• Giuliano Castellino

PRIMA TERRORIZZATI ED ARRESTATI, ORA TRACCIATI E CONTROLLATI. ECCO LA DITTATURA DELL'APP!




PRIMA TERRORIZZATI ED ARRESTATI CON LA SCUSA DEL VIRUS, ORA TRACCIATI E CONTROLLATI NELLA FASE 2. ECCO LA DITTATURA DELL'APP! NON E' UN FILM, NE' UN ROMANZO, IL GRANDE FRATELLO E' SERVITO, L'ITALIA COME LA COREA E LA CINA! Addio libertà. D'altronde ce la siamo giocata in questi 100 giorni, ora sarà davvero dura riconquistarla! di Giuliano Castellino Più di cento giorni fa quando dalla Lombardia parti l'allarme corona virus fummo i primi - ed in perfetta solitudine - a gridare contro il terrorismo mediatico, la dittatura sanitaria dell'Oms e la disarticolazione dello Stato italiano crollato nelle sue parti vitali: sanità, scuola, carceri. Crollo che avrebbe consegnato il potere ad una più feroce tirannia che in nome del terrore e del pericolo, orchestrato da stampa e tv, spalleggiato da medici e scienziati, avrebbe portato ad un nuovo modello di società, stile cinese e/o coreano, do orwelliana memoria. Come nel Film V per Vendetta, dopo una grande pandemia ecco arrivare la società del super controllo, dei tutti in fila, non solo, questa imposta ci ha tolto anche volti e sorrisi imponendoci la mascherina. Dopo mesi di terrorismo mediatico, dopo aver instaurato un vero Stato di Polizia, messo agli arresti 60 milioni di italiani, messo sotto controllo strade, città, territori contro check point e polizie varie, ecco l'arrivo del "grande fratello" di nome Immuni per schedare tutti i connazionali. Dopo essere stati murati dentro casa, verremmo tutti incasellati, ancora una volta, tra l'altro senza passare per le Camere, ma con un'ordinanza commissariale. Come avevamo drammaticamente previsto, approfittando del rischio malattia e della paura della morte - ben inscenata con le bare schierate a Bergamo, il punto più del terrorismo mediatico degli ultimi mesi - ci stanno entrando nelle nostre vite private. Il nuovo "poliziotto" che stara nella nostra tasca si chiama Immuni, l'App di tracciamento anti Covid-19. Il fatto ci è stato comunicato qualche giorno fa a mezzo stampa dal nuovo pool di Conte, senza coinvolgere nessuna figura istituzionale, tanto meno nessun politico od esponente di governo. Nessuno, a parte chi l'ha scelta e chi l'ha creato, sa come funzionerà, quali tipi di dati del cittadino tratterà, dove verranno conservati e da chi. Un vero tracciamento di massa in mano ancora non si sa. Eppure, inizialmente tutti si sono stracciati le vesti nel dire che il sistema sarebbe stato volontario e che non avrebbe previsto nessun obbligo per il cittadino. Poi gratta gratta è facile intuire che chi fa queste dichiarazioni sicuramente non ha mai effettuato un test sulla diffusione di App simili in Italia e nel mondo. La media di "scaricamento" volontario delle App anti-Covid va dall’8 per cento della Lombardia al 18 per cento degli abitanti di Singapore, ove il direttore dei servizi digitali del governo ha parlato senza mezzi termini di un fallimento degli strumenti di tracciamento tecnologico. Numeri assai lontani da quel 60% necessari per ritenere efficace il sistema, come affermato da medici e scienziati. Se poi contiamo anziani, moltissimi in Italia, e minori, ci sembra davvero impossibile che la la popolazione italiana possa volontariamente "consegnarsi" in massa a farsi schedare da Immuni. Ed ecco allora l'idea geniale che è cominciata a circolare in queste ore: rendere l'App "spintanea". Ovvero tu puoi decidere se scaricartela, ma se non lo fai sarai soggetto a limitazioni ad esempio negli spostamenti. Oppure puoi decidere di scaricare il software ma se vuoi uscire di casa devi usare quell'altra app che ti consente di autocertificare i motivi dello spostamento in digitale, attraverso Spid, da mostrare alle autorità in caso di controllo. I più "audaci" sembra, addirittura proposto l'uso di un braccialetto elettronico, come ha già fatto il Liechtenstein. Tra poco assisteremo all'utilizzo di Immuni magari collegata a qualche lotteria o alla scommessa di qualche partita di calcio, in modo da indurre gli italiani a scaricarla. Così il popolo pecorone, dotato di braccialetto elettronico o "telefonino a manetta", pronto a farsi incasellare e controllare 24 ore su 24. A dare manforte alla nuova dittatura cinese-coreana sono ancora le regioni, tra l'altro quelle leghiste. Prima è stato Fontana a consegnare l'Italia (ed il mondo intero) alla Pandemia, con scelte ancora a vaglio della magistratura, ora è l'altro salviniano Zaia ad andare incontro a Conte. Infatti mentre il pool dei 17 e il super Premier stanno vedendo come "incatenare" gli italiani con Immuni, il Veneto si avvicina a passo veloce verso la fase 2 (ben venga la liberazione degli italiani), ma non sotto la ghigliottina dell'Oms. Zaia ha dichiarato che è già pronta una App riservata ai residenti in Veneto per tracciare gli spostamenti delle persone al fine di tracciare i contatti di chi risultasse positivo. Insomma il Veneto si pone sulla scia tracciata dal governo, ma con un particolare in più non da poco: la App sarà obbligatoria: "Dovrà utilizzarla il 60% delle persone e in quanto dispositivo volto a garantire la salute pubblica per quanto mi riguarda sarà obbligatoria. Se noi passeggiamo per strada un vigile può controllare che abbia guanti e mascherine e poi chiedere di vedere il telefono, per verificare che la App sia accesa". La App sarà scaricabile gratuitamente. Bisognerà registrarsi inserendo la mail e codice fiscale. Funzionerà con tecnologia Bluetooth per non utilizzare traffico dati. La App attraverso un sistema di codici numeri anonimi registrerà gli incontri di due smartphone di una durata maggiore di 15 minuti a una distanza inferiore ai due metri. Qualora una persona risultasse positiva, tramite l'analisi della App sarà possibile tradurre quei codici numerici in nomi e cognomi, per mappare i contatti e sottoporli a tampone. Il modello è quello coreano, ha tenuto a specificare il presidente Zaia. Il Veneto servirà anche da apripista al regime per scardinare le resistenze di chi sta alzando gli scudi a difesa della libertà e della privacy. Queste le parole del Governatore della Lega: "L'utilizzo di una App di tracciamento non ha alcun senso se non viene utilizzata da meno del 60 per cento della popolazione. Per questo dovrà essere obbligatoria. Ovvio che ci saranno persone che non hanno uno smartphone, ma volete dirmi che il 60 per cento dei veneti non lo ha?" C'è bisogno di una grande responsabilità nella fase due, che sarà molto più complessa del lockdown. Noi siamo stati costretti a mettere a casa milioni di persone, non penso che sarà un problema una App che ha una finalità sanitaria di primaria importanza". D'altronde dopo che abbiamo subito senza colpo perire (o perire) gli arresti di massa, i signori del potere hanno l'arroganza e la presunzione di poter fare delle nostre vite ciò che vogliono. Il Grande Fratello è servito, la dittatura dell'App è pronta, tutti schedati, tracciati e controllati. Addio libertà. D'altronde ce la siamo giocata in questi 100 giorni, ora sarà davvero dura riconquistarla!


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