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SIAMO TUTTI DARIO MUSSO: INTERVISTA ESCLUSIVA


A cura di Giuliano Castellino


Questa mattina abbiamo intervistato Dario Musso, nostro amico, combattente, Uomo Libero e diventato, suo malgrado, simbolo contro la tirannia del TSO.

Buongiorno Dario, tuo malgrado sei diventato simbolo della rivolta contro il TSO.

Puoi raccontarci quella terribile avventura?

Buongiorno Giuliano. Per quanto riguarda la terribile avventura, è stata una cosa molto brutta. Ti dirò molto sinceramente non vorrei neanche più parlarne per archiviare al meglio nella mia vita questa brutta storia. Non ti nascondo che quando ci penso vorrei andare dal primario dell'ospedale psichiatrico e prenderlo a sberle. Solo a pensare a quella faccia, a quell'uomo, a quell'individuo mi sale un veleno che non hai idea. Non mi ha fatto neanche collaborare una volta che sono entrato in TSO: mi hanno trattato come se fossi un criminale, senza neanche dirmi "Dario devi stare una settimana qua, prendi questo, prendi quello". Sono stato trattato subito come uno da prendere e sbattere a letto. Mi hanno legato al petto, mi hanno legato le braccia, mi hanno legato i piedi, mi hanno messo il catetere proprio perché non potevo alzarmi e fare la pipì. Mi hanno messo le flebo. Solo a pensare a quello che ho vissuto in quei giorni, che poi tra l'altro sono stato in una stanza al buio dove ogni ora vedevo l'infermiere che veniva a farmi la puntura, poi non vedevo più niente intorno a me, ho i brividi. Passavo le giornate a pregare. È stata una brutta vicenda che non voglio ricordare. Come ti ho detto prima la cosa non si può dire per il sindaco, che ha firmato l'ordinanza, o per i carabinieri, vigili, infermieri, perché quelli sono schiavi del sistema, come in parte lo siamo tutti e una volta che ricevono degli ordini li devono eseguire senza neanche porsi delle domande. Sono più veri gli uccelli quando vivono, perché non hanno ordini da nessuno, piuttosto che queste persone che poi nell'organizzazione di cose sono solo dei servi, perché lo fanno per l'accredito in banca, non lo fanno perché davvero ce l'avevano con me. Senza volerlo mi andavano contro e mi facevano del male, ma senza volerlo, perché non è che tutte le persone coinvolte in questa vicenda sono persone senza cuore, ci sono le persone che avevano cuore, anche se ne ricordo pochissime. Quando sono entrato dentro la porta subito i carabinieri mi hanno preso a sberle, a botte. Quattro carabinieri con una forza incredibile, come se anche io fossi stato forte nel difendermi, mi hanno brutalmente pestato. Cosa puoi fare in quei momenti? Hai solo la possibilità di resa e non puoi neanche scappare, anche perché se scappi cosa fai, il latitante? Non puoi fuggire da questa situazione, una situazione proprio brutta e patetica da raccontare per me chi l'ha vissuta. Veramente mi fa stare male solo a pensarci.


Una volta terminato quel periodo?


Sono uscito una settimana dopo il TSO: non mi sono nemmeno reso conto di essere una persona popolare. Perché non parlavo con i miei genitori, con mio fratello, con i miei amici e con le persone che poi una volta uscito mi sono state molto vicine. Non parlavamo del fatto che in quella settimana che ero dentro, fuori alcuni audio di mio fratello diventarono virali e quindi molti conobbero la storia. Parlavamo di altro. Ma le persone mi riconoscevano per strada, ovunque andavo, a Roma e a Messina, Catania ovunque andavo le persone mi salutavano e mostravano solidarietà. Quello che ti voglio dire è che l'unica cosa buona che è accaduta in tutto questo dramma è stato l'affetto delle persone che mi hanno spinto nel capire e nel farmi un'idea sull'umanità. Che dirti caro Giuliano: l'umanità è altruista, altro che egoista.


Tu da subito hai resistito alla narrazione terroristica del Covid e agli arresti di massa, come vedi la situazione generale?


Ho resistito da subito, ma la mia lotta dura già da anni, perché l'inganno sociale ora è praticamente al culmine e si sta espletando in un modo che ora sta diventando quasi normale alla vista.


Ma l'inganno sociale in Italia c’è dai tempi di Badoglio.


Perché ha sempre governato il Grande Oriente in Italia. Comandano i carbonari, quindi qualsiasi Presidente della Repubblica ci sia o Presidente del Consiglio conta poco, in fondo il vero potere decisionale è del grand'Oriente d'Italia. Che è la massoneria per eccellenza. Quindi che dirti: sono sempre stato consapevole, sveglio, son cresciuto con l'idea che anche Andreotti non faceva le cose fatte bene, era un massone. Non me la sono mai bevuta. Il fatto che in Italia non abbiamo una moneta sovrana già questo è un inganno, già nel 2001 dovevamo fare una rivoluzione, incazzarci e scendere in piazza, se il caso prendere mitra in mano e giocarsi così anche l'ultimo attimo di vita con onore. Perché la cosa è molto grave da sempre, non da adesso, da novembre 2019 o comunque da quando è uscito il Covid.

Politica e politici sembrano tutti venduti all'OMS e alle forze internazionaliste che ci vogliono a catena. Quale possibilità ha l'Italia?


Guarda questa è una domanda internazionale, una domanda che non mi compete rispondere, però posso rispondere che l'Italia ha delle ottime possibilità soltanto se c’è un risveglio. Il risveglio non c'è in Bangladesh, non c'è in India, là sono proprio messi peggio di noi. Immaginati quanto è difficile da noi, nonostante siamo un paese di cultura, un paese di persone che dicono di amare la proprio patria.


La verità concreta è un'altra.


Anche da noi nessuno ama la patria davvero, se non poche persone, perché poi in fondo 1000 si ritrovano a Roma a lottare, gli altri 59.990.000 si trovano sparse in giro per l'Italia. Eppure la rinascita può esistere qui, forse per destino, purché il popolo si dia una bella mossa e ricordi da dove proviene. Quindi finché le piazze a Roma saranno riempite da mille, duemila persone massimo l'Italia non ha possibilità. La possibilità ce l'ha il popolo francese, il popolo americano che nel DNA, già nella storia del recente passato ha dimostrato che se una cosa non sta bene sono pronti a scendere nelle piazze. In migliaia! Noi abbiamo possibilità soltanto se un gruppo di persone non faranno il gioco dell'individualismo, ma lavoreranno a livello collettivo per la società.


Solo così ci potrà essere una possibilità per il popolo italiano.


Sempre che poi il popolo italiano non caschi nel gioco di chi cerca di dividere e fregare tutti. Nell'Italia vedo una possibilità se la gente fa qualcosa per la Nazione e il popolo. Lì si nutre la speranza del cambiamento. Io in primis sono coerente nel fare qualcosa: ma se mi arrendo e preferisco non uscire nemmeno di casa per andare a protestare, non posso pensare che l'Italia abbia qualche possibilità. Non perché mi senta migliore degli altri, ma perché se io non do il mio contributo, se sono io stesso il problema, se in primis è il mio ozio e la mia pigrizia a vincere non c'è chance. Questo invece non possono dirlo le persone che non si arrendono mai.


Purtroppo l'essere umano si divide sempre tra i simili.


Oggi le possibilità di riscatto crollano di fronte all'individualismo, di fronte a chi vuol sempre comandare, stare al di sopra degli altri. L'arrivismo personale è il primo nemico. Chi non crede davvero nel benessere del popolo italiano o del popolo mondiale stesso è un sabotatore della rinascita. Perché alla fine essere italiano significa soltanto parlare una lingua madre, ma poi anche se ti trovi in Francia, se ti trovi in America, sei sempre italiano, sei sempre un essere umano che ha una dignità.


Puoi mandare il tuo invito ad unire tutto il popolo contro la dittatura in corso?


Assolutamente si, è questo che serve. Tutti questi geni, tutti questi scienziati che vogliono unire, in realtà non si rendono conto che stanno solo dividendo e frammentando i gruppi. Quello è fascista, quello è comunista, quello se ne va a trans, quello tifa Juventus. Io penso una cosa, ognuno è libero di fare quello che vuole, sempre nel rispetto delle regole. L'unione a livello collettivo, a livello nazionale, a livello sociale non deve essere condizionata dalla morale della convenienza altrimenti siamo al DIVIDI ET IMPERA. Fai un campionato di 20 squadre e dividerai il popolo in 20 categorie di stupidi che non capiranno che in realtà sono la stessa cosa. Noi popolo siamo tutti divisi: chi è di destra, chi di sinistra, chi è di centro, chi vuole la minestra riscaldata, chi la vuole fredda, quello non mi piace perché è massone, quello ha fatto un simbolo... Tutte queste divisioni di mentalità e di categorie di persone fanno sì che l'Italia non possa avere una possibilità. Io sarei propenso ad unire tutto il popolo italiano a costo di unire anche le persone sbagliate, non giuste.

Poi ti ripeto a livello personale una persona deve far qualcosa per diventare una persona giusta, esemplare, ma non può una persona pretendere che tutti siano esemplari, tutti siano giusti. Si deve guardare alla grandezza morale dell'obiettivo, non ad altro. Non si può dire Sgarbi non mi piace perché è sgarbato, perché è violento a livello verbale, no! Stiamo a guardare quello che dice, se non ti piace ok, se non ti piace non ci vai a mangiare una pizza, non lo saluti - anche se il saluto non si nega neanche ai cani - se non ti piace non te lo ascolti e non lo guardi, ma non puoi creare altre divisioni soltanto perché non ti sta bene una cosa. Che poi il non stare bene una cosa in questo mondo è solo arrivismo personale. Tutti vogliono più soldi, tutti vogliono piu benessere e ci si dimentica che tutto questo è un diritto di tutti.


Il 5 settembre a Roma è prevista una giornata di mobilitazione, ci sarai?


Mi auguro di esserci. La popolarità deve servire come riscatto sociale per il popolo, a livello collettivo e magari rappresentare qualcuno affinché queste cose possono evitarsi nel futuro. Non per le fotografie da mettere su Facebook, oppure dire "io quello l'ho conosciuto e mi ci sono fumato una sigaretta".


Il caso Palamara, la caserma di Piacenza, il carcere in rivolta, le scuole chiuse. Il sistema italiano sembra crollato.


Sul caso Palamara non posso dire niente perché ne so poco, ho ascoltato qualcosa sui siti internet, però ne so poco. Sicuramente non è una bella vicenda, però non si possono addossare le colpe a una persona quando il problema sono tantissime persone.


Si cerca sempre un capro espiatorio.


Per quanto riguarda la caserma di Piacenza la cosa è scandalosa. Poteva capitare a chiunque, anche solo per un piccolo sguardo di antipatia o solo per una frase detta fuori posto. È scandaloso perché poi in fondo siamo tutti persone e tutti possiamo sbagliare e la caserma di Piacenza ne è una testimonianza. È grave come marescialli, carabinieri e appuntati possano andare a fare festini con trans e cocaina, è molto grave la cosa, una cosa scandalosa. Tutti possiamo sbagliare anche se siamo dentro uno Stato, anche se siamo il corpo dei marescialli: possiamo sbagliare ugualmente.


Le carceri?


Le carceri in rivolta sono una cosa stupenda, che se io mai fossi qualcuno a livello esecutivo, a livello di Stato io aprirei le carceri perché ci sono delle colpe più gravi, come il signoraggio bancario, come il crollo delle torri gemelle, del ponte Morandi, ci sono delle cose molto gravi come la svendita dell'industria pubblica. Ci sono come molto più gravi che non sono mai state punite. Quindi la rivolta delle carceri sono stupende, come quando sono scappati da Foggia tutti quei carcerati. Ho scritto una lettera proprio per loro, invitandoli a comportarsi con coscienza. Ora che siete liberi, nella vostra latitanza, cercate di farvi un esame di coscienza e cercate di capire dove avete sbagliato. Non state a fare gli stessi errori di prima.


Sulle scuole?


Sento tanti genitori dire "io mio figlio a scuola non lo mando con la mascherina e tutte quelle cose lì". Quindi che dirti? Vorrei tornare bambino per restare a casa e non avere lo stress di svegliarsi tutti i giorni alle 7. No scherzo, però per le scuole chiuse mi auguro che a settembre la legge Azzolina venga modificata e cambiata e che i bambini possano andare a scuola normalmente.

Domanda fuori dagli schemi. Anzi tre. Il tuo libro, il tuo film e la tua canzone preferita.

Il mio libro preferito è la Bibbia, adesso non più perché è stata modificata nel tempo e strumentalizzata. Per quanto riguarda il mio film preferito, non ci sono dubbi ed è il Marchese del grillo di Alberto Sordi, ma penso che sia così anche per altre migliaia di persone. La mia canzone preferita? “Vedremo domani” dell'album 60hertz di Dj Shocca. Musicali e rap sono tante le mie canzoni preferite. Giuliano ti voglio bene, ti mando un saluto e un abbraccio.

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