• Giuliano Castellino

PRIMA LA MUSERUOLA, ORA VOGLIONO SOFFOCARE OGNI LIBERO PENSIERO. LEGGI SPECIALI CONTRO LE RESISTENZE





CI HANNO MESSO LA MUSERUOLA ED ORA VOGLIONO SOFFOCARE OGNI LIBERO PENSIERO. LEGGI SPECIALI CONTRO LE RESISTENZE!


Alla dittatura sanitaria non gli basta averci rinchiuso per 100 giorno agli arresti, aver stravolto il nostro stile di vita e averci messo la museruola.

Non si accontenta nemmeno di averci portato alla fame e di averci inginocchiato, ci vuole senza voce e senza liberi pensieri.


di Giuliano Castellino


Mentre le piazze si scaldano ed anche la rete diventa terreno di scontro la dittatura sanitaria passa alla controffensiva.


Sia l'Unione europea che l'Italia pensano al bavaglio per la contro-informazione.

D'altronde dopo aver messo la museruola a milioni di cittadini europei ed italiani non sarà difficile per la tirannia mettere a tacere o silenziare le resistenze.


La Commissione europea sta valutando l'adozione di nuovi strumenti strutturali di lotta alle cosiddette "fake news" inerenti la pandemia, mentre in Italia si sta dibattendo sulla necessità della realizzazione di una vera e propria commissione parlamentare d'inchiesta, oltre che su alcune misure specifiche per frenare la contro-informazione, soprattutto quella online.


D'altronde Orwell lo aveva annunciato, saremmo arrivati al Ministero della Verità: detto fatto!

Le voci fuori dal coro non sono più tollerate dal mainstream e dal regime.

Anche perchè piazze e mobilitazioni iniziano ad essere un problema ed il fronte della resistenza sempre più plurale, ampio e forte.


Una forza sempre più anti-ideologica, fuori dagli schemi, alternativa al sistema, contro i partiti e quindi non controllata e controllabile.


Giornali, siti, appelli e blog sono diventati un problema sempre più ingombrante nell'ambito dell'informazione ufficiale, soprattutto via Web e social, dove spesso le informazioni viaggiano più libere e con meno spese, diffondendosi alla velocità della luce.

Spesso è proprio nel "loro mondo virtuale" che i padroni del mondo vengono messi al tappeto e sbugiardati.

Quello che doveva essere un loro strumento di propaganda gli si sta ritorcendo contro, diventando una piattaforma di lotta per le resistenze.

La lotta di liberazione nazionale sta trovando alleanze e campo anche sui social.


Un problema ora molto sentito dall'Unione europea, acuitosi con l'attuale emergenza sanitaria da Covid-19, tanto da spingere la Commissione Ue a valutare l'adozione di nuovi strumenti di lotta alle cosiddette "fake news", in realtà notizie che mettono in discussione il "Ministero della Verità".


Già Mister Facebook ed Instagram ha operato in questa direzione, escludendo dai due social network più importanti del mondo movimenti, associazioni e utenti "politicamente scorretti".


A scagliarsi contro le resistenze e gli uomini liberi è stato direttamente l'Alto Commissario e vicepresidente della Commissione, Josep Borrell: "La disinformazione ai tempi del Coronavirus può uccidere. Abbiamo il dovere di proteggere i nostri cittadini rendendoli consapevoli della diffusione di informazioni false e denunciando i responsabili di tali pratiche. Nel mondo odierno, basato sulla tecnologia, nel quale i guerrieri si servono di tastiere anziché di spade e le operazioni di influenza e le campagne di disinformazione mirate sono un'arma riconosciuta di soggetti statali e non statali, l'Unione europea sta intensificando le proprie attività e migliorando le proprie capacità per combattere questa battaglia".


In sostanza il nuovo piano si muoverà lungo sei direttive principali: comprensione, comunicazione, cooperazione, trasparenza, assicurazione della libertà di espressione e del pluralismo del dibattito democratico e sviluppo degli strumenti critici nei cittadini.


Purchè tutto nella gabbia della dittatura sanitaria.

Insomma si potrà dire tutto ciò che ci sarà concesso dire, come nelle migliori tirannie tecnocratiche.


Nel frattempo anche nella nostra Italia il dibattito sulle misure da adottare nei confronti della contro-informazione si muove lungo due binari repressivi: da un lato si sta ancora valutando l'opportunità politica di istituire una vera e propria Commissione Parlamentare d'inchiesta (ipotesi recentemente approvata anche dal Presidente dell'Agcom, Angelo Cardani); dall'altro invece ci sono le proposte di legge per contrastare la diffusione delle notizie false in relazione al Coronavirus, descritte nella relazione redatta dalla task force di 11 esperti formata lo scorso aprile e pubblicata ieri sul sito del Dipartimento per l'Informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.


Insomma l'importante è soffocare il grido di libertà di chi ha smascherato la farsa Coronavirus e pandemia e messo in ginocchio l'Italia, l'Europa e l'Occidente intero.


Non bastava averci rinchiuso per 100 giorno agli arresti, aver stravolto il nostro stile di vita e messo la museruola. Il regime non si accontenta nemmeno di averci portato alla fame e di averci inginocchiato, ci vuole senza voce e senza liberi pensieri.


La dittatura sanitaria ci vuole soffocati dalla mascherina e silenziati dalla repressione, perchè devono imperare senza ostacoli e contestazioni, senza piazze e senza resistenze.


Intanto minacciano nuovi loockdown, parlano di nuovi focolai, sfilano a Villa Panphili mentre gli italiani non arrivano a fine mese...

Ma c'è un'altra Italia, che grida libertà e innalza il tricolore, che se ne frega della repressione e del mainstream e che non si inginocchia!


Questa Italia Libera non si ferma, continua ad incontrarsi e confrontarsi, lo fa porta a porta, lo fa nei parchi mentre si allena, nelle palestre mentre torna a fare sport da combattimenti, lo fa nelle sezioni, nei pub, nei punti di ritrovo. Lo fa nelle piazze e nei blog. Scrive giornali e volantini, attacca striscioni, sventola tricolori, è scesa in piazza il 25 aprile ed il 1 maggio. Ancora prima a Pasqua. E poi il 30 aprile ed il 6 giugno. E questa settimana a piazza del Popolo. Si incontrerà il prossimo 1 luglio, continua a riconoscersi e a resistere a questa tirannia del Covid.


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