• Giuliano Castellino

QUEL PASSO IN AVANTI CHE SEGNA IL CAMMINO



IL CORAGGIO DELLE SCELTE, LA VOLONTÀ DI STARE SEMPRE DIETRO LA PRIMA BARRICATA IDEALE, PERCHÉ, MAI COME OGGI, SOPRAVVIVERE NON È DAVVERO PIÙ SUFFICIENTE di Giuliano Castellino Si dice che chi combatte ha sempre sempre 20 anni, che la trincea, a prescindere dall'età anagrafica, ti dona quel fantastico dono della giovinezza immortale, annesso ai suoi enormi sacrifici. Basta pensare al quasi settantenne Marinetti, che di primavere ne aveva a decine, ma una più bella e verde dell'altra perché tutte vissute in prima linea. D'altronde gli eroi sono tutti "giovani e belli", proprio perché quando si decide di andare sempre oltre, di gettare sempre il cuore oltre l'ostacolo, forse si rischia l'isolamento, almeno nella fase iniziale e più dura, ma nessuno potrà mai non riconoscerti di essere stato quel passo in avanti che ha segnato il cammino. Non è un caso che i rivoluzionari sono tutti rock: alla faccia dei perbenisti e benpensanti, se ne fottono del politicamente corretto e del pensiero unico e vanno dritti e sparati verso gli obiettivi, sapendo che con la loro vittoria (e i loro duri sacrifici) porteranno la libertà a tutti, anche a quei pavidi e parrucconi che nei momenti più difficili sono rimasti nascosti dietro le persiane o peggio ancora hanno sabotato la lotta per nascondere la loro viltà. Ma loro, come una locomotiva, vanno dritti, perché sanno che questo è il loro compito. Ci sono loro e i vagoni. Perché questa premessa? Perché oggi come ieri facciamo fatica a farci capire ma oggi come ieri assumiamo su di noi il compito di andare dritti e spediti "direzione Rivoluzione", direzione "liberazione nazionale". Ieri eravamo presi per pazzi quando periferia dopo periferia innalzavamo il tricolore dove regnava lo straccio rosso, quando cantavamo l'inno nazionale mentre difendevamo il diritto alla casa e i diritti sociali o parlavamo di resistenza etnica contro l'invasione. Siamo diventati fenomeno sociale, laboratorio politico e fortuna elettorale per partiti politici più ricchi e organizzati di noi, che hanno raccolto sicuramente percentuali maggiori di noi ma non hanno né cancellato il nostro lavoro né il nostro radicamento. Anzi. Il loro fallimento sarà il frutto dei nostri semi. Ci hanno lasciati soli quando attaccammo il deap state ed il gruppo l'Espresso. I primi frontalmente ad andare a manifestare sotto Repubblica e l'Avvenire, a puntare il dito contro toghe militanti e questure politicizzate. Gli unici a denunciare presenze pericolose all'interno del Vaticano. A contestare i Lucano, i Parenzo, i Cairo, La7 e tutto quel sottopotere che di fatto comanda e condiziona più del potere stesso. Entrambe le battaglie le pagammo care. Lo sapete tutti. Anche in quel caso, tranne poche e nobili eccezioni, venimmo lasciati soli. Oggi sembra essere lo stesso. Il coronavirus e soprattutto la sua gestione politica stanno trasformando il mondo al punto che non è difficile prevedere che nulla sarà più come prima. Siamo stati i primi a dirlo. MA ANCHE STAVOLTA CI STANNO LASCIANDO SOLI! Ma stavolta la battaglia è ancora più pesante e vitale. Questa è la terza guerra mondiale, anzi, forse è la prima GUERRA GLOBALE, che interessa vari livelli, da quello interno a ciascuna nazione che prova a combatterlo sul piano internazionale. Il terrore della malattia e della morte, perfettamente diffuso da politica e media più di quanto si sia diffuso il Virus stesso, sta modificando totalmente l’atteggiamento della gente ordinaria nei confronti del proprio governo di riferimento. Ormai anche i più reazionari hanno iniziato a comprendere che l’istituzione della quarantena su vasti territori rischia di determinare il blocco di interi comparti economici e danni irreparabile per il futuro. (Ministro Boccia: "Siamo in economia di guerra, 70% tessuto produttivo chiuderà") Ma non solo la crisi economica/sociale ci aspetta oggi e domani ma anche una vera e propria dittatura "made in Cina", che tutti fanno finta di non vedere. Questi arresti di massa rilevano, dal punto di vista politico, l’accresciuta disponibilità dell’uomo della strada ad accettare severe limitazioni della propria libertà personale, spesso contribuendo volontariamente all’applicazione dei divieti sempre più stringenti introdotti dalla legislazione emergenziale. Si osservano, anche in paesi dalle consolidate credenziali democratiche come l’Italia, estesi fenomeni di delazione normalmente associati alla pratica totalitaria. È verosimile, inoltre, che ne resti traccia nella coscienza collettiva anche dopo che tutto questo sarà stato superato. A livello politico una conseguenza ulteriore di questo stato di cose è il consolidamento dei governi e di chi li guida. L'alto gradimento del supergovernatore "Giuseppi" Conte ne è un esempio. Altro che Draghi, alternative occidentali caldeggiate oltre Atlantico o soldi a pioggia mandati da Trump, nemmeno il Papa sembra poter, oggi, fermare lo strapotere del "cinese" Avvocato del popolo! A livello internazionale poi abbiamo il crollo dell'Occidente: gli USA, devastati dal Coronavirus, diventano la nazione più colpita, con Trump che accelera sulla via dell'isolazionismo, sua primaria natura; l'Unione europea è nei fatti morta, con gli Stati membri che si sono già chiusi a riccio e si fanno "marameo" e la Germania che prova a rialzarsi in perfetta solitudine. In questo quadro si è inserita, per ora vittoriosa e a gonfie vele - e in Italia la coppia Conte / Di Maio - l'impero Giallo! È in atto una partita globale, il cui principale attore è appunto la Cina. Teoricamente vittima principale del virus che l’ha colpita duramente prima di diffondersi, la Repubblica Popolare ne sta cavalcando brillantemente la gestione, esportando non solo il modello che ha prescelto per contrastare il morbo, ma proiettando influenza con una politica molto lungimirante di cooperazione sanitaria. In Italia, sta dando frutti notevoli. È infatti forte la sensazione che impercettibilmente, giorno dopo giorno, le simpatie dell’opinione pubblica nei confronti di Pechino stiano crescendo, anche per effetto della totale mancanza di empatia da parte degli alleati europei ed atlantici di Roma. I media italiani hanno assicurato ampia copertura all’arrivo dei medici e degli aiuti provenienti dalla Repubblica Popolare, al contrario di quanto si è verificato con l’ospedale da campo inviato nel Belpaese da una organizzazione non governativa statunitense. Sono segni. Quanto sta avvenendo in Italia, nell’Unione Europea e nei rapporti con la Cina, induce a ritenere che troveremo un mondo molto diverso, forse irriconoscibile, una volta che il Coronavirus sarà stato finalmente debellato. Questa consapevolezza fatica a farsi strada. O forse nascondono il vero progetto che si nasconde dietro, ovvero la vera mangiatoia dove tutti hanno messo il muso: il 5G! Eppure continuiamo a gridarlo ancora in solitudine. Anzi, ci consigliano di non ribellarci alla quarantena, di non essere troppo accesi nei toni, di essere più comprensivi nei confronti dei nostri che non capiscono perché siamo così arrabbiati con il sistema... Scusateci, ma siamo noi che non capiamo come fate a non essere incazzati con chi vi sta tenendo prigionieri dentro casa, sta mettendo a rischio il vostro lavoro, sta stravolgendo il vostro futuro e minacciando, mai come questa volta, la vostra libertà e quella dei vostri figli. Come dovremmo dirlo? Scusate? Possiamo?


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