• Giuliano Castellino

SONO LACRIME DI SANGUE, ALTRO CHE QUELLE DELLA BELLANOVA. PLEBE E SCHIAVITU' NEL FUTURO DELL'ITALIA



SONO LACRIME DI SANGUE, ALTRO CHE QUELLE DELLA BELLANOVA. PLEBE E SCHIAVITU' NEL FUTURO DELL'ITALIA SOTTO DITTATURA di Daniele Trabucco (Costituzionalista) É giusta la regolarizzazione di 500.000 migranti irregolari al fine di dare loro un'occupazione e, in questo modo, farli emergere dall'illegalitá? Io ritengo sia corretto e doveroso assicurare il lavoro ad ogni donna e uomo di questo Paese perché senza lo svolgimento di un'attivitá lavorativa non c'é dignitá, ma solo assistenzialismo. E questo, in molti casi (non in tutti) anestetizza le menti e la loro capacitá creativa, trasforma un diritto temporaneo in una pretesa/dovere verso lo Stato chiamato, in primo luogo, a promuovere le condizioni di accesso al lavoro. Ora, si istituiscono i navigator, ma al contempo manca una banca dati per favorire l'incontro tra domanda ed offerta a cui si aggiunge, per effetto del decreto-legge n. 18/2020, il divieto per i precettori del reddito di cittadinanza di non accettare un lavoro fuori dal proprio Comune di residenza. Eppure il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, all' art. 1, comma 2, lett. a) consente spostamenti per "esigenze lavorative" in tutti gli altri casi. Pertanto, la c.d. sanatoria dei migranti non solo non tiene conto di una forza/lavoro giá disponibile, ma altro non é che un' operazione ove, per decreto-legge, si trasforma una situazione di illegalitá in una legale. É la degenerazione del potere politico sempre piú creativo e sempre meno ordinatore che dá un segnale molto negativo, lasciando intendere che l'Italia é il Paese in cui, in nome di un filantropismo politico e potenzialmente elettorale in futuro, chi entra illegamente nel territorio nazionale, ovvero non avendo titolo per rimanervi, puó trovare una legittimazione ex post della sua situazione. In tutta questa vicenda, dimentichiamo la grande assente nel dibattito "lacrimoso" è la legge ordinaria dello Stato n. 199/2016. Inattuata in molti punti, soprattutto per quanto concerne lo sfruttamento del caporalato in agricoltura proprio nella parte in cui dovrebbe favorire l'incontro tra domanda e offerta e l'accoglienza dignitosa per i lavoratori stagionali, é rimasta completamente lettera morta. Il problema non sono i miliardi messi a disposizione: pochi quelli del decreto c.d. Cura Italia, prestiti quelli del decreto c.d. liquiditá, 55 quelli del decreto c.d. rilancio che producono ulteriore debito pubblico, bensí la di mancanza di una visione futura di quale Paese si vuole ricostruire. Aiutare tutti (?) non significa che imprese, famiglie e lavoratori riceveranno un aiuto adeguato alle loro esigenze, soprattutto quando la burocrazia, vero cancro italiano, la fa da padrone. A chi obietta che, fortunatamente, vi il Patto di stabilitá é sospeso, dimentica che il regolamento comunitario 07 luglio 1997, n. 1466, come modificato dal regolamento 08 novembre 2011, n. 1177, se da un lato un evento inconsueto, tale da comportare ripercussioni sulla finanza pubblica, non determina un intervento repressivo della Commissione europea, dall'altro la stessa normativa comunitaria derivata precisa come le deviazioni alla sostenibilitá del bilancio sono consentite a medio termine purché questa sia solo temporanea. La conseguenza? Un'ipoteca futura sui prossimi Governi costretti a varare manovre di bilancio lacrime e sangue con rapporto debito/Pil giá oggi al 155%. Altro che lacrimucce, questo é un mare di lacrime...

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