• Giuliano Castellino

RACITI UCCISO DA UN MEZZO DELLA POLIZIA. LO ABBIAMO SEMPRE DETTO! ANTONINO SPEZIALE LIBERO SUBITO

RACITI UCCISO DA UN MEZZO DELLA POLIZIA.

LO ABBIAMO SEMPRE DETTO!

ANTONINO SPEZIALE LIBERO SUBITO.


Svolta nel caso Raciti, l’ispettore non fu ucciso da Speziale ma da un mezzo della polizia.


Ad uccidere Raciti quella notte non sarebbe stato il colpo di un sotto-lavello inferto dall’allora ultrà catanese Antonino Speziale – condannato a otto anni e otto mesi per omicidio preterintenzionale – ma il fortuito incidente con il Discovery della polizia che, in retromarcia per sfuggire alle pietre e alle bombe carta dei tifosi, avrebbe schiacciato l’ispettore.


Giorgio Mannino

(ilriformista.it)


C’è un nuovo elemento che potrebbe fare luce sulle tante ombre dell’omicidio dell’ispettore capo Filippo Raciti, ucciso il 2 febbraio 2007 a Catania, durante uno scontro violentissimo tra i tifosi padroni di casa e gli ultras del Palermo.


Si tratta della testimonianza di una donna, vicina alla famiglia Raciti, che a Le Iene – in una ricostruzione televisiva – rivela di aver sentito, durante la sepoltura dell’ispettore, un poliziotto rivolgersi al padre di Raciti: «Le dobbiamo porgere le scuse in quanto polizia – avrebbe detto l’uomo in divisa – perché è stato un errore di un collega nel fare la manovra».


Ad uccidere Raciti quella notte non sarebbe stato il colpo di un sotto-lavello inferto dall’allora ultrà catanese Antonino Speziale – condannato a otto anni e otto mesi per omicidio preterintenzionale – ma il fortuito incidente con il Discovery della polizia che, in retromarcia per sfuggire alle pietre e alle bombe carta dei tifosi, avrebbe schiacciato l’ispettore.


Una tesi, questa, da sempre sostenuta dalla difesa di Speziale rappresentata dall’avvocato Giuseppe Lipera. E vagliata da diversi gip, tribunali del Riesame e nei tre gradi di giudizio del processo a Speziale poi, però, condannato. «Questa testimonianza – spiega Lipera – mi sarà utilissima, ma spero di avere qualche altro elemento in più. La cosa incredibile è che dopo la messa in onda della puntata la procura non ha mosso un dito. Non ha chiesto agli autori de Le Iene il nome e il cognome della donna. Sembra che la procura non voglia accertare la verità, ma confermare le proprie idee precostituite».


A muoversi, invece, è stata la Digos della questura di Catania che ha inviato alla procura etnea una relazione sul servizio trasmesso da Le Iene.


https://www.google.com/amp/s/www.ilriformista.it/svolta-nel-caso-raciti-lispettore-non-fu-ucciso-da-speziale-ma-da-un-mezzo-della-polizia-178423/amp/




1,659 visualizzazioni

La tua privacy è importante per noi, le tue informazioni sono sicure al 100% e non verranno mai condivise con nessuno

2020 © Cooperativa Editoriale Italia Futura, Via Paisiello 40 00191, Roma P. IVA 0000015628011007