• Giuliano Castellino

SANTA MARIA CAPUA VETERE… MACELLERIA MESSICANA NEL CARCERE…

SANTA MARIA CAPUA VETERE… MACELLERIA MESSICANA NEL CARCERE…


Il sistema accusa se stesso…

La Procura della Repubblica indaga e il Tribunale conferma la valenza delle indagini riguardo ai metodi brutali da sempre inequivocamente impartiti alle “sue guardie” per gestire “l’ordine”…


E’ la ridicola farsa dei burattinai che accusano i loro burattini…

E’ la prova che il carcere poliziesco dello Stato democratico condannato dalla CEDU genera mostri… su entrambe le sponde del carcerario…


E’ la stessa concezione del carcere - in questa degenerata modernità - che è immagine spettrale del fallimento dello Stato…


L’istituzione carceraria dell’odierno sistema deve, oggi più che mai, essere totalmente riformata se non abolita…


Sono 52 le misure cautelari, emesse dal GIP su richiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere per le violenze perpetrate nei confronti dei detenuti da parte degli agenti penitenziari.


Il GIP ha definito gli episodi di violenza posti in atto «un’orribile mattanza» … torture pluriaggravate, maltrattamenti pluriaggravati, lesioni personali pluriaggravate, falso in atto pubblico (anche per induzione) aggravato, calunnia, favoreggiamento personale, depistaggio.


Quanto avvenuto ci da contezza e certezza che una idea del carcere è definitivamente tramontata per fallimento…


Da “conoscitori” del carcere Noi sappiamo bene che la presenza massiccia di uomini e donne negli istituti di pena, per assenza di misure deflattive ostacolate apertamente dalle destre sistemiche all’ordine pseudosecuritario e dalle sinistre impegnate a rincorrere il successo ottenuto dal più becero destrismo in termini elettorali, con la blasfema idea della certezza della pena espressione di un principio barbaramente vendicativo, mette a dura prova la capacità delle strutture che vivono, nella loro caratterizzazione principale, sulla semplificazione dettata dalle pratiche sbrigative legate alle esigenze della sicurezza.


In queste condizioni la concezione illuministica che il carcere potesse rivelarsi come una sorta di laboratorio di sperimentazione sociale di convivenza e un “luogo di forte e austera risocializzazione” si è ridotta ad una mera illusione.


E’ la morte finalmente di una idea che genera di per sè ineluttabili conflitti, invertendo finanche le espressioni ed i ruoli dei protagonisti, in un girone infernale ove coloro che dovrebbero “vigilando redimere” diventano spietati aguzzini ed assumono tristemente caratteri dai tratti delinquenziali in una guerra a senso unico ove il vincitore è scontato…


Le parole scritte dal Cardinale Carlo Maria Martini nel suo libro “Sulla giustizia” in cui metteva al centro il tema del superamento della centralità del carcere e la necessità di ripensare la situazione carceraria nei suoi fondamenti e nelle sue finalità, proprio a partire dalle attuali contraddizioni, che emergono da questa ignominia sotto gli occhi di Noi tutti, sono adesso più che mai un punto di riferimento…


Esse assurgono a valore autenticamente rivoluzionario in aperto contrasto ai luoghi comuni dell’opinione benpensante dei moderati trasformatisi in cultori del manganello.


Occorre rassegnarsi al tempo del disincanto, in attesa dell’Apocalisse…


Ma per Noi è l’ora della Rivoluzione…

ANCHE NEL MONDO DEL CARCERE…




129 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti