• Giuliano Castellino

QUESTURA DI ROMA, REPORT, MELONI: FRONTE UNICO PER CRIMINALIZZARE IL DISSENSO

QUESTURA DI ROMA, REPORT, MELONI: FRONTE UNICO PER CRIMINALIZZARE IL DISSENSO


di Giuliano Castellino


Ieri, il sistema ha mostrato tutti i suoi volti, solo apparentemente differenti: “Marciare divisi per colpire uniti” si diceva un tempo.


Inizia, di buon ora, la Questura di Roma, chiedendo per me una Sorveglianza (molto) Speciale (obbligo di dimora, divieto di partecipare a incontri pubblici, di usare telefoni e social e addirittura braccialetto elettronico), conclude Report di Rai Tre a sera, completando l'attacco con una messa in onda tra il ridicolo e il vergognoso.


Ridicola perché mette insieme il diavolo e l'acqua santa, cucinando un minestrone avvelenato che mette insieme chi per decenni ha governato e amministrato e chi, al contrario, il sistema lo ha combattuto senza compromessi né privilegi, ricevendo per le proprie scelte una repressione pesantissima e senza precedenti.

Vergognosa perché, con tutta evidenza, il minestrone senza capo né coda era pensato contro Fratelli d'Italia e i suoi alleati, ma buttava nel pentolone noi.


Lo scopo?

Rassicurare il sistema dopo gli attacchi all’OMS screditando chi osa contestare tutta la narrazione criminale e terroristica del Covid.


Che questo fosse il profilo di Report era già chiaro anche prima della puntata di ieri, ma che bisogno c’era di inventare reati o metterci nella stessa puntata con chi è lontano anni luce da noi?


IL METODO


Report costruisce un profilo delinquenziale che riguarderebbe sia la mia persona - mettendo nel mucchio, tutto fa brodo, reati da me mai commessi o accuse da cui sono stato assolto - che il nostro Movimento, usando episodi di 10 anni fa (tutti inventati), che nulla hanno a che fare, persino nei presunti protagonisti, con l'attuale lotta per le libertà e con chi oggi la sta portando avanti.


Ma, e qui casca l’asino, nemmeno Report ha potuto ignorare, mentre continuava a mescolare la sua brodaglia, che le uniche battaglie che rivendichiamo sono quelle per le libertà, contro la dittatura sanitaria, finanziaria, giudiziaria, mass mediatica e culturale, che tanto fastidio danno al sistema e tanto interesse creano attorno a noi.


Ed è questo ciò che più conta!


MESSAGGIO A GIORGIA MELONI


Ricordiamo, infine, a Giorgia Meloni, velocissima a scrivere a Report, quando la stessa trasmissione l'ha tirata in ballo per questioni ben più serie, che Via Paisiello è casa nostra!

A pieno titolo morale e nel profondo rispetto delle volontà testamentarie.


Se nel 2011 non ne avessimo preso possesso, l'immobile di via Paisiello, 40 avrebbe fatto la stessa fine vergognosa della casa di Montecarlo.


Infatti, quell’appartamento - donato alla Fondazione MSI-AN dalla Contessa di Monterotondo insieme alla casa di Montecarlo - mai utilizzato dalla banda Fini/Meloni e sempre rimasto chiuso fino alla nostra entrata, faceva parte dell’osceno pacchetto del clan Fini/Tulliani e, come tale, stava per finire, svenduto, nelle grinfie di qualche speculatore.


Precisiamo, ancora, sempre per la Meloni - che deve il suo lancio politico a quel Fini, dalla nomina a presidente di Azione Giovani a quella di Ministro della Gioventù - che via Paisiello fu un lascito finalizzato a proseguire la buona battaglia, non un bottino da spartire per fare loschi affari, ingrassare fondazioni o finanziare campagne elettorali di centrodestra.


In via Paisiello - oggi sede di un Mensile e di una casa editoriale, ritrovo di centinaia di militanti e simpatizzanti nazional popolari e teatro di decine di iniziative culturali - dal 2011, si compie, infatti, il proprio dovere e si rispettano le volontà di chi quel posto ha voluto donato: si prosegue il cammino della buona battaglia.


Questo avvenne anche quando ospitammo quei "terzi" di cui la stessa Meloni parla nella missiva a Report.


La presidente di FdI pensasse a riprendersi Colle Oppio, storica e prima sede del MSI, che per poche decine di euro si è fatta togliere dalla Raggi e non ossequi quel mainstream che ieri sera ha messo nel tritacarne anche lei e il suo partito.


Non si preoccupi la signora Meloni, siamo noi che prendiamo le distanze da lei e da Fratelli d'Italia, noi che facciamo fronte contro le sue posizioni pro PUC (Partito Unico del Covid) e le sue “responsabili” stampelle al governo Conte-PD.


Dorma tranquilla: non cerchiamo e non auspichiamo nessuna alleanza o collaborazione con lei e il suo amato centrodestra, ma stia lontana dai nostri spazi.


Siamo gente che ama respirare libera, non indossiamo bavagli, non ci distanziamo, né socialmente né dal passato, gente pronta a liberare l'Italia anche dalle false opposizioni.




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