• Giuliano Castellino

QUELLA RIVOLTA SOTTERRANEA E LO STATO DI POLIZIA. FINCHÉ C'È SCONTRO C'È SPERANZA

Aggiornato il: giu 13

QUELLA RIVOLTA SOTTERRANEA E LO STATO DI POLIZIA.

FINCHÉ C'È SCONTRO C'È SPERANZA


di Giuliano Castellino


In Italia ormai regna uno vero Stato di Polizia.

La tirannia del Covid e la dittatura sanitaria sono stati il Cavallo di Troia per devastare quel poco che restava dello Stato sociale e per instaurare un vero e proprio Stato di Polizia, con annesse leggi speciali.


Con la compiacenza dei media di regime, ormai piazze e strade sono militarizzare e stiamo passando dal coprifuoco ad eserciti e/o celere che presidiano i luoghi dove si ritrovano giovani, comitive e aggregazioni.


Ogni città italiana sembra una città cinese o sovietica, sembra di vivere sotto il peggior comunismo, con sbirraglia ovunque, impegnata a controllare le nostre distanze, se indossiamo il bavaglio, i luoghi dove ci sediamo, il numero delle persone e gli orari.


Per fortuna non tutti gli italiani sono nati per essere pecore addomesticate e c'è chi ancora prova ad alzare la testa e così molte piazze, soprattutto a Milano, Roma e Napoli si stanno trasformando in campi di battaglia in cui lo scontro è tra liberi cittadini e celerini.


E gli scontri stanno diventando sempre più frequenti e violenti, si stanno moltiplicando ed espandendo e potrebbero diventare una nuova stagione di ribellione.


Forse ancora non una rivoluzione e nemmeno una rivolta.

Ma meglio di niente.

Dove c'è un lancio di una bottiglia e un grido di ribellione c'è speranza di libertà!



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