• Giuliano Castellino

UN POPOLO SORVEGLIATO E DI SORVEGLIANTI, CON LA MUSERUOLA. IN ARRIVO 60.000 KAPO'!




UN POPOLO SORVEGLIATO, CON LA MUSERUOLA, TRASFORMATO IN SORVEGLIANTI E DELATORI. IN ARRIVO 60.000 KAPO'


di Giuliano Castellino


UN POPOLO SORVEGLIATO, CON LA MUSERUOLA, TRASFORMATO IN SORVEGLIANTI E DELATORI.

IN ARRIVO 60.000 KAPO'!

Fase 2, lo Stato recluta 60 mila assistenti civici per vigilare sulle norme anticontagio.


Non bastavano multe e posti di blocchi, città militarizzate e vivere sotto il ricatto degli arresti di massa, la dittatura sanitaria, dopo averci obbligati alla museruola, ci sta trasformando in un popolo di sorvegliati e sorveglianti.


Già sono stati rinominati i controllori della Fase 2: assistenti civici che avranno il compito di aiutare e vigilare sul rispetto delle norme anti contagio da coronavirus.

Dei veri e propri kapò!


Il governo sta pensando reclutarne 60 mila e in settimana sarà lanciato il bando rivolto "a inoccupati, a chi non ha vincoli lavorativi, anche percettori di reddito di cittadinanza o chi usufruisce di ammortizzatori sociali".

Una nuova truppa di delatori, spioni e controllori, pronti a scagliarsi contro il popolo.


Dovranno dare una mano a sbirri vari a far rispettare il distanziamento sociale nei parchi, nelle spiagge e nei locali.

Con questi obiettivi i sindaci vogliono arruolare volontari maggiorenni, purché siano disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza o di ammortizzatori sociali.


Come faceva quel coro? "La disoccupazione ti ha dato un bel mestiere..."


Così sotto dittatura sanitaria nasce una nuova figura professionale a tempo, vecchia come la storia, quella della spia, chiamata "assistente civico".


I 60 mila saranno coordinati dalla Protezione Civile che indicherà alle Regioni le disponibilità su tutto il territorio nazionale e verranno impiegati dai sindaci per le attività repressive.


I kapò presteranno il loro "supporto" a titolo gratuito sino ad un massimo di tre giorni a settimana, e per non più di 16 ore settimanali, sulla base delle indicazioni fornite da ciascun Comune nel quale operano.

Saranno coperti dall'Inail in caso di infortuni e avranno una polizza assicurativa di responsabilità civile verso terzi in caso di eventi che lo richiedano.

Saranno poi ben riconoscibili dai cittadini perché indosseranno una casacca o un fratino con dietro la scritta "assistente civico" e davanti il logo della Protezione civile nazionale, dell'Anci e del Comune in cui prestano il servizio.

Un altro "esercito di nemici del popolo" pronti a soffocare gli italiani, come se non bastassero i migliaia di agenti impegnati a multare e reprimere i connazionali.

Mentre non arrivano le casse integrazioni i soldi per le nuove divise, le assicurazioni e l'Inail per spioni e controllori lo Stato li trova sempre.


Oltre mezzo secolo fa, l'intellettuale comunista Pier Paolo Pasolini, riferendosi agli scontri di Valle Giulia, affermava che i poliziotti erano dei proletari che venivano aggrediti da figli di papà della borghesia romana.


Non sappiamo se la fotografia di allora fosse questa, ma sappiamo con certezza che oggi è totalmente stravolta.


Le polizie italiane oggi non sono al servizio dei cittadini, nè a loro difesa o tutela, ma sono al servizio di uno Stato - da tempo svuotato della sua legittimità costituzionale - che ha calpestato ogni diritto e ogni libertà.


Dietro la pandemia e l'emergenza Covid, in Italia si è instaurata una vera dittatura sanitaria. Tirannia feroce, che oltre al terrorismo mediatico, spesso privo di riscontri obiettivi, si è servita di tutte le polizie, da quelle locali all'esercito.

Oggi anche di 60.000 kapò!





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