• Giuliano Castellino

SETTIMANA DI PASSIONE E PASQUA DI REPRESSIONE: ITALIA LIBERA!



SETTIMANA DI PASSIONE E PASQUA DI REPRESSIONE: ITALIA LIBERA! di Giuliano Castellino Tornerà la primavera, canta una bellissima canzone degli Ultima, quanto ci manca la stagione della rinascita. Simbolicamente è il passaggio tra l'inverno e l'estate, quando ci lasciamo alle spalle il periodo più freddo e duro per affrontare quello più caldo e lucente. Non è un caso che quando parliamo di giovinezza, la definiamo primavera di bellezza, in quanto il momento più bello della nostra esistenza. L'Italia sono stati anni, anzi decenni che aspetta la sua primavera. Troppi. La nostra nazione è caduta in un inverno terribile che non vede uscita: invasa dal 1945 dagli americani, infettata culturalmente dal 68 dai radical chic, messa sotto strozzo da Bruxelles dal 2002. Insomma una nazione e un popolo che non conoscono indipendenza, sovranità e libertà da oltre mezzo secolo. Abbiamo visto sbarcare i soldati yankee con il boss mafioso Luky Luciano e nominare sindaci e prefetti col megafono, applaudirli e chiamarli liberatori, mentre bombardavano le nostre città e i marocchini stupravano le nostre donne. Abbiamo visto vigliacchi partigiani, disertori che erano fuggiti sui monti, tornare dietro i carri americani o titini e proclamarsi eroi. Poi trasformarsi in tribunali del popolo prima e in giudici veri e propri poi. Abbiamo conosciuto il subdolo dominio di Washington, dirigenti Eni che tentavano di difendere gli interessi tirati giù da un aereo. Abbiamo visto uccidere Moro, mettere bombe sui treni, nelle stazioni, nelle banche e centinaia di civili innocenti fatti in mille pezzi. Abbiamo conosciuto i servizi segreti e quelli deviati, la Gladio, pure quella rossa, la P2, la P3, addirittura la P4! Non ci è mancato nulla in Italia: Ustica, Bologna, Contrada, la trattativa Stato-Mafia; Rina che fa saltare giudici e autostrade eppure di Borsellino si sa ancora poco o nulla. Il golpe di Mani pulite ordito contro Craxi, poi fatto crepare esule perché ordinato dal Britannia, il colpo di Stato soft di Monti ordito dall'Ue e per arrivare a qualche mese fa, messo sotto tono dai media di regime, lo scandalo alla Procura di Roma dei processi pilotati. Roba che in qualunque parte del mondo avrebbe portato alle dimissioni del Presidente delle Repubblica, lo scioglimento del Csm e un'amnistia generale. Oltre che un'azzeramento di tutta la casta della magistratura e una vera riforma della giustizia. Perché tutto questo lungo preambolo? Per dire che purtroppo noi italiani siamo gente abituata al peggio, dal pelo sul cuore, pronti a lottare contro le porcherie vere, a combattere non solo contro il sistema, ma anche contro un deep state, marcio e tumorale, che credevamo ci avesse reso forti contro ogni imprevisto e che nulla più ci avrebbe spaventato. Invece i detti non si sbagliano mai. AL PEGGIO NON C'È MAI FINE. Arriviamo ai giorni nostri. Qua e ora. Hic et nunc, come dicevano i romani! Mentre ci preparavamo a costruire il fronte sovranista, a combattere contro Bruxelles, convinti che lo scontro fosse tra Italia e Unione europea, che il vento dell'est avrebbe spazzato via la tirannia "europeista", che andava bloccato con ogni mezzo il MES, non ci rendevamo conto che in atto c'era un'altra guerra, ben più grande, che avrebbe avuto effetti più devastanti, altro che MES ed Europa: la guerra tra Stato Uniti e Cina. Senza che ce ne rendessimo conto, non solo in quella guerra ci stavano dentro Conte, Di Maio e compagnia bella, ma saremmo stata la prima nazione a pagarne il prezzo più grande. Così mentre noi guardavamo il dito, la luna ci cadeva addosso. E forse ancora non ce ne rendiamo conto. Ormai sono mesi che stiamo tutti detenuti, arrestati, reclusi dentro casa. Sono settimane che le nostre strade sono vuote, deserte, con Polizia e militari a presidiarle! Un virus ci ha devastato. Ha sconvolto le nostre vite, le nostre economie, ma soprattutto il nostro futuro. IRRIMEDIABILMENTE, SE NON LOTTEREMO PER LA NOSTRA LIBERTA'. Quello che sta accendendo non era mai successo nella storia dell'umanità. 60 milioni di italiani e milioni di altri cittadini (oggi diventati sudditi) agli arresti domiciliari in tutto l'occidente non era mai successo! Mai! Nessuna peste, lebbra o pandemia aveva causato effetti così devastanti, nessuna tirannia o dittatura era arrivata a tanto. Tutto questo con la sola forza del controllo mediatico, del terrorismo di stampa e TV. Tutto sotto gli ordini dell'OMS, l'organizzazione mondiale della Sanità, guidata dall'ex Capo del fronte di liberazione comunista etiope, messo alla presidenza da Pechino, che lo ha sostenuto nella sua guerra africana. (E' notizia di oggi che Trump ha bloccato ogni finanziamento all'organizzazione, accusandola di aver prima coperto e poi favorito la Cina) Oggi l'OMS impone a Stati e governi chi deve stare in quarantena, quanto e come. Di fatto tenendo agli arresti mezzo mondo. Tranne la Cina. Vera ed unica vincitrice di questa guerra. Che non solo ha ripreso a pieno ritmo la sua attività, ma non ha mai chiuso la sua capitale politica, né quella economica, né quella militare. Ed ora è pronta a guidare il mondo e ad imporre la sua economia tecno-capital-comunista e il suo modello di vita. L'Italia, a guida cinese, è stata la prima nazione a subire gli effetti del Virus e del modello made in Cina. Anche qui mentre noi pensavamo al sovranismo, non è che sbagliassimo, ma non vedevamo la guerra più spietata (d'altronde i nostri nemici sono assai furbi), Conte e Di Maio assicuravano a Pechino il via libera per le antenne 5G! La Repubblica popolare in cambio prometteva appoggio internazionale al Governo Conte! Con chiunque si alleasse... Così è stato. Tanto che l'avvocato del popolo è diventato sempre più forte. Poco importa se è passato da Salvini a Renzi, da Renzi a Zingaretti, da Zingaretti al potere assoluto, arrivando, grazie al Coronavirus a tiranneggiare senza regole e confini. Oggi in Italia le libertà personali sono sparite. Con un'arroganza senza precedenti. La cosa spaventosa è con quanta cattiveria il regime mostra i suoi denti, tanto da calpestare feste popolari e fede religiosa come se nulla fosse. Una cattiveria giacobina, da ghigliottina e terrore! Dopo settimane di quarantena, arriviamo alla settimana di passione, temperature calde e domenica sarà Pasqua. Per gli italiani saranno giorni duri, giorni di repressione. Ieri Conte ed il Ministero degli Interni hanno annunciato che sul fronte dei controlli, in vista delle festività, è scattata da un'ulteriore stretta, allo scopo di contrastare le uscite di casa fuori legge. Addirittura con l'aiuto di droni e con le analisi svolte dalle amministrazioni locali, con la collaborazione dei gestori telefonici che forniranno informazioni riguardo gli spostamenti di alcuni cittadini mediante il tracciamento degli smartphone, migliaia di cittadini verranno controllati! ALTRO CHE ORWELL ED IL SUO 1984, QUESTA E' ITALIA 2020! Inoltre scatteranno multe molto salate e ci saranno controlli a raffica, posti di blocco su autostrade e strade statali e provinciali, ma anche su arterie cittadine. La repressione non sarà solo per coloro che potrebbero muoversi in auto, ma anche per ciclisti e pedoni che potrebbero spostarsi verso spazi aperti, boschi spiagge e udite udite chiese. Il duo Conte/Lamorgese, ha dichiarato esplicitamente che il giorno di Pasqua controlleranno a tappeto le città. Persino negli androni e nelle terrazze dei palazzi ci saranno blitz di Polizia per vietare ogni assembramento religioso. Sempre droni verranno alzati in cielo e utilizzati per controllare i balconi ed i tetti degli edifici e i campanile delle Chiese. Tutti i fedeli verranno sanzionati e multatati. I sacerdoti denunciati. È possibile perquisire le abitazioni o i luoghi dove c'è il sospetto di assembramento di persone, come previsto dall'aggiornamento del decreto legge 41 Tulps, quella in materia di ordine e sicurezza. Tutte le processioni verranno disperse e sciolte con l'uso della forza pubblica, i partecipanti, non solo multati, ma caricati e portati via in stato di fermo a disposizione dell'autorità giudiziaria. Una vera caccia al cristiano, come succede in Cina d'altronde. Una dichiarazione di guerra alla nostra fede, alla nostra tradizione, ma soprattutto alla Libertà. Perché la sfida che noi abbiamo lanciato, non è una "guerra santa", a noi non piacciono le guerre sante, non siamo islamici. Da romani crediamo solamente in guerre giuste e non ci piace mischiare politica e religione, ma vediamo in questo atto la goccia che ha fatto traboccare il vaso, un attacco finale, definito e fatale all'Italia e agli italiani, fino al loro cuore più profondo. Per questo abbiamo indetto la processione per Pasqua, per questa domenica, nonostante divieti e quarantene, le minacce di Conte e del Ministero degli Interni, della Polizia e la criminalizzazione dei media, non possiamo fare passi indietro. Pasqua sarà cristiana, perché domenica in gioco c'è molto di più. C'è la battaglia di libertà del popolo italiano. Da domenica riparte la resistenza, la lotta di liberazione nazionale contro quella che ormai è una dittatura vera e propria, che ci vuole tutti agli arresti per volerci domani tutto in fila, con la mascherina, sotto botta degli ordini di Pechino e dell'OMS, con uno Smart Phone in mano, a distanza di due metri l'uno dall'altro, senza volto, anima e fede. Questa non sarebbe vita, Italia, libertà. Per fortuna qualcosa inizia a muoversi. Dal Papa a Salvini in molti si stanno mobilitando per questa Pasqua. Ieri un'importante iniziativa è patita dal Veneto: "Una Messa pasquale con i primi cittadini per dare un messaggio di unità, di speranza e di pace in un momento di grande bisogno. Permettere in via straordinaria ai sindaci veronesi di partecipare alle celebrazioni liturgiche nella domenica di Pasqua, in rappresentanza dell’intera cittadinanza". È questa la proposta inviata dal Sindaco di Nogara Flavio Pasini, presidente della Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 9 Scaligera e da Pietro Girardi, direttore Generale dell’Azienda socio sanitaria veronese, a Conte e al ministro Lamorgese. Domenica per noi sarà una giornata dura, forse non sarà una Pasqua come le altre, non sarà una festa di famiglia o di resurrezione. Sicuramente di lotta e di preghiera. Chiediamo a tutti gli italiani di sostenere questa battaglia. Domenica è in gioco non solo il diritto alla Messa o alla Fede, ma la libertà di tutti noi. Magari quando scopriremo che i morti di quest'anno sono come o meno dell'anno scorso, che in Lombardia molti sono stati assassinati dai vertici medici per loschi affari di finanziamenti pubblici e perché i malati sono stati usati come marche da scarpa, "un Covid 19 paga meglio di un infartato", o quando sapremo che dietro c'era il business del 5G, forse tutto questo sarà ancora più chiaro a tutti.


PER ORA POSSIAMO SOLO DIRE CHE CONTRO IL TERRORE GIACOBINO SI RISPONDE CON IL CORAGGIO ED IL CUORE VANDEANO! Per ora stiamo ancora tutti agli arresti senza aver commesso reati, con un futuro senza futuro. E la fame dietro la porta di casa. Quella nostra.

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