• Giuliano Castellino

OLTRE TRUMP, LA RIVOLTA NAZIONAL POPULISTA AMERICANA

OLTRE TRUMP, LA RIVOLTA NAZIONAL POPULISTA AMERICANA


Trump non è più Presidente e nei momenti cruciali della rivolta si è tirato indietro. Forte è la rabbia dei ribelli: "Il presidente ci ha abbandonati in battaglia", "non ha detto una parola sui nostri morti".


Ma un dato importante sembra emergere: "Il movimento è più grande di Trump!".

Come aveva dichiarato il 5 gennaio il leader dei Proud Boys, Enrique Tarrio, arrestato quel giorno stesso dopo una grande mobilitazione a Washington.


di Giuliano Castellino


Ridicoli personaggi con corna e pellicce e ruolo poco chiaro di Polizia e Servizi a parte, una cosa è certa: il 6 gennaio 2021 è una data che rimarrà nella storia.


Per la prima volta nella storia recente, abbiamo assistito non solo ad un tentativo di rivoluzione negli Stati Uniti, ma

anche alla nascita di un fronte di liberazione nazional-popolare (populista) che ha pesantemente messo in crisi il deep State ed il nuovo ordine mondiale, che per secoli aveva negli Usa i suoi braccio armato e cane da guardia mondiale.


Ovvio che perno di tutto questo è stato Donald Trump, ma oggi il "trumpismo" deve sopravvivere anche a Trump.


Per una serie di motivi.

Trump non è più Presidente e nei momenti cruciali della rivolta si è tirato indietro. Forte è la rabbia dei ribelli: "Il presidente ci ha abbandonati in battaglia", "non ha detto una parola sui nostri morti".


Infatti, i nazional-popolari americani sembrano oggi confusi: orgogliosi per l’assalto, ma anche delusi per il comportamento di Trump.


Ma un dato importante sembra emergere: "Il movimento è più grande di Trump!".

Come aveva dichiarato il 5 gennaio il leader dei Proud Boys, Enrique Tarrio, arrestato quel giorno stesso dopo una grande mobilitazione a Washington.


E Tarrio ha ieri rilanciato, facendosi portavoce del fronte di liberazione americano: "Trump ha appena detto che i patrioti che hanno preso il Campidoglio la pagheranno. Smettetela di pensare che tutto dipenda lui. Dipende da TE, da me, da tutti noi in questo Paese e con le nostre libertà. Non fate le pecore. Pensate con la vostra testa. Trump ha appiccato il fuoco e poi se n’è andato, lasciandoci a gestire i resti carbonizzati".


Gli hanno fatto eco molti "ragazzi orgogliosi": "Non potrei essere più d’accordo. Quando la situazione si è fatta seria, ci ha mandati a casa. Non ha declassificato documenti, appena ha vinto ha rinunciato ad arrestare Hillary Clinton. Salviamo Dio e il Paese!"


Nel mondo folle di Q, invece - ambiente di creduloni, convinti dell'esistenza dei marziani e complottisti del complottismo - circola la teoria (SUI MALEDETTI SOCIAL) che il video del pentimento di Trump sia un falso oppure che abbia solo preso tempo, o c'è chi dice che la donna uccisa non sia morta davvero e che tutta la rivolta del 6 gennaio sia una sceneggiata hollywoodiana.


Il Movimento di Tarrio, al contrario, sembra essere, oltre che il più determinato a continuare la battaglia, il più lucido e serio.


Non a caso le balle di questi "cospiratori della cospirazione" hanno fatto infuriare alcuni dei veri rivoltosi che sono orgogliosi e convinti di aver condotto un’impresa eroica: "Fa male vedere gente dare la gloria ad Antifa".


Non solo, mentre Trump si dice "scioccato dalla violenza al Congresso" e vorrebbe dare vita ad una riconciliazione, mentre tutti i trumpisti ammettono la vittoria di Biden e addirittura qualificano come "attacco terroristico" la mobilitazione di Washington, i rivoltosi parlano - GIUSTAMENTE - di "indignazione ipocrita": "Non abbiamo fatto niente di peggio rispetto a Black Lives Matter".


Alcuni trumpisti, invece di difendere la rivolta, si dicono addirittura preoccupati "che durante l'assalto al Congresso c’è stata una crescita esponenziale del risentimento verso la polizia nella destra conservatrice, dovuta anche al fatto che in questi mesi gli agenti hanno applicato i lockdown anti-Covid. Strano vedere le cose capovolgersi".


Cosa si aspettava la destra americana?

(Stesso errore che stanno facendo tutte le destre nel mondo) che il popolo, anche quello definito (in maniera errata) di destra, rimanesse passivo di fronte alle polizie che eseguivano violentemente le leggi anti Covid?


Ora i rivoltosi rischiano 10 anni di carcere per vandalismo o distruzione di monumenti e statue, a causa di un ordine esecutivo approvato in estate proprio dal loro presidente durante le manifestazioni BLM. Incredibile!


Abbandonati da Trump, in rotta totale con il Partito Repubblicano e liberati dalle teorie sceme (e funzionali al sistema) di Q e "cospirazionisti vari" dove sfocerà la lotta?


"Il movimento è più grande di Trump", ripete il Proud Boy Tarrio.


"La Repubblica è morta - scrivono altri -. Il nostro voto non ha più senso. Il popolo è schiavo dei despoti che occupano il Congresso, illegittimi e traditori come i loro sgherri al governo e in divisa. Possiamo ancora fermarli, ma lo spiraglio si sta chiudendo".


Ora che Biden prenderà lo scettro della Casa Bianca, gli Stati Uniti torneranno ad essere i migliori alleati della Cina, la patria di Gates e Soros, gli "esportatori di democrazia" a suon di bombardamenti di civili e massacri.


Torneranno ad essere l'impero del male, quel mostro che ha raso al suolo nazioni e città, seminato terrore, guerre e fame nel mondo.


Ma né Biden, né il Governo americano potranno cancellare milioni di "ragazzi orgogliosi" che a casa loro vogliono resistere alla tirannia globalista.


Anche questa è la prima volta per il tiranno a stelle e a strisce: dovrà fare i conti con una vera opposizione interna.


Altro che Q, Flynn e marziani: con i Proud gli americani hanno trovato un faro di libertà.

E così tutti i combattenti per la libertà che in ogni nazione resistono e alzano le bandiere della Fede, della giustizia sociale e della sovranità.




1,097 visualizzazioni

La tua privacy è importante per noi, le tue informazioni sono sicure al 100% e non verranno mai condivise con nessuno

2020 © Cooperativa Editoriale Italia Futura, Via Paisiello 40 00191, Roma P. IVA 0000015628011007