• Giuliano Castellino

ONORE E RISPETTO PER FRANCESCO MANGIAMELI, FILM "IL DELITTO MATTARELLA" SQUALLIDA PROPAGANDA ANTIFA

ONORE E RISPETTO PER FRANCESCO MANGIAMELI, FILM "IL DELITTO MATTARELLA" SQUALLIDA PROPAGANDA ANTIFA


Un film vomitevole che infanga la memoria di Ciccio Mangiameli, leader palermitano di Terza Posizione, che lasciò allora la moglie e un figlia piccola.

La peggiore propaganda antifascista è servita! Per raccontare in maniera faziosa e falsa un pezzo di storia italiana, per di più con la pretesa di svelare misteri senza nemmeno sfiorare quell'intreccio tra Servizi, logge e poteri criminali che affonda le proprie radici nella storia della stessa famiglia Mattarella.


di Giuliano Castellino


Il delitto Mattarella è un film del 2020 diretto da Aurelio Grimaldi, regista, sceneggiatore e scrittore notoriamente antifascista, ben visto nei salotti radical-chic e nei palazzi del potere, figura di rilievo del "Ministero della propaganda".


La pellicola, in questi giorni in onda su Sky, dedicata alla storia e alla figura del fratello dell'attuale Presidente della repubblica Piersanti - politico democristiano, ucciso dalla Mafia mentre era Presidente della Regione Siciliana - è un misto di propaganda antifascista, squallida apologia del Partito Comunista e retorica su un episodio della storia italiana che, come molti altri, ha ombre ancora talmente profonde da non poter essere certo dissolte da letture schematiche e partigiane.


Per il film esistono una DC mafiosa e cattiva, amica dei servizi, della Banda della Magliana e pure dei neofascisti, e una buona, naturalmente amica dei comunisti, soli depositari dell'antimafia e portatori del verbo del bene e della verità.


Ed ecco che per il regista ad uccidere Piersanti Mattarella sono stati neofascisti romani, amici della Banda della Magliana, che in affari con cosa nostra avrebbero fatto da killer e ucciso un politico divenuto loro nemico.

In cambio la mafia avrebbe dovuto aiutare i neofascisti, guidati da un professore palermitano (Francesco Mangiameli), a far evadere Pierluigi Concutelli.

Non solo, alla fine questo professore, dipinto in maniera bizzarra, superficiale e davvero irrispettosa, sarebbe stato assassinato dai suoi stessi camerati non per chissà quali dinamiche, ma perché ladro e non affidabile.


Un film vomitevole che infanga la memoria di Ciccio Mangiameli, leader palermitano di Terza Posizione, che lasciò allora la moglie e un figlia piccola.

La peggiore propaganda antifascista è servita! Per raccontare in maniera faziosa e falsa un pezzo di storia italiana, per di più con la pretesa di svelare misteri senza nemmeno sfiorare quell'intreccio tra Servizi, logge e poteri criminali che affonda le proprie radici nella storia della stessa famiglia Mattarella.




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