi i casi, un'operazione di trasparenza e di verità è urgente e dovuta, perché sono in gioco l'onore e l'autorevolezza morale della Chiesa Cattolica dinanzi al mondo".


Per Viganò "non si comprende perché un accordo presentato come assolutamente limpido e privo di punti oscuri sia stato secretato e non possa esser letto nemmeno dal benemerito Cardinale cinese, Joseph Zen".


L'ex Nunzio Apostolico, contraddicendo sia la Cei che il suo quotidiano Avvenire, ha giudicato perfettamente legittima la richiesta di Pompeo.

Non solo, non le ha certamente mandate a dire al pontefice argentino: "Se Bergoglio può impunemente affermare che Trump non è cristiano, evocando i fantasmi del nazismo e del populismo, per quale motivo il Segretario di Stato americano, con un obiettivo più che lecito di sicurezza internazionale, non avrebbe il diritto di esprimere il suo giudizio sulle connivenze della Santa Sede nei riguardi della più feroce – ma anche più potente ed influente che mai – dittatura comunista?”.


E ha aggiunto: "Per quale motivo il Vaticano, che tace dinanzi all'appoggio all'aborto da parte dei democratici e alla violazione dei più elementari diritti in Cina, considera un'indebita ingerenza quella dell'amministrazione Trump in un accordo che ha evidenti ripercussioni sugli equilibri politici internazionali?".


Non è certo un segreto che negli USA, fra i cattolici più seri non certo tra gli abortisti alla Biden, Viganò sia ormai un punto di riferimento e lo stesso Trump ne apprezza le pubbliche uscite.


La dura critica del Segretario di Stato ed ex capo della Cia all'accordo Cina-Santa Sede, sostiene inoltre Viganò, rientra in una lettura ampia che Trump fa dell'operato di Francesco, che vede nel Vaticano un supporto aperto alla corsa di Joe Biden per la Casa Bianca: "Gli Stati Uniti vedono i vertici ed i centri di influenza culturale della Chiesa Cattolica americana schierati spudoratamente a favore del candidato democratico e in genere di tutto l'apparato che in questi decenni si è andato consolidando all’interno dell’amministrazione pubblica. Il deep State, nemico giurato di Trump, è affiancato da una deep church che non risparmia critiche e accuse al Presidente in carica, mentre ammicca indecorosamente a Biden e ai Blm, seguendo pedissequamente la narrazione imposta dal mainstream. Poco importa che Trump sia dichiaratamente pro-life e che difenda quei principi non negoziabili cui hanno rinunciato i democratici. L'importante è trasformare la Chiesa Cattolica nel braccio spirituale del Nuovo Ordine Mondiale, al fine di avere un imprimatur da parte della massima autorità morale al mondo. Cosa impossibile con Benedetto XVI".


Parole e posizioni durissime quelle di Viganò, che ha parlato duramente anche contro il clero italiano: "In Italia vedo il volto più autentico di quella stessa "deep church" nei gesuiti, che per la prima volta nella loro storia esprimono un loro esponente al soglio petrino. Cercare nell'azione recente della Compagnia di Gesù una qualche coerenza con ciò che essa fu nelle intenzioni di Sant'Ignazio di Loyola è opera ardua se non impossibile, al punto da rendere improvvida, col senno di poi, la ricostituzione dell'Ordine nel 1814 dopo la sua soppressione decisa da Clemente XIV nel 1773. Determinante è stato il ruolo dei gesuiti nel processo di dissoluzione e di autodemolizione cui è sottoposto l’intero corpo ecclesiale. Sono loro i più accorti tessitori delle interlocuzioni con il governo cinese. La vicinanza ideologica della Compagnia di Gesù a movimenti rivoluzionari di sinistra risale ai prodromi del Sessantotto, di cui il Vaticano II pose le basi ideologiche e che trovarono nella Teologia della Liberazione la loro massima espressione, dopo aver espunto dai documenti preparatori del Concilio la condanna del Comunismo".


Ha poi aggiunto sempre a proposito dell’Italia: "Vedere Prodi e Gentiloni assieme a padre Spadaro per la presentazione del saggio "Nell’anima della Cina" non deve scandalizzare: essi sono l'espressione di quel deprecabile "cattolicesimo adulto" che ignora la doverosa coerenza dei Cattolici in politica auspicata da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, ma che tiene insieme l'eterogeneo bestiario del progressismo in nome dell'ambientalismo malthusiano, dell'accoglienza indiscriminata degli immigrati, della teoria gender e dell'indifferentismo religioso sancito dalla Dichiarazione di Abu Dhabi".


"La svolta antropocentrica e la svolta green della chiesa bergogliana, segnate da due appuntamenti imminenti, "Il Convegno di Assisi – Economy of Francesco – e la prossima Enciclica ‘Fratelli tutti’, non sarebbero altro se non un assist alle istanze ambientaliste e immigrazioniste dell'agenda globalista".


Purtroppo, il fronte filo cinese, globalista, vicino al deep state e al nuovo ordine mondiale è ben più esteso: "A Prodi e Gentiloni in Italia – e potremmo dire anche al Premier Conte, vista la sua provenienza e la sua formazione –, sul versante americano fanno pendant personaggi sedicenti cattolici come Joe Biden, Nancy Pelosi e Andrew Cuomo: tutti orgogliosamente sostenitori dell'aborto e dell'indottrinamento gender, e tutti fieramente favorevoli ai movimenti Antifa e Black Lives Matter, che stanno mettendo a ferro e a fuoco intere città.


Ma il ruolo dell'Italia cattocomunista non è da trascurare, precisa a questo proposito Viganò:

"Nel contesto geopolitico internazionale il ruolo dell'Italia può apparire per certi versi marginale: in realtà essa è un laboratorio nel quale sono compiuti quegli esperimenti di ingegneria sociale che l'agenda globalista intende estendere a tutti i governi nell'arco dei prossimi dieci anni. E questo avviene sia in campo politico ed economico, sia in campo religioso".


L'analisi e gli attacchi a 360 gradi di Viganò sono lucidi e hanno, tra gli altri meriti, quello notevolissimo di individuare perfettamente i due schieramenti oggi in campo: da una parte il mondialismo, l'Oms, il nuovo ordine mondiale ed il deep State, supportati da Bergoglio e dall'internazionale afro-democratica-cinese, dall'antifascismo e dal verbo immigrazionista, dall'altra popoli e nazioni in lotta per la libertà, la sovranità e l'indipendenza, forti del cemento identitario e tradizionale, che sognano una Chiesa come quella di sempre, non venduta a Soros, Gates e i Clinton, non umiliata a fare da megafono delle istanze dei suoi stessi nemici.



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