• Giuliano Castellino

SIAMO TUTTI DARIO MUSSO! SIAMO SOTTO DITTATURA SANITARIA, IMBAVAGLIATI E A RISCHIO TSO!


SIAMO TUTTI DARIO MUSSO! SIAMO SOTTO DITTATURA SANITARIA, IMBAVAGLIATI E SE OSIAMO PROTESTARE RISCHIAMO IL TSO. Molti di voi si staranno chiedendo chi è Dario Musso! Tranne qualche blog o giornale di contro-informazione, nessun media di regime ha dato spazio ieri alla storia - INCREDIBILE E DRAMMATICA - capitata al giovane manifestante di Ravanusa, costretto a un TSO per avere espresso una propria opinione, colpevole di aver gridato che in Italia non esiste nessuna pandemia. Per fortuna, nonostante bavaglie e mascherine, ancora c'è chi osa gridare la libertà e si oppone alla dittatura sanitaria in corso e tenta di diffondere il contro-virus della verità. Verità che deve essere raccontata, perchè purtroppo segna una delle pagine più brutte ed incivili della storia della Repubblica italiana. Cerchiamo di fare un pò di ordine. Il 2 maggio in provincia di Agrigento, un giovane trentenne, Dario Musso, dalla sua auto, con un megafono, in maniera assolutamente pacifica, ha iniziato ad urlare che il Coronavirus non esiste. "Non c’è nessuna pandemia, svegliatevi, andatevene a Roma a parlare la lingua di quello che pensate". Queste testualmente le sue parole. Parole che gli sono costate care, carissime. Dopo pochissimi minuti le locali forze di polizia hanno letteralmente accerchiato l'automobile del Musso, ordinando al ragazzo di scendere dalla macchina. La scena, surreale e di una violenza da dittatura sovietica è sotto agli occhi di tutti e da qualche giorno in giro sul web, perché ripresa dall'alto dalla videocamera di un cellulare. Dalle immagini, che potete trovare in rete, si nota che nessuna resistenza è stata effettuata dal giovane siciliano, nessuna violenza è stata esercitata da parte del solitario e pacifico manifestante. Eppure in pochissimi istanti Dario è stato buttato a terra, immobilizzato da numerosi poliziotti in divisa e sedato da medici in camice bianco. Avete capito bene, SEDATO DA MEDICI IN CAMICE BIANCO! Perchè quello che è successo nei giorni seguenti è un vero e proprio incubo! Che siamo venuti a conoscenza grazie all'avvocato Lillo Massimiliano Musso, fratello di Dario, che con grande tenacia e forza si è fatto portavoce di una famiglia sconvolta, scioccata, ferita. Questi gli avvenimenti di quei terribili giorni, raccontati dal legale-fratello: dopo il fermo Dario Musso - sottoposto a TSO - è ricoverato nella psichiatria dell'ospedale di Canicattì. Ai familiari non è dato conoscere i motivi del ricovero ed è impedito finanche di parlare al telefono col proprio congiunto. "Non abbiamo il cordless"; "il cordless c'è ma ora non è possibile"; "suo fratello sta dormendo", dicono nel migliore dei casi le voci che rispondono a quel telefono. Voci che parlano il linguaggio della vergogna, che fanno immaginare un accordo sottinteso e forse neanche troppo, tra poliziotti, magistrati e medici. Voci ostili che lasciano trapelare uno sconcertante accanimento verso il paziente e la sua famiglia. "Suo fratello è contenuto. È meglio che dorme." "Non sapete cosa ha combinato?" "Come lei ben sa se è avvocato…" Per oltre quattro giorni - QUATTRO GIORNI, RIPETIAMO, QUATTRO GIORNI! - inviti a "richiamare domani", squilli senza risposta, telefoni chiusi in faccia; il tutto in barba al diritto di comunicazione fissato dalla stessa legge n. 180 del 1978 istitutiva del TSO all'art. 1 confluito poi nell'art. 33 della legge n. 133 del 1978. Dopo una lunga odissea, la telefonata al fratello che Lillo Musso riesce a strappare lascia l'amaro in bocca. "Sono chiuso nelle mani e nelle braccia, non mi posso muovere", dice Dario riuscendo a farsi capire a malapena, legato e stordito dai farmaci (IN RETE GIRA L'AUDIO DELLA TELEFONATA, UN AUDIO CHE METTE I BRIVIDI!). Dopo sette giorni - UNA SETTIMANA - solamente ieri, Dario Musso è tornato a casa. Sette giorni; ma infiniti, giorni senza fine per i familiari di un ragazzo uscito di casa sano come un pesce, con la propria vettura, che mai ha avuto disturbi di nessuna natura, con la sola voglia di libertà e gridare che non voleva essere schiavo di tante menzogne! Questa la sua colpa, che ha pagato con il fermo, le botte, il TSO; con una interminabile settimana di tortura, di letto di contrizione, di legatura, di medicinali, di psicofarmici, di isooamneto totale! Ora il prossimo 4 giugno il Tribunale di Agrigento sarà chiamato a giudicare sul ricordo presentato avverso il provvedimento di TSO. Sarò importante seguire questa vicenda, stare vicino a Musso, alla sua famiglia e mostrargli tutta la nostra solidarietà. Perchè quello successo al giovane oppositore siciliano potrebbe essere un pericolosissimo precedente! Oggi in Italia non siamo più liberi, non possiamo più nè parlare, nè esprimere il nostro pensiero. Tutti rischiamo di finire in un reparto di psichiatria per averlo fatto. Per rimanere in tema di TSO, non è la prima volta che se ne parla. Nelle ultime settimane questo tipo di trattamento è stato invocato per annientare coloro che si rifiutano di effettuare il tampone diagnostico del Covid-19. Lascia perplessi che il promotore di questa "ideaona" sia stato proprio il CODACONS, una delle associazioni a tutela del consumatore e dunque del cittadino... Ormai con la scusa della pandemia, dell'emergenza sanitaria e del corona virus l'Italia pullula di "sceriffi", che in nome della loro autorità locale stanno commettendo i peggiori abusi contro i loro concittadini e contro la stessa umanità. Dall'obbligo di mascherine/bavaglio al distanziamento sociale, dalle multe al TSO, dalle autocertificazioni alle limitazioni di spostamento, dai negozi chiusi alle file fuori le attività, siamo in un vero Stato di Polizia! Una vera dittatura sanitaria imposta con la collaborazione di un terrorismo mediatico senza precedenti! Che prima ha sostenuto il panico ed oggi ha calato il silenzio di fronte ad abusi e verità che emergono contro le loro menzogne. Anche il caso Musso sarebbe un caso che andrebbe discusso dalla stampa, dai media, dal popolo. Dovrebbe essere oggetto di discussione, in Parlamento come in TV, nelle piazze, nelle strade. Invece tutti muti, tutti imbavagliati dalle mascherine, storditi dalle tv e da Instagram e impauriti dalla Polizia. Non è solo Dario Musso ad essere stato sedato, fatto prigioniero, sequestrato, legato, sedato, stordito... tutto il popolo italiano a stare sotto TSO! PER QUESTO OGGI GRIDIAMO SIAMO TUTTI DARIO MUSSO!

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