• Giuliano Castellino

UN ALTRO LOCKDOWN! CONTRO IL NATALE, IL POPOLO, LA LIBERTÀ. ODIANO L'ITALIA E GLI ITALIANI

UN ALTRO LOCKDOWN!

CONTRO IL NATALE, IL POPOLO, LA LIBERTÀ.

ODIANO L'ITALIA E GLI ITALIANI.

ODIANO LA NOSTRA FEDE E LE NOSTRI RADICI, CANCELLANO TRADIZIONE E FUTURO.

ODIANO IL LAVORO E LE PARTITE IVA,

ODIANO LE CATEGORIE E I PRECARI.


ULTIMA OFFENSIVA PRIMA DELLA VACCINAZIONE DI MASSA.

L'OFFENSIVA GLOBALISTA SEMBRA NON CONOSCERE FRENI.


Lockdown natalizio per 8 giorni.

Vogliono portare tutta l’Italia in zona rossa dal 24 al 27 dicembre e dal 31 al 3 gennaio,

È il compromesso tra Conte e i rigoristi Speranza e Franceschini.

Alla fine ci sono anche il sì di Iv e delle Lega.

Il lockdown di Natale durerà otto giorni: dal 24 al 27 dicembre, dal 31 dicembre al 3 gennaio.

Chiusi ristoranti e bar.

Chiusi i negozi.

Vietati i movimenti non essenziali, anche all’interno del comune di residenza.

Obbligo di autocertificazione e controlli per strada.

Bandite feste e cenoni, ma anche il pranzo fuori dal proprio nucleo convivente.

Con due deroghe, comunque stringenti: è possibile allargare gli incontri di famiglia al massimo a due “congiunti stretti”, ad esempio genitori anziani, con la raccomandazione della mascherina.


E sarà consentito celebrare le messe solo rispettando alcuni limiti orari già in vigore per il coprifuoco.


Sembrerebbero esclusi dal giro di vite, invece, le date feriali del 28, 29 e 30 dicembre.


di Giuliano Castellino


È un compromesso il nuovo DPCM in arrivo nelle prossime ore, che attende l'ormai scontato appoggio anche di Renzi e Salvini.


Infatti dopo un po' di braccio di ferro anche Iv e Lega sono favorevoli alla linea dura.


A rischio anche la riapertura della scuola il 7 gennaio,


Un compromesso, ma comunque al rialzo per i rigoristi, che si scontrano per cinque infinite ore con l’avvocato Conte, ad oggi unico ostile alla zona rossa, ostile a un blocco lungo del Paese, ostile pure a nuovi limiti per fermare il previsto esodo del 19-20 dicembre.


I "tiranni" parlano di una media di decessi pari a più di 600 morti al giorno e di contagi in risalita, parlano anche di allarme, nel mondo, altissimo, peccato che i numeri sono perfettamente in media con quelli degli altri anni.


Per questo, le richieste/ordini di Roberto Speranza, Dario Franceschini e Francesco Boccia – supportati dai 5S - sono quelli di bloccare tutto dal 21 dicembre al 6 gennaio, o quantomeno dal 24 al 6.


Lo scontro è stato con Conte che ha tentato di opporsi, strenuamente o apparentemente, ma senza grandi risultati. Ormai non si capiscono più le folli mosse di questi criminali in doppio petto, che calpestano diritti, Costituzione, le loro stesse leggi e ogni forma di identità, comunità e socialità.


Il "cinese" non voleva un lockdown di due settimane.

Sul tavolo sono finiti ragioni e toni degli scontri più duri: la responsabilità pesante da assumersi di fronte al Paese, cosa che preoccupa Conte, gli ospedali al collasso, la solita scusa dei "sanitari", l’impossibilità di curare tutti i malati a cui servono le terapie intensive, il rischio di complicare la campagna vaccinale, la necessità di non riaprire le scuole in presenza il 7 gennaio, ma anche crisi economica e rabbia sociale.


Tutto il contrario di tutto.

Un valzer che alla fine ha di fatto visto il trionfo dei dittatori.


Si ipotizzano addirittura controlli nelle case: «Abbiamo il dovere di intervenire oggi senza esitazioni – è la linea Maginot di Franceschini - per salvare vite umane domani».

Ormai siamo al delirio!


Alla fine, si è raggiunta un'intesa, che sembrerebbe avere anche l'ok dei due Matteo, Renzi e Salvini.


E il capo dell’esecutivo è costretto ad accettare vacanze di Natale per lo più in lockdown.


La zona rossa varrà per otto giorni, mentre per il resto delle feste dovrebbero restare in vigore le regole dell’area gialla: ristoranti aperti a pranzo, negozi tutto il giorno, coprifuoco alle 22.


Dovrebbero, perché i rigoristi premono per prevedere in quelle date una zona arancione, con limiti alla circolazione extra comunale.


Il punto di svolta della trattativa, però, è stato l'incontro del mattino: Speranza e Boccia, dopo aver sondati i governatori, parlando di terza terza ondata, hanno incassato un sostegno bipartisan, dal leghista veneto Luca Zaia, dal friulano Max Fedriga, fino al capo del Pd Nicola Zingaretti e lo sceriffo Vincenzo De Luca.


Contrario è solo stato Giovanni Toti.


Una trasversalità che è diventata carta vincente dei due ministri, al tavolo con Conte.

Infatti in serata, tutti i presidenti di Regione della Lega, dopo un summit con Salvini, invocando ristori totali e criticano gli zig zag decisionali dell’esecutivo - tanto per recitare la parte - hanno assicurato il consenso alle misure necessarie per il lockdown di Natale.


Dopo mesi di limitazioni, DPCM e coprifuoco, dopo che ci avevano imposto tirannia e repressione per salvare il Natale, ecco l'offensiva finale.


Un'offensiva pesantissima che attacca fede, tradizioni, famiglie e lavoro, i pilastri della nostra Civiltà, le basi delle nostre libertà.


In attesa della vaccinazione di massa questo è un attacco feroce, l'ulteriore, al popolo italiano.


Un attacco possibile solo grazie allo Stato di Polizia e al terrorismo mediatico.

Agenti e giornalisti sono le loro armi più letali e efficenti.

I primi controllano, multano (denunciano e arrestano) e reprimono senza esitare mai ad ordini infami, anzi gonfiandosi il petto di fronte a così tanta autorità, i secondi lavano il cervello degli italiani e li bombardano ogni giorno con menzogne e falsità.


Altro che Orwell 1984, questa è l'Italia 2020/2021 ecc...



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