• Giuliano Castellino

SABATO DI MOBILITAZIONI CONTRO LA DITTATURA SANITARIA: ITALIA LIBERA È IL GRIDO DI RIVOLTA!



SABATO DI MOBILITAZIONI CONTRO LA DITTATURA SANITARIA: ITALIA LIBERA È IL GRIDO DI RIVOLTA!

MIGLIAIA DI ITALIANI IN PIAZZA CONTRO LA DITTATURA SANITARIA.

SI ACCENDONO I FUOCHI DI RESISTENZA, SI INNALZANO I TRICOLORI E SI UNISCE IL POPOLO CONTRO LA DITTATURA SANITARIA.

SARÀ UN GIUGNO CALDO: LA RIVOLUZIONE È COME IL VENTO!


di Giuliano Castellino


Ieri è stato un caldissimo sabato di maggio, non certo per le temperature, più fresche rispetto agli ultimi giorni, ma perchè da nord a sud migliaia di italiani sono scesi in piazza contro la dittatura sanitaria, per gridare ITALIA LIBERA e chiedere lavoro, dignità e futuro, scippati dopo oltre 100 giorni di lockdown e arresti di massa.



Gilet arancioni, partite iva, commerciati, Forza Nuova, Vox, euroscettici, famiglie e lavoratori hanno ieri manifestato, in moltissimi senza mascherine e disubbidiendo a distanziamenti sociali e regolamenti anti Covid.


Da Torino a Palermo, da Padova a Bologna, da Roma a molte altre città italiane, migliaia di connazionali hanno gridato ITALIA LIBERA, innalzato i tricolori e chiesto lavoro e giustizia sociale.

A Roma ci sono stati anche momenti di tensione, con i manifestanti che sono arrivati più volte a contatto con le forze dell'ordine.


A Milano erano in migliaia in piazza Duomo, quasi tutti con il "gilet arancione", simbolo di un movimento di protesta che s'ispira ai "gilet gialli" francesi, che chiede, tra l'altro, il ritorno alla lira italica e un governo votato dal popolo.


Nel corso della manifestazione la maggioranza dei partecipanti non ha rispettato le distanze di sicurezza per l'emergenza Covid e si sono verificati assembramenti.

A guidare la piazza milanese c'era anche il generale Pappalardo.


Immediata la reazione del regime che ormai non sembra che conoscere repressione e sanzioni: proprio per il mancato rispetto delle restrizioni imposta dal Dpcm, Antonio Pappalardo, il leader dei gilet arancioni e il promotore del presidio sono stati denunciati.

La questura di Milano è impegnata a individuare, per poi sanzionare, anche gli altri partecipanti.

Lo stesso sindaco Sala ha chiesto al prefetto di Milano che gli organizzatori della manifestazione venissero denunciati.

Ormai il regime è contro gli italiani ed inginocchiato alla tirannia internazionale sanitaria.


A Padova e a Torino insieme a commercianti e partite iva c'era pure Forza Nuova. Queste le parole di Luigi Cortese, coordinatore regionale del movimento guidato da Fiore, da subito in prima linea contro dittatura sanitaria e Stato di Polizia: "In strada per protestare contro il calpestamento dei diritti, contro la perdita del lavoro e per le famiglie colpite dalla crisi economica e sociale. Ci hanno imposto il bavaglio e le restrizioni nel nome della salute pubblica, quando fino a poco prima gli stessi calpestavano la sanità pubblica nel nome del profitto".


Sulla stessa linea Luca Castellini, coordinatore del Nord Italia di Forza Nuova in piazza a Padova: "FN è scesa in piazza Eremitani al fianco del Popolo in una manifestazione libera e spontanea per dare un forte segnale resistenza e di ribellione nei confronti di quella che è stata definita una vera e propria dittatura sanitaria. Diritti costituzionali calpestati, lavoro sacrificato sull'altare degli interessi globalisti, migliaia di famiglie in difficoltà: è questo lo scenario che questo governo dittatoriale ha imposto agli italiani negli ultimi mesi in nome di un virus che ha mietuto praticamente le stesse vittime delle influenze degli scorsi anni ma che è stato utilizzato per imporre bavaglio e restrizioni a tutti, partite Iva e lavoratori compresi".

Ha concluso il leader veronese: "Oggi come ieri, restiamo l'unico presidio di resistenza, l'unico baluardo che si contrappone alla dittatura del distanziamento sociale e della distruzione delle libertà".


Anche a Bologna, Bari e Palermo ci sono state manifestazioni.

Tensione con la polizia anche in Emilia, in piazza Maggiore. Gruppi di persone si sono ritrovati sul Crescentone, con striscioni e bandiere, senza però rispettare le misure Covid-19 e creando assembramenti.


La piazza più calda è stata quella romana. Nella capitale ci sono stati molti momenti di tensione.

In centro si sono ritrovati "No euro", Vox, simpatizzanti di Italia Libera, Gilet arancioni e partecipanti all'evento "Marcia su Roma", che da settimane sui social chiamava a raccolta gli italiani sotto il Parlamento.


A Roma anche i toni sono stati durissimi, attacchi alla dittatura sanitaria, parole dure contro tutto e tutti: "La crisi sanitaria è una invenzione. La pandemia è un disegno politico per schedare le persone". Queste le parole di alcuni degli intervenuti.


Piazza Venezia e via del Corso sono state chiuse al traffico per la presenza di diverse centinaia di manifestanti che puntavano diretti verso Palazzo Chigi, che sono stati bloccati da polizia e carabinieri, schierati in assetto antisommossa. La celere ha usato anche lo spry al peperoncino.


I manifestanti, tutti con il tricolore sulle spalle, gridavano "libertà" e "con noi".

Altri, "armati" di megafoni, hanno gridato "c'è gente che non mangia. C'è gente che non prende lo stipendio da 4 mesi. Abbiamo fame. Ma ce l'avete un figlio?", rivolgendosi alle forze dell'ordine, che incuranti della rabbia dei connazionali hanno caricato i manifestanti e ancora una volta difeso i palazzi del potere.


Settanta persone sono state denunciate per manifestazione non autorizzata.


Le sinistre, scomparse dalle piazza e in sostegno della dittatura in corso hanno attaccato l'Italia in rivolta. "Una campagna lanciata dall'estrema destra e alimentata con le fakenews", queste le parole del capogruppo di LeU nel Lazio, Davide Ognibene, che vede un filo rosso che lega le manifestazioni di oggi.


Ormai gli ex e post comunisti, al guinzaglio dell'Oms, Conte, Cina e Bill Gates, hanno in odio il popolo, quello messo agli arresti per mesi ed oggi ridotto alla fame.

Pensare che un tempo gridavano "avanti popolo alla riscossa!".

Potremmo dire nulla di nuovo sul fronte rosso, da decenni ha preferito Soros, gender e immigrazione all'Italia e agli italiani, la tecnocrazia alle vere libertà.


La giornata di ieri, così come tutte le mobilitazioni viste fin qua contro la dittatura sanitaria, comprese quelle di venerdì dei penalisti o nei giorni scorsi di commercianti e lavoratori, segnano che sempre più numerosi sono i fuochi di resistenza.


Resistenza sempre più forte e radicale, plurale e popolare, che vede il tramonto della vecchia politica ed il superamento di logiche divisorie e velenose.

Patetici i tentativi del regime di reprimere quella che ormai è una valanga che sta crescendo e montando giorno dopo giorno, così come il tentativo di sinistre e media di buttarla sulle ideologie.


I connazionali in piazza urlano ITALIA LIBERA e innalzano i tricolori, cantano l'inno nazionale e se ne fregano di partiti, schieramenti vari ed anche di repressione e mainstream.

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