• Giuliano Castellino

UN POPOLO UMILIATO DA MASCHERINE, VELI E RISCATTI. SILVIA ROMANO CAMBIA NOME IN AISHA...


UN POPOLO UMILIATO DA MASCHERINE, VELI E RISCATTI. SILVIA ROMANO CAMBIA NOME IN AISHA E L'ITALIA ANCORA IN GINOCCHIO! di Adriano da Pozzo Gli Al Shebaab sono dei terroristi jihadisti (wahabiti) operativi in Somalia e all'occorrenza in alcune aree dell'Africa centro-orientale. Sopravvivono di rapimenti di ostaggi, ruberie per mare e taglieggiamenti sui container che sostano al porto: le guerre costano e tutto serve a far cassa. Tramite i sequestri di occidentali Al Qaeda, alla quale Al Shebaab è affiliata, incamera decine di milioni l'anno, tant'è che gli occidentali hanno praticamente una taglia sopra la testa che varia solitamente da uno o due milioni di euro. (Tanto che gli stessi Stati occidentali hanno un fondo per pagamento di riscatti!) Non bastasse questo della storia di Silvia Romano ad umiliarci, c'è che la trattativa l'hanno gestita i turchi, molto attivi e presenti sul territorio, per cui non solo non abbiamo forze speciali che possano risolvere queste situazioni con un blitz militare, ma neanche una "intelligence" che possa arrivare a crearsi i contatti da sola (eh sì che in Somalia per logica dovremmo anche avere delle corsie preferenziali). Una storia questa che mette ancora più a repentaglio gli italiani che vivono e lavorano in loco, monitorati maggiormente dai terroristi perché l'Italia paga senza batter ciglio. Abbiamo infatti una lunga trafila di pagamenti verso i terroristi (sono quasi 200 gli ostaggi italiani rapiti all'estero negli ultimi anni) che ci rendono il bancomat preferito dei terroristi. Per ogni Silvia liberata ne mettiamo subito un'altra a rischio e se oggi abbiamo pagato 4, domani dovremmo pagare certamente di più. Se proprio non vogliamo o non possiamo comportarci come gli altri (esempio, i francesi nel gennaio 2013 in Somalia fecero un blitz con le forze speciali) almeno blocchiamo "burocraticamente" a monte la partenza di queste persone: "vuoi andare a fare la volontaria in Somalia? Non puoi, c'è rischio rapimento, se proprio vuoi fare volontariato fallo qui in Italia, eccoti la lista di tutti quelli che hanno bisogno". Se non possiamo fare neanche così allora significa che siamo finanziatori sempre più consapevoli dei terroristi di tutto il mondo. Altrimenti potremmo fare come il Giappone, dove dice ai "volontari" che ogni eventuale spesa affrontata dallo Stato sarà poi addebitata al cittadino liberato. In Italia non partirebbe più nessuno! Ormai siamo il paese della barzelletta: i somali rapiscono queste viziate radical chic partite in cerca di emozioni, i turchi fanno da "mafiosi", le "comunistelle" convertire all'islam - non solo vengono liberate grazie ai soldi degli italiane - ma tornano mascherate da islamiche, convertite e con il nome cambiato. Se la fu Silvia Romano, tanto amante della Somalia, oggi Aisha e convertita all'Islam, stava così bene con i suoi sequestratori, tanto da abbracciare volontariamente la loro fede (forse anche altro visto che ha dovuto smentire eventuali gravidanze) e i loro costumi, perchè non l'abbiamo lasciata in Africa e speso il denaro del riscatto (SOLDI PUBBLICI) per aiutare i commercianti italiani in crisi?

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